L’UE risponde a Spotify: «Faremo una legge per garantire la libera competizione nella musica»

L’Unione Europea sta pianificando una nuova legge per trattare le pratiche commerciali sleali lamentate da Spotify, Deezer e gli altri: la promessa «Libera competizione tra le aziende entro l’anno»

Nessun abuso di posizione. E’ quanto promette l’Unione Europea in risposta alle richieste di Spotify, Deezer e le altre società che si occupano di musica in streaming secondo le quali, seppur senza fare direttamente i nomi, Apple e Google starebbero abusando della posizione privilegiata per sopprimere la competizione nei propri mercati.

La battaglia cui si fa riferimento è iniziata qualche anno fa, quando la stessa Spotify accusò più direttamente Apple di pratiche scorrette utilizzando il processo di approvazione delle applicazioni come strumento di ritorsione. In quei giorni la società di Cupertino bloccava infatti l’approvazione di un aggiornamento di Spotify nel quale si promuoveva tre mesi di abbonamento a 99 centesimi, impedendo così al popolare servizio di musica in streaming di pubblicizzare le proprie offerte.

Quel che si chiede all’Unione Europea è di indagare i big dell’hi-tech i quali abuserebbero della posizione (soltanto Apple e Google controllano il 90% del mercato di app e dispositivi mobili) per promuovere i propri servizi ed imporre condizioni sfavorevoli per la concorrenza. Così, a pochi giorni dalla richiesta di Spotify e gli altri, l’UE avrebbe dichiarato di essere al lavoro su una legge che regolamenterà tutte le reti e i servizi di comunicazione elettronica: si tratta di un’importante revisione della strategia digitale che entrerà nei rapporti tra le piattaforme e le imprese con specifiche disposizioni, favorendo l’interazione, l’equilibro tra le due parti e la libera concorrenza.

unione europea spotify