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L’AI affossa i processori M6 Pro e Max, Apple punta tutto su M7

L’intelligenza artificiale è talmente importante da spingere Apple non solo a mettere definitivamente da parte la vecchia Siri, ma anche a rompere uno degli schemi che ha seguito fin dall’arrivo dei processori Apple Silicon: rinunciare alle versioni Pro e Max di M6 e passare direttamente alla generazione M7 per i chip destinati ai Mac più potenti.

L’indiscrezione, lanciata da Mark Gurman, se confermata sarebbe di assoluto rilievo. Fin dal debutto dell’M1 nel 2020, Apple ha sempre sviluppato ogni generazione di processori seguendo uno schema preciso. Al chip base sono sempre seguite le varianti Pro e Max, mentre per M1, M2 e M3 è arrivata anche la versione Ultra destinata alle workstation. Cinque anni di Apple Silicon hanno consolidato questo schema come un’abitudine consolidata.

Apple annuncia i MacBook Pro M5 con M5 Pro e M5 Max - macitynet.it

Questa volta non accadrà. Il motivo, come detto, sta nella crescente richiesta di elaborazione AI on-device e nella necessità di sostenere applicazioni sempre più impegnative anche dal punto di vista grafico. Le versioni avanzate di M6 sarebbero state in grado di affrontare questi compiti, ma secondo la nuova roadmap Apple preferirebbe anticipare le soluzioni previste per le versioni Pro e Max di M7.

Una svolta senza precedenti per Apple Silicon

Di qui la decisione di lanciare un solo M6, la versione base. Questa componente, conosciuta internamente con i nomi in codice Komodo o H18G, sarebbe già in fase di test all’interno di un MacBook Pro entry level rinnovato, identificato dal codice J804, previsto entro la fine dell’anno.

Non sarà in alcun modo un processore fiacco. L’obiettivo è aumentare soprattutto la capacità di elaborare modelli di intelligenza artificiale. Per questo Apple avrebbe portato la banda di memoria da circa 153 GB/s dell’M5 a circa 200 GB/s. Si tratta di un parametro diventato sempre più importante, perché determina la velocità con cui il processore può trasferire grandi quantità di dati tra memoria e unità di calcolo.

Le indiscrezioni parlano anche di una nuova architettura della memoria, di un Neural Engine aggiornato, di miglioramenti distribuiti su tutti i core della CPU e di una revisione dei motori dedicati alla codifica e decodifica video.

Anche la GPU sarebbe stata riprogettata. Apple avrebbe testato configurazioni fino a 12 core grafici, rispetto ai 10 dell’M5, per migliorare la gestione contemporanea di elaborazioni AI, rendering grafico e altri carichi di lavoro.

La famiglia M7

La famiglia M7 si collocherebbe su un piano del tutto differente. Il chip base, nome in codice Delos o H19G, sarebbe previsto già nella prima metà del 2027 e porterebbe la banda di memoria fino a circa 240 GB/s. Secondo Gurman, l’intera piattaforma M7 sarebbe stata progettata con un’attenzione particolare all’intelligenza artificiale on-device.

Le versioni M7 Pro e M7 Max, conosciute internamente come Andros con i codici H19S e H19C, dovrebbero arrivare entro la fine del 2027, mentre l’M7 Ultra, codice H19D, sarebbe previsto nel 2028 per le configurazioni più potenti del Mac Studio.

Prima arriverà ancora l’M5 Ultra

Prima di questa svolta Apple completerà comunque l’attuale generazione con l’M5 Ultra. Il chip, atteso da tempo, dovrebbe debuttare all’interno del nuovo Mac Studio, progetto J775, che doveva arrivare nei mesi scorsi ma è stato rinviato a causa delle difficoltà nella disponibilità di memoria e di altri componenti. Il chip è conosciuto internamente come Sotra D o H17D.

Secondo Bloomberg, l’M5 Ultra avrà circa 36 core CPU e 80 core GPU, con supporto testato fino a 768 GB di memoria unificata, anche se i problemi di approvvigionamento potrebbero limitare le configurazioni disponibili al lancio. Il Mac Studio è ormai l’unica destinazione dei chip Ultra, dopo che Apple ha di fatto abbandonato il Mac Pro.

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