Windows 11 gestisce la RAM in modo intelligente finché il sistema lavora in condizioni ordinarie; la RAM diventa un collo di bottiglia quando il carico attivo supera la memoria fisica totale; complice il fatto che fino a poco tempo addietro acquistare la RAM non era un problema, Microsoft non ha mai ottimizzato Windows 11 per configurazioni con 8GB, costringendo il sistema appoggiarsi costantemente al disco (HDD o SSD) e riducendo le prestazioni.
L’esplosione della domanda di chip per l’intelligenza artificiale ha reso carissime le RAM: la memoria è costosa, le scorte si stanno esaurendo e gli sviluppatori di software sono ora costretti a occuparsi del lavoro di ottimizzazione sulla gestione della memoria, scelte per troppo tempo trascurata.
Microsoft indica 16 GB di memoria tra i requisiti dei PC Copilot+ per accedere a tutte le sue funzioni di intelligenza artificiale locali ma il responsabile della divisione Windows, Pavan Davuluri, ha confermato ufficialmente l’avvio di un progetto che mira ridurre il “peso” della memoria occupata da Windows sui computer dotati di 8 GB o più.
Per chi acquista laptop di fascia bassa e media, le configurazioni con 8 GB di RAM stanno tornando ad essere economicamente interessanti. Su un computer appena avviato, il solo Windows 11 può occupare fino al 70% degli 8 GB disponibili prima ancora di avviare qualsiasi applicazione.
Pavan Davuluri ha spiegato che l’ottimizzazione potrebbe arrivare sostituendo WebView2 (tecnologia che consente di incorporare nelle applicazioni contenti web come HTML, CSS e JavaScript) con WinUI 3. Non è chiaro però se questa novità arriverà con Windows 11 26H2.
Microsoft afferma di voler migliorar anche la configurazione iniziale, i controlli parentali e i comandi vocali per interagire con le app.
L’approccio di Microsoft ricorda quello di Apple: la multinazionale di Cupertino per anni ha offerto macchine con 8GB di RAM nei MacBook di fascia media-bassa, basandosi sulla propria architettura hardware e sull’integrazione verticale di macOS per garantire una gestione più efficiente della RAM. Sebbene Apple abbia infine generalizzato i 16 GB sulla maggior parte della sua gamma (con l’eccezione del MacBook Neo), il vantaggio in termini di ottimizzazioni software è innegabile.
Resta da verificare se le promesse di Microsoft si tradurranno in un reale aumento dell’efficienza ‘uso quotidiano o si tratti di un semplice palliativo temporaneo. Come sempre, i cosiddetti “Insider” avranno modo di testare le novità prima della distribuzione generale. In ogni caso, c’è voluta una crisi globale di approvvigionamento delle memorie per ricordare ai big del software che un sistema operativo o un’applicazione non dovrebbe divorare la memoria disponibile per pura pigrizia ingegneristica.











