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Nanox Arc si ispira a Star Trek e rivoluziona la diagnostica radiologica

La radiologia consente di produrre immagini mediante Raggi X; si avvale di costose apparecchiature di digitalizzazione utili in vari ambiti. Diamo tutti per scontata la disponibilità di questi apparecchi ma non è così: l’Organizzazione mondiale della sanità riferisce che quasi due terzi della popolazione mondiale non ha accesso alla diagnostica per immagini. Il costo di queste apparecchiature dedicate è proibitivo in molti paesi in via di sviluppo, così come i costi di manutenzione e alimentazione, che possono arrivare a diversi milioni di dollari.

Nanox ha sviluppato una macchina digitale per i raggi X, un dispositivo che si ispira al bioletto di Star Tek equipaggiato con sensori e monitor per controllare lo stato di salute di un soggetto. Il dispositivo in questione si chiama Nanox Arc, è economico da usare, facile da mantenere e non richiede l’installazione in grandi strutture ospedaliere.

Nanox ha effettuato la prima dimostrazione della tecnologia pochi giorni addietro. La presentazione è avvenuta dal quartier generale israeliano, trasmessa in streaming (per via della pandemia di COVID-19) nel corso della conferenza della Radiological Society of North America (RSNA), importante meeting medico-scientifico internazionale che si svolge annualmente. Nel corso della dimostrazione il CEO di Nanox, Ran Poliakine, ha eseguito una radiografia usando il dispositivo in questione, mostrando il bioletto e una scansione di esempio con un cosciotto d’agnello e un manichino.

Nel corso della presentazione, radiologisti indipendenti hanno elogiato il lavoro fatto da Nanox, evidenziando la velocità e l’accuratezza delle immagini che è possibile produrre, con  immagini 3D utilissime con la radiografia del torace. A loro dire, l’elevato numero di tubi (Nanox Arc vanta sei tubi radiogeni indipendenti), permettono la produzione di segnali di differenti ampiezze, consentendo – tra le altre cose – di evidenziare piccole lesioni e tumori.

I tubi in questione sono al centro dell’innovazione possibile con Nanox Arc: cilindri da 10cm in grado di sfruttare la tecnologia a catodo freddo. Un sestetto di questi tubi si trova all’interno di un anello che consente al macchinario di scansionare tutto il corpo. Nanox riferisce che il sistema consente di ottenere contemporaneamente radiografia scheletrica e tomografie computerizzate (CT). Dopo un minuto di elaborazione, i dati ottenuti consentono di creare un modello 3D del corpo di una persona, permettendo ai professionisti di vedere sia i tessuti molli, sia lo scheletro.

Il target di Nanox non sono gli ospedali e le grandi aziende sanitarie ma le zone rurali poco servite. Il modello di business non prevede la vendita dei lettini dedicati (che costano sui 14.000 Dolari contro i 300.000 Dollari di un tipico dispositivo base le TAC). L’idea è di prestarli a cliniche situate in aree remote, alla stregua di quanto fanno alcuni uffici con stampanti e altri dispostivi, chiedendo 14 Dollari per ogni scansione. Il prezzo in questione copre i costi per lo storage sul cloud e la possibilità di usare sistemi di intelligenza artificiale per analisi mediche (varie aziende lavorano su sistemi di IA in grado di individuare anomalie nei raggi X).

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