Non solo ebook, la lettura passa attraverso Social, pay TV e il Web

Cinque tipologie di lettori hi-tech (o low tech) nei risultati del’Osservatorio “I nuovi modi di leggere” dell’Associazione Italiana Editori in occasione della Fiera Tempo di Libri.

Se i lettori di ebook pensano di essere i lettori del futuro, si sbagliano di grosso. Ora ci sono cinque tipologie di lettori hi-tech che accedono attraverso canali diversi a libri digitali, riviste online, saggistica su Web, senza dimenticarsi di libri di carta e audiolibri. A delineare i nuovi identikit 2.0 dei lettori è stato l’Osservatorio sulle nuove forme di consumo editoriale e culturale “I nuovi modi di leggere” condotto per l’Associazione Italiana Editori da Pepe Research in occasione di Tempo di libri, la fiera dell’editoria italiana in programma fino al 23 aprile a Milano Rho. Durante l’incontro “Il lato oscuro del lettore che le tecnologie ci hanno nascosto. Osservatorio sui nuovi confini della lettura e dei consumi culturali”, uno dei tanti incontri che Tempo di Libri ha dedicato all’editoria digitale (Macity ne ha parlato qui), sono stati presentati i profili dei lettori di libri medio forti o grandi.

La maggior parte (il 32 per cento degli intervistati da Pepe Research) è “Tecno curioso”. Si tratta, cioè di persone attive e colte, con una dotazione tecnologica medio – alta e interessati alla lettura su più supporti (libri, ebook e audiolibri) attraverso canali diversi, tra cui la pay tv, smart tv e l’ereader. A questi si affianca il 12 per cento rappresentato da giovani e giovanissimi “Trendsetter” che hanno meno di 25 anni e sono i grandi lettori di libri, leggono di tutto e su tutti i formati (cartaceo, digitale e audio).

CI sono poi i “Tecno Basic”, il 27 per cento, lettori deboli di libri in prevalenza cartacei o altri supporti, i “Mobile Only”, ovvero lettori che accedono ai contenuti attraverso social e community (per loro lo smartphone è il canale principale per accedere a qualsiasi tipo di contenuto) e gli “Sconnessi”, ovvero l’8 per cento di persone oltre i 55 anni, professionalmente non più attive, spesso non connesse a Internet e non lettori (si informano prevalentemente tramite giornali cartacei, soprattutto free press e tramite la tv).

Il nuovo concetto di lettura su cui l’Osservatorio si è concentrato tiene conto non solo dei libri – tutti i tipi e generi di libri: manuali, guide di cucina e di viaggio, graphic novel e libri a fumetti, manuali sulla salute e il self help, di giardinaggio e di vela – ma anche di letture di articoli, testi di fan fiction, su riviste, web e social e comprende l’83 per cento dei 14-74enni che dichiarano di aver letto negli ultimi 3 mesi contenuti narrativi o comunque culturali, come la saggistica, o di utilità quotidiana, come guide e manuali. Di questi, il 65 per cento ha letto sia libri di carta (intesi nel senso più ampio e non solo il classico romanzo o il saggio) che contenuti in formato in formato digitale; mentre il 18 per cento è stato lontano dai libri ma ha scelto riviste, giornali e, più raramente, web e social.

“L’Osservatorio permette di capire meglio quali sono i nuovi modi di leggere – ha commentato Giovanni Peresson, responsabile dell’Ufficio studi AIE e curatore del programma professionale di Tempo di Libri – e soprattutto che cosa ha fatto cambiare le modalità di lettura negli ultimi anni. È  un quadro per analizzare le nuove forme di consumo editoriale e culturale e anticipare almeno in parte cosa succederà in futuro perché il mondo tecnologico non è in contrapposizione a quello editoriale”.

Un approfondimento sulla rivincita del libro analogico rispetto all’ebook si può trovare in questo articolo di Macitynet.

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