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Così Gemini trasformerà Siri, ma senza fretta

Con l’arrivo di Gemini, Siri passerà da assistente rigido e spesso evasivo a sistema capace di capire il contesto, rispondere (davvero) alle domande e gestire richieste più ambigue, segnando uno dei cambiamenti più rilevanti della sua storia.

È questo quello che The Information racconta oggi in un articolo che spiega, dopo l’annuncio ufficiale dell’accordo tra Apple e Google, come il motore di intelligenza artificiale Gemini sia destinato a cambiare in profondità l’assistente virtuale di iPhone, iPad e Mac.

Gemini come base, Apple al comando

Il punto di partenza da comprendere è che Gemini non arriverà su Siri come prodotto Google riconoscibile. Apple pagherà un miliardo di dollari per usare il modello come fondazione tecnologica, ma senza branding e senza cedere il controllo dell’esperienza.

Apple potrà chiedere a Google modifiche specifiche, ma soprattutto potrà affinarne il funzionamento in autonomia, adattando il comportamento del modello alle proprie regole, al proprio stile e ai propri criteri di qualità.

Nasce da qui anche un altro dei pilastri dell’accordo: Gemini opererà sui dispositivi Apple senza accesso di Google ai dati degli utenti. L’elaborazione resterà sui dispositivi o nel cloud privato di Apple, mantenendo la linea già vista con Private Cloud Compute.

Cosa cambierà nel funzionamento di Siri

Dal punto di vista tecnico, Gemini porterà mutamenti profondi all’operatività di Siri. Le funzioni più semplici e deterministiche, come timer, promemoria o invio di messaggi, continueranno a essere gestite localmente dal Siri tradizionale. Gemini entrerà invece in scena quando la richiesta è ambigua, complessa o richiede interpretazione.

Richiamando Siri potenziata da Gemini si otterranno quel che Apple aveva promesso molti mesi fa e mai mantenuto: ad esempio spiegazioni dirette, invece di rimandi a una serie di risultati web, avvicinando Siri al funzionamento di un chatbot moderno.

Siri sarà inoltre in grado di sostenere una conversazione, soprattutto quando l’interazione non si esaurisce in una singola risposta. Il report di The Information parla esplicitamente di miglioramenti nelle situazioni di supporto emotivo, un ambito in cui Siri finora è sempre apparsa inadeguata.

Siri-Gemini

Nel tempo, Siri dovrebbe anche ricordare il contesto delle conversazioni e usare informazioni come calendario e spostamenti per offrire suggerimenti anticipati, ad esempio avvisando di partire prima per evitare il traffico. Funzioni di questo tipo sono attese più avanti e dovrebbero essere presentate ufficialmente alla WWDC.

Siri sarà infine più capace di interpretare il contesto, collegando informazioni diverse e andando oltre il comando letterale. Questo vale anche per i riferimenti personali: chiamare “mamma” o “sorella” qualcuno che non è salvato così in rubrica dovrebbe smettere di essere un problema, grazie all’analisi di contatti e conversazioni.

Il debutto in primavera, il vero cambiamento in autunno

Il percorso che porta a questa nuova fase di Siri è stato tutt’altro che lineare. Dopo la presentazione alla WWDC 2024, Apple ha dovuto fare i conti con ritardi, promesse ridimensionate e una crescente percezione di Siri come strumento rigido e inadeguato rispetto a quanto stava accadendo nel resto del settore.

Nel corso del 2024 e nei mesi successivi sono emerse difficoltà interne, cambi di strategia e anche l’uscita di figure chiave dai team legati all’AI e a Siri, segnali di una crisi più profonda che andava oltre il semplice sviluppo software.

L’accordo con Google e l’adozione di Gemini arrivano ora come risposta pragmatica a quella fase di stallo, nel tentativo di trasformare Siri da assistente limitato a piattaforma finalmente all’altezza delle aspettative.

La nuova Siri è attesa con iOS 26.4, previsto tra marzo e aprile, ma secondo il report di The Information alcune delle funzioni più avanzate non arriveranno prima di iOS 27, a conferma di un percorso di sviluppo graduale.as

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