Home Hi-Tech Hardware e Periferiche Nuovi MacBook Pro, benchmark "spaziali" certificano: ha muscoli da vendere

Nuovi MacBook Pro, benchmark “spaziali” certificano: ha muscoli da vendere

Si discute molto in rete se i MacBook Pro nuovi siano davvero da considerare macchine professionali. Craig A. Hunter un ingegnere aerospaziale che lavora per la NASA, ha lavorato come professore universitario e sviluppatore software, pensa di sì, in particolare se si considera che stiamo parlando di un portatile.

Hunter, che conosce bene il mondo dei portatili Mac avendo lavorato con questi sin dai PowerBook, esprime il suo parere su un MacBook Pro da 15″ ordinato sin dalle prime ore della disponibilità e dopo avere seguito il confronto con altre macchine,  valutandole nel modo più rigoroso che conosce: la fluidodinamica computazionale (CFD), un metodo che utilizza l’analisi numerica e algoritmi per risolvere e analizzare i problemi di fluidodinamica mediante l’utilizzo del computer, simulazione usata nel campo dell’industria e della ricerca per tutte le problematiche che coinvolgono l’azione di fluidi (forze aerodinamiche, motori, pompe, impianti chimici, comfort ambientale, ecc.)

Il test in questione ha a che fare con il lavoro quotidiano di Hunter, alle prese con macchine desktop, laptop e supercomputer. Per i benchmark ha utilizzato “TetrUSS” (abbreviazione di Tetrahedral Unstructured Software System), software di simulazione  usato in classi multiple delle analisi aerodinamiche da parte di governi, industria, mondo accademico, per farla breve il software più premiato nella storia della NASA.

Questo tipo di software è usato, ad esempio, per l’analisi fluidodinamica computazionale dello Space Shuttle, veicoli spaziali, missili e aerei. L’approccio tipico richiede di discretizzare il dominio fluido in celle elementari in modo da ottenere una griglia di calcolo (“mesh”), sulla quale applicare dei metodi di risoluzione iterativi al fine di risolvere particolari equazioni in maniera iterativa. La macchina si è rivelata la più veloce delle nove testate; benché i 16GB di RAM hanno limitato la generazione della mesh, il computer di Apple si è rivelato in grado di gestire il 60/70% delle mesh con cui tipicamente ha a che fare l’ingegnere. Anche test con il componente USM3D di TetrUSS hanno dimostrato la bontà del MacBook Pro nei test single-core e quad-core.

Nell’insieme (potete leggere il report completo con le sue impressioni a questo indirizzo), l’ingegnere è rimasto particolarmente colpito dal MacBook Pro 2016. Poco gradita è stata la rimozione della porta MagSafe; usare adattatori da Thundertbolt 3 (attacco USB-C) a USB per vari dispositivi è al momento “abbastanza irritante” ma a suo dire non rappresenta un grande problema.

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