Da tempo circolano voci più o meno confermate secondo le quali OpenAI è al lavoro su una gamma di dispositivi hardware, sviluppati in collaborazione con Jony Ive, l’ex chief design officer di Apple. Precedenti indiscrezioni affermano di contatti con fornitori chiave della catena produttiva di Apple per la realizzazione di moduli e componenti destinati ai nuovi gadget AI.
Sam Altman e Jony Ive non hanno finora rivelato dettagli ma a quanto riferisce il sito The Information, il primo dispositivo sarà un altoparlante smart. Secondo il sito statunitense, solitamente piuttosto affidabile, lo speaker integrerà una telecamera in grado di individuare informazioni sugli utenti e sull’ambiente circostante, compresi oggetti posizionati nelle vicinanze e ovviamente offrire interazioni vocali.
Cosa offrirebne di diverso lo speaker di OpenAI?
Altoparlanti smart con tanto di videocamera esistono da tempo ma quello ideato da OpenAI i distinguerebbe per un approccio più proattivo, possibile dall’integrazione con ChatGPT. Lo smart speaker dovrebbe, tra le altre cose, essere n grado di osservare gli utenti tramite videocamera e suggerire loro comportamenti ritenuti benefici.
The Information indica ad esempio un utente che rimane sveglio fino a tardi prima di una riunione importante e l’altoparlante che potrebbe consigliare di andare a letto, uno scenario che ovviamente sollevarebbe diverse problematiche, sia tecniche che etiche, legali e psicologiche con dispositivi smart (o meglio le aziende a monte di questi dispositivi) in grado di raccogliere dati sensibili (abitudini, orari, relazioni, stato di salute, preferenze personali) e tutto ciò che ne potrebbe conseguire in termini di uso secondario dei dati (marketing, profilazione o altre finalità non previste).
Se mai arriverà un oggetto del genere, in Europa dovrà rispettare il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), che impone: consenso esplicito, diritto alla cancellazione, trasparenza sugli algoritmi, ecc.
Lo speaker dovrebbe permettere inoltre di effettuare acquisti, sfruttando per la convalida sistemi di riconoscimento facciale sullo stile dei pagamenti autorizzati con il Face ID.
Per quanto riguarda i prezzi, OpenAI punterebbe alla fascia tra i 200$ e i 300$, l’equivalente di un HomePod o di un Echo Show di Amazon. Le indiscrezioni sullo speaker (previsto per il prossimo anno) sono in controtendenza con quelle che indicano lavori su un oggetto diverso, portatile o indossabile (si era parlato anche di una penna).
Non è ad ogni modo chiaro quanto sarà grande il dispositivo in questione e potrebbe trattarsi anche di uno speaker compatto in grado di funzionare in caso di necessità con batteria.
OpenAI avrebbe allo studio anche altre categorie di prodotti, compresi occhiali smart (ma non prima del 2028) e tra i prototipi di hardware allo studio, anche una lampada che è facile immaginare con funzionalità varie per la regolazione di luci, temperature, scenari reimpostati, integrazione con hub smart home, ecc., anche questa con tanto di microfoni, videocamere, ecc.
Della produzione degli oggetti si occuperà Foxconn?
Indipendentemente da come si presenterà l’oggetto, sembra che Altman vorrebbe evitare la produzione in Cina (probabilmente per limitare problematiche legate ai dazi) e il paese più “papabile” per la produzione dell’oggetto sembra al momento il Vietnam. Dopo aver considerato Luxshare, si vocifera che sarà Foxconn il partner incarico di produrre il dispositivo, due nomi che già lavorano per Apple.
Il “papà” di ChatGPT starebbe prendendo in considerazione anche la produzione direttamente negli Stati Uniti, in una fabbrica gestita da Foxconn. Recentemente, l’ex designer di Apple e il capo di OpenAI hanno riferito di essere entusiasti dei prototipi realizzati.Per capire di cosa stiamo parlando (conoscendo lo stile di Ive, sicuramente un oggetto dalle linee minimaliste) basterà attendere qualche mese.
Per chi volesse rinfrescarsi la memoria, ricordiamo che Jony Ive ha lasciato Apple nel 2019 dopo aver ricoperto per anni il ruolo di chief design officer. In seguito ha fondato lo studio di design LoveFrom, con il quale ha continuato a collaborare con Apple fino al termine ufficiale della partnership nel 2022.
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