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Pesciolino indigesto: il libro della figlia su Jobs fa infuriare moglie e sorella

Figlia ingrata. Potrebbe essere sintetizzata così l’opinione di Laurene Powell Jobs e Mona Simpson, sorella dell’ex CEO Apple, su Lisa Brennan-Jobs, primogenita del defunto fondatore di Apple, e oggi giornalista e scrittrice la cui ultima opera riguarda proprio il padre

È proprio il libro intitolato in inglese Small Fry, in Italiano letteralmente Pesciolino,  ad avere fatto irritare le due donne di casa Jobs. La ragione? Quella immaginabile: in Pesciolino Lisa Brennan-Jobs la figura di Jobs viene descritto come un genitore freddo, distaccato e con comportamenti talvolta non appropriati. Secondo Laurene Powell, vedova Jobs, e Mona Simpson, la persona dell’ex CEO Apple, era del tutto differente da quella narrata nel recente scritto.

Le due hanno rilasciato una dichiarazione a Business Insider e ricevuta dalla CNN:

Lisa fa parte della nostra famiglia, quindi è stato con tristezza che abbiamo letto il suo libro, che differisce notevolmente dai nostri ricordi di quei tempi. Il ritratto fatto nel libro di Steve non è il marito e il padre che conoscevamo

La nota continua evidenziando l’amore di Steve per Lisa, che portava l’ex CEO della Mela a rammaricarsi per non essere stato il padre che avrebbe dovuto essere durante l’infanzia della figlia.

In un passaggio del libro, Brennan-Jobs scrive che Jobs le ha avrebbe detto “che puzzava come una toilette”. In un altro passo del libro,  invece, riferisce che il padre le avrebbe negato di installare il riscaldamento nella sua camera da letto.

Ed ancora, durante una sessione di terapia familiare, Brennan-Jobs riferisce di essersi sentita sola durante tutta l’infanzia, e di aver spesso desiderato di sentirsi dire “buonanotte” prma di andare a letto.

pesciolino è l'ultimo libro su Steve Jobs

Tra gli altri passaggi indigesti alle due donne, quello in cui Brennan-Jobs riferisce che Jobs era solito uscire dai ristoranti senza pagare il conto, e quello in cui si dice che l’Ex CEO prendeva in giro il cugino per la sua “terribile” voce.  Tuttavia, nel libro, la figlia riferisce di aver provato un “amore tremante ed elettrico” per il padre.

Non è comunque la prima volta che la vedova Jobs si trova a difendere l’ex CEO della Mela; in passato il film del 2015 “Steve Jobs”, scritto da Aaron Sorkin, è stato etichettato dalla donna come pura finzione”.

Powell Jobs ha ereditato più di 20 miliardi di dollari quando Jobs è morto nel 2011 e ora gestisce l’Emerson Collective, una organizzazione sociale. L’anno scorso, l’organizzazione ha acquistato una quota di maggioranza del The Atlantic. Il libro incriminato, “Small Fry”, sarà rilasciato il 4 settembre, ed è già disponibile su Amazon a partire da 8 euro in formato elettronico.

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