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Recensione Bowers & Wilkins PX7, cuffie a cancellazione del rumore

C’è stato un importante cambiamento nel mercato delle cuffie per la cancellazione del rumore: io modelli sovraurali sono apparentemente diventati meno importanti, perché si sono fatti strada anche versioni più leggere delle cuffie capaci di cancellare i rumori esterni e far rilassare ascoltando solo la musica, riducendo il più possibile le interferenze ambientali. Ad esempio anche Apple è entrata nel settore, come sappiamo, con le sue AirPods Pro.

Contemporaneamente, la tecnologia di cancellazione del rumore ha fatto ulteriori passi in avanti. Alla base c’è un meccanismi semplice: i microfoni esterni sulla cuffia “ascoltano” il rumore esterno e lo campionano, dopodiché viene generato dai driver delle cuffie, oltre ai suoni che si vogliono ascoltare (la musica, una telefonatA) anche dei rumori identici a quelli esterni ma in contro-fase. Le due onde, rumori esterni e rumori generati, si annullano e si ha la sensazione di precipitare in un cono di silenzio, ancora più profondo perché spazialmente ingannevole per il nostro udito (che, ricordiamolo, serve anche come senso spaziale).

A questa prima tecnologia, che è commercializzata da una quindicina di anni, si è aggiunto più di recente qualcosa di più: la possibilità di rendere “trasparente” l’ascolto, modellando e facendo filtrare il rumore che viene da fuori. A questo si sono aggiunte le gioie delle nuove generazioni di Bluetooth, la parte più “consumosa” di tutte per quanto riguardava l’autonomia delle batterie, che adesso permette più ore di uso e anche più apparecchi a cui collegarsi.

Bowers & Wilkins, che ha una storia lunga nella produzione di cuffie sonicamente interessanti e di qualità, ha deciso di investire sull’aspetto tecnologico per realizzare le sue PX7 a cancellazione del rumore, e ne è venuto fuori un prodotto interessante e a un prezzo ragionevole. Vediamo in questa prova come sono fatte e come vanno.

Le cuffie di Bowers & Wilkins

La confezione non è piccola, anche se è compatta, perché le cuffie non sono piccole. Il modello PX7 a cancellazione del rumore sono l’ammiraglia dell’azienda britannica. Nata nel 1966 su iniziativa di John Bowers e Roy Wilkins, che si erano conosciuti durante la guerra mentre prestavano servizio nel Royal Corps of Signals, portata avanti con il nome B&W dal solo Bowers, l’azienda ha recuperato il suo attuale nome (Bowers & Wilkins) e infine è stata comprata nel 2016 dalla californiana EVA Automation. B&W ha un ruolo storico nella produzione di apparecchiature audio di qualità, ed è da molti anni considerata una azienda avanzata per tecnologia e design.

All’interno della confezione si trovano, oltre ovviamente alle cuffie stesse, anche la loro confezione rigida molto elegante (e abbastanza ingombrante), un cartoncino con le istruzioni molto ben disegnate e chiare (ottimo per semplificare la vita e spiegare a cosa servono i pulsanti presenti lungo il profilo delle cuffie), i due cavetti, uno per la ricarica e l’altro per la connessione delle cuffie a un altro apparecchio emittente, con microfono per le telefonate.

Le cuffie non sono piccole e danno una forte di robustezza sottolineata anche dai bracci rotanti che vincolano i padiglioni all’arco imbottito. Fatti di materiale composito e apparentemente molto robusto, fibra di carbonio, sono anche relativamente leggeri ma soprattutto pesanti come design. Invece, le cuffie stesse con i padiglioni la cui imbottitura è rimuovibile, sono più sfilati grazie alla forma svasata e hanno una presenza meno importante delle loro reali dimensioni.

Sulla parte esterna dei padiglioni campeggia la scritta “Bowers & Wilkins”, la breve fessura di alcuni dei microfoni esterni per la funzione di cancellazione del rumore, e i piccoli tasti affogati nello spessore del bordo, che risultano leggermente scomodi sia come funzionamento che come attivazione involontaria togliendosi e mettendo le cuffie.

Pairing, app e funzionamento

Le cuffie di B&W hanno una buona app, che si scarica sia dallo store di Apple che quello di Android. L’abbiamo utilizzata solo con l’iPhone e l’iPad mini, anche se non sarebbe stato necessario metterla su più di un apparecchio. La comodità è che abbiamo anche utilizzato le cuffie lavorando solo con l’iPad mini e in grande comodità.

Il pairing è facilitato dalla presenza di un bottone fisico sulle cuffie e dalla app, che le “vede” e permette di pareggiarle a un apparecchio terzo. Ad esempio, le abbiamo pilotate dal nostro iPhone facendo loro fare il pairing con telefoni Android, Apple Tv, MacBook, iPad. Questo è possibile grazie al fatto che in realtà ci sono due canali Bluetooth: uno si aggancia all’apparecchio con la app e l’altro all’apparecchio di destinazione per i pairing. Invece, per quanto riguarda la normale gestione delle cuffie, si possono configurare due apparecchi ai quali le cuffie si collegheranno in parallelo, questa come vedremo poi è una funzione molto intelligente.

Inoltre, mentre la app si ricorda (e così pure le cuffie) quanti apparecchi Bluetooth sono stati pareggiati, scegliendo quali sono i due “prominenti” a cui collegarsi dopo l’accensione. Questo permette di impostare ipotesi di funzionamento e cambiarle a seconda del bisogno, ad esempio per quando si viaggia e per quando si lavora a casa. Ma lo vedremo meglio più avanti, come detto. Qui vale la pena citare il fatto che il paring è una passeggiata, si fa alla velocità della luce (con l’app) e dobbiamo sottolineare che, a parte Apple che gioca in casa con i suoi prodotti, questa è forse la migliore esperienza di paring multiplo al quale abbiamo assistito sinora.

Ergonomia e design

Come tutte le cuffie di B&W anche queste sono comode. L’esemplare che abbiamo avuto in prova dall’azienda era già stato utilizzato da altri giornalisti prima che lo avevano restituito come poi abbiamo fatto anche noi (tutta gente sana, nessun caso di otite registrato). Questo è importante però perché le cuffie erano già “ammorbidite” sia dal punto di vista della resistenza dell’archetto e dei padiglioni, che sonicamente. Il primo impatto è sicuramente più “duro” dal punto di vista strutturale, mentre le cuffie per i quasi due mesi che abbiamo passato utilizzandole sono state assolutamente morbide e non faticose, seppure grandi e ingombranti.

I due grandi problemi di design, che come diceva Steve Jobs non è come è fatta una cosa ma come funziona, sono relativi all’uso. Entrambi hanno a che fare con i momenti in cui e cuffie si mettono o si tolgono dalla testa o si ripongono. Nella prima fase, cioè “messa in testa”, c’è fortissimo il rischio di attivare funzioni involontariamente perché i pulsanti hardware, che sono oltretutto scomodi perché sottili, lunghi e filanti ma messi sul bordo delle cuffie e quindi in posizione dove rischiano di essere premuti quando si vogliono togliere o mettere le cuffie. Tra i rischi, quello di accenderle e far partire una canzone mentre si mettono nella custodia.

Altri modelli di cuffie sul mercato si spengono quando vengono tenuti anche al collo con i padiglioni piegati ad angolo. Questo non succede con le PX7, e anzi c’è un pulsante dedicato ma non troppo ergonomico. Invece, il secondo problema che emerge è quello della piegatura delle cuffie: contro-intuitiva e scomoda, anche perché le cuffie non si ripiegano completamente e anzi, hanno piuttosto il problema di rendere difficile capire da quale parte si pieghi “giusto” per metterle via. Ci siamo impazziti per praticamente per tutto il periodo della prova.

Invece, il design complessivo è molto buono: B&W ci hanno lavorato da tempo, partendo da cuffie oramai storiche come le P5, e P9 Signature e le PX originali. Queste PX7 sono il prodotto di punta assieme ad altri tre di fascia inferiore: PI3, PI4, PX5 e appunto le PX7. I principali avversari di B&W nella fascia di prezzo e di funzioni delle PX7 sono Bose, Sennheiser e ovviamente Sony.

Batteria e altre amenità

Le cuffie PX7 si ricaricano utilizzando un cavetto Usb-C (ottima notizia) e la batteria ha una autonomia di 30 ore. Le cuffie hanno dei driver importanti da 43,6mm e pesano circa 310 grammi, in linea o poco sopra la concorrenza: le Bose NC 700 pesano 250g; le Sony WH–1000XM3 255g e le Sennheiser Momentum Wireless 305g.

Prodotte in due colori (argento e grigio scuro, cioè silver e space gray) le cuffie sono abbastanza grandi da fare un po’ l’effetto “orecchie di Topolino” ma non in maniera eccessiva, perché l’arco sale in maniera gentile e non si stacca troppo dalle tempie di chi le indossa, passando accanto e non fuori dai padiglioni delle cuffie stesse.

Tecnologia e resa sul campo

Come suonano le cuffie? Bene. Come cancellano il rumore? Meglio. La parte più innovativa non è la resa sonora, comunque buona (ci arriviamo tra un attimo) ma la cancellazione del rumore. Che è su tre livelli programmabili dalla app (Low/Auto/High oppure in modo automatico, che cambia a seconda del rumore esterno) o premendo un pulsante sul padiglione auricolare, che consente di avere maggiore o minore contezza dell’ambiente circostante.

Abbiamo provato le cuffie in vari contesti, incluso qualche viaggio in treno e qualche viaggio in aereo. Va notato subito che le dimensioni generose della bella scatola ha il difetto di riempire quasi subito il bagaglio a mano, costringendo a fare delle scelte soprattutto per i viaggi più brevi o quelli in cui si vorrebbe essere molto leggeri.

Inoltre, come tutte le cuffie a cancellazione del rumore, nonostante quelle con i padiglioni attorno alle orecchie funzionino oggettivamente meglio, hanno il difetto (soprattutto per l’aereo) di non poter essere utilizzate quando ci si appoggia per assopirsi e si tocca con l’archetto una parte della struttura dell’aereo: supporto del sedile o peggio ancora parte dell’aereo. Quel che succede è che passa la vibrazione e il rumore che viene cancellato rientra con gli interessi tramite le ossa del volto.

Tra le comodità la possibilità di bloccare la riproduzione non appena si alzano le cuffie dalle orecchie (cioè si blocca l’audio del dispositivo dal quale stiamo ascoltando) ma le cuffie non si spengono. Trenta ore – effettivamente verificate su campo – sono tante e forse non c’è bisogno di caricarle così di frequente. Attenzione però a non lasciarle involontariamente accese nella custodia, perché il rischio è quello di scaricare loro e anche l’iPad o l’iPhone (è successo due volte a chi scrive).

Bowers & Wilkins PX7, la recensione

La resa sonora

Se è vero che le cuffie a cancellazione del rumore servono soprattutto a questo, cioè cancellare il rumore (e rendere magari più rilassante lavorare in luoghi pubblici oppure eliminare la vibrazione di fondo fastidiosissima dei lunghi viaggi in aereo) va anche detto che sono pur sempre delle cuffie. E come tali servono anche e soprattutto per ascoltare la musica. Ed eventualmente per telefonare.

Per questa seconda eventualità, le cuffie sono dotate di vari microfoni ma non sono il massimo. Hanno il vantaggio che si può ascoltare la musica proveniente ad esempio dal computer ma passare in un attimo al telefono semplicemente perché le cuffie in realtà sono sempre state connesse a quest’ultimo. Ottimo. Però i nostri interlocutori, diversi nel tempo, hanno tutti più o meno universalmente sottolineato la non brillante (e in alcuni casi scarsa o problematica) qualità dell’audio della nostra voce.

Invece, per la resa sonora le B&W offrono alcune buone sorprese ma non quanto avremmo voluto. Il driver è grande e di buona qualità e B&W ha fatto un buon lavoro per renderle compatibili con la maggior parte dei codec di trasmissione e di compressione. Le cuffie sono infatti compatibili con il Bluetooth 5.0 (da cui la gestione a basso consumo e di più apparecchi contemporaneamente) e supportano l’audio aptX, aptX HD, aptX Adaptive, oltre ai codec AAC e SBC.

Con tutti questi codec a disposizione, che peraltro vengono cambiati in modo trasparente durante la negoziazione con il device di turno, ci saremmo aspettati un audio stellare. Ma, andando in situazioni di calma e silenzio, togliendo la cancellazione del rumore e senza valutare lo stile e l’eleganza, bensì concentrandosi solo sull’ascolto di vari generi di musica da tipologie di sorgenti diverse, le cuffie si rivelano di qualità media.

Dal punto di vista sonoro infatti il profilo delle cuffie si rivela fin troppo orientato ai bassi, con un suono scuro e numerosi problemi soprattutto con i medi. Gamma dinamica non ampissima e penalizzata ulteriormente dal fatto che la app di B&W non permette di equalizzare o modificare il profilo sonoro.

Con un ascolto intensivo e continuato in condizioni di calma le cuffie dimostrano di avere un carattere sostanzialmente limitato e reso ancora più banale dalla scelta di penalizzare la gamma dinamica a favore invece di bassi più presenti, come la musica pop (cioè hip-hop), figlia della loudness war richiede. La scena musicale è limitata, il posizionamento stereo non è limpido e la definizione poco più che sufficiente. Non sono cuffie da audiofilo e anzi, tendono ad avere un profilo da “cuffie da passeggio” o per ascolto in ambienti prevalentemente rumorosi. Una scelta di stile e di utilizzo che ne limita e compromette l’ambito di utilizzo più difficile, cioè l’ascolto serale nel silenzio più generale della Musica di qualità nella solitudine della propria casa.

Bowers & Wilkins PX7, la recensione

In conclusione

Queste cuffie sono destinate a ripetere e superare il successo della serie da cui originano. Se si capisce che il loro tipo di utilizzo è quello dinamico, moderno, con stile, e soprattutto in movimento in contesti rumorosi o in viaggio, si capisce anche perché possono piacere moltissimo. Se invece si cerca una cuffia dalla resa morbida e malleabile, che faccia contemporaneamente sentire i grandi silenzi e i suoni più interni, con un insieme di frequenze ampio e dettagliato, spazialmente collocate in una scena ampia e luminosa, bisogna continuare a cercare ancora perché non sono queste cuffie PX7 di Bowers & Wilkins quelle di cui avete bisogno.

PRO

  • Batteria maiuscola, oltre le 30 ore
  • Design e materiali eleganti
  • Dotazione completa e moderna (custodia, cavetto audio e cavetto Usb-C)
  • Cancellazione del suono efficace e con più livelli
  • App moderna per la gestione di più profili di connessione, possibili due connessioni per volta

CONTRO

  • Ergonomia limitata quando si mettono o tolgono le cuffie (rischio di toccare i bottoni o lo slide on-off)
  • I padiglioni girano ma non si piegano
  • Resa sonora senza ANC appena di medio livello

Prezzo al pubblico

Sono disponibili a 399 € Iva compresa anche su Amazon.

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