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Samsung batte l’iPhone negli Stati Uniti a suon di vendite: è la prima volta in tre anni

Samsung ha battuto Apple in casa. Secondo Strategy Analytics, durante il terzo trimestre del 2020 negli Stati Uniti sono stati venduti più smartphone di Samsung che iPhone di Apple. Ha così conquistato il 33,7% del mercato, una percentuale in crescita del 6,7% rispetto a quanto registrato nello stesso periodo lo scorso anno. Secondo le stime Apple si è accaparrata invece il 30,2% del mercato, mentre una buona fetta della torta (pari al 14,7%) è andata ad LG.

A trainare questa crescita ci sono stati soprattutto gli smartphone di fascia media e quelli più economici, mentre una buona parte delle vendite sono state ottenute con il Galaxy Note 20 rilasciato ad agosto e il Galaxy Z Fold2 in vendita dal 18 settembre. Ha certamente influito anche l’assenza di nuovi smartphone di Apple durante questo periodo: causa COVID infatti Apple ha dovuto posticipare l’annuncio e il conseguente rilascio della serie 12 di iPhone, che è stata dilazionata in due tranches: i preordini di iPhone 12 e 12 Pro sono iniziati soltanto il 16 ottobre, ovvero in ritardo di 3-4 settimane rispetto alla tradizione, mentre iPhone 12 mini e 12 Pro Max si possono comprare soltanto dal venerdì appena passato.

I risultati pubblicati da Strategy Analytics sono comunque in linea con le tendenze globali osservate da IDC. Nel report pubblicato ad ottobre la società di ricerche di mercato aveva infatti evidenziato come Samsung era riuscita a rivendicare la posizione di “più grande fornitore di smartphone al mondo” durante il terzo trimestre, recuperando terreno soprattutto da Huawei. Si dice che Apple abbia venduto circa 41,6 milioni di iPhone, in calo del 10,6% rispetto all’anno scorso.

Questo dato comunque va preso con le pinze perché Apple da anni non dichiara il numero di unità vendute, quindi sono semplicemente stime che si basano su altri dati molto meno precisi. Aziende come Strategy Analytics raccolgono infatti le proprie informazioni dalle catene di fornitura e dai negozi che vendono al dettaglio, ed è il motivo per cui sono spesso molto lontani dalla realtà (in un verso o nell’altro) tanto che più volte in passato alcuni dirigenti di Cupertino hanno messo in discussione questi risultati ritenendoli in gran parte errati.

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