Serve coraggio per togliere il jack audio da iPhone

L’espressione utilizzata da Phil Schiller ha spiazzato molti e generato qualche polemica in rete. Durante il keynote dello scorso sette settembre di presentazione dei nuovi iPhone 7 e Apple Watch series 2, Schiller ha spiegato che per innovare – nel caso specifico togliere il jack audio dal telefono – ci vuole “coraggio”. Apriti cielo. Cosa […]

L’espressione utilizzata da Phil Schiller ha spiazzato molti e generato qualche polemica in rete. Durante il keynote dello scorso sette settembre di presentazione dei nuovi iPhone 7 e Apple Watch series 2, Schiller ha spiegato che per innovare – nel caso specifico togliere il jack audio dal telefono – ci vuole “coraggio”. Apriti cielo.

Cosa vuol dire avere coraggio? Ha senso utilizzare questa espressione? Steve Jobs l’avrebbe mai detto? Quest’ultima domanda viene spesso posta da parte di chi vorrebbe che la nuova Apple di Tim Cook fosse una copia carbone della Apple di Steve Jobs e niente d’altro, niente di più.

Le cose però non stanno così e vediamo subito che in realtà coraggio è proprio la parola giusta per Apple, nel senso che intende Schiller e che – a dirla tutta – intendeva anche Steve Jobs. Il punto infatti è che Apple ha scelto di avere coraggio togliendo il jack audio perché ha supportato la convinzione che nel medio-lungo periodo la scelta sarà giusta e porterà a una migliore esperienza d’uso per gli utenti. È innovativa. Invece, allo stesso tempo, è anche una scelta che nel breve periodo provoca rabbia, frustrazione, attacchi quasi ingiustificati da parte di chi invece sembra che il jack audio sia la cosa più importante dopo l’esistenza di Babbo Natale.

coraggio schiller

Ecco, coraggio di difendere le proprie convinzioni, portarle avanti anche a scapito delle critiche di molti. Non il coraggio di saltare nel fuoco per salvare qualcuno in pericolo, ma pur sempre coraggio. Il fraintendimento della frase di Phil Schiller, che non è poi dissimile da quanto diceva Steve Jobs ad esempio quando spiegava perché Apple non supportasse Flash dentro i suoi iPhone (ricordatevi che rabbia, frustrazione, attacchi ingiustificati ci furono contro Apple per difendere Flash, una tecnologia che era già allora spazzatura, fonte di insicurezza, disfunzionale, inadatta agli scopi per i quali era stata pensata).

Le cose cambiano, il tempo passa, ma le persone piccine dentro che sentono il dovere di invidiare e quindi di attaccare senza quartiere Apple per partito preso sono sempre al lavoro. In molti casi i difensori del jack audio sono gli stessi un tempo di Flash. Chissà. Forse sono solo gufi. Ma l’importante, nella vita, quando si incontrano quelli che dicono sempre no e ti denigrano, i difensori dell’ordine costituito fine a se stesso, è andare avanti con coraggio. Proprio la parola usata da Phil Schiller tutt’altro che a sproposito.