Entro il 2027, il costo della memoria potrebbe incidere fino al 45% sulla spesa per i componenti di un iPhone, a fronte del 10% odierno
Con i suoi 250 milioni di iPhone venduti ogni anno, Apple è uno dei maggiori acquirenti di RAM al mondo. Tuttavia, la corsa ai componenti fondamentali per le infrastrutture di intelligenza artificiale ha fatto esplodere i prezzi. I pochi produttori di moduli di memoria come Samsung, SK Hynix o Micron sono subissati da richieste, e Cupertino non ha più la priorità che prima le era concessa: le grandi aziende che operano cloud sono disposte a firmare assegni di diversi miliardi per accaparrarsi scorte di memoria, e anche a pagare più di prima, dove prima potevano permettersi di negoziare.
Lo riferisce il Financial Times citando le previsioni del gruppo di ricerca Omdia che ha rivisto al rialzo le previsioni sui ricavi dei semiconduttori per il 2026, portandole al 62,7%.
Questo dato riflette nuovamente una crescita senza precedenti nei settori DRAM e NAND, trainata da una domanda costante e da una continua carenza di forniture che si prevede persisterà per tutto l’anno. Si prevede che il mercato DRAM quasi raddoppierà il proprio valore, mentre il segmento NAND, più piccolo, potrebbe addirittura quadruplicare rispetto al 2025.
Spedizioni stabili per gli OLED
L’OLED Shipment Report di Counterpoint Research prevede che le spedizioni globali di pannelli OLED rimarranno stabili su base annua nel 2026, dopo l’incremento del 3% registrato nel 2025. Questa prospettiva di stagnazione è dovuta a un calo del 3% nelle spedizioni di pannelli OLED per smartphone, poiché l’inflazione dei costi delle memorie e le più ampie pressioni sui prezzi dei componenti limitano la produzione dei produttori e la domanda.

I primi problemi da affrontare per Ternus
Il Financial Times sottolinea che, secondo dirigenti, esperti della catena di approvvigionamento e analisti, John Ternus — che dal 1° settembre prenderà il posto di Tim Cook nel ruolo di CEO di Apple — si troverà a dover affrontare decisioni difficili, sebbene alcune di queste potrebbero essere prese prima ancora che assuma ufficialmente l’incarico.
Il futuro CEO dovrà anche decidere anche alcune strategie riguardo la produzione dei vari dispositivi. La Mela cerca da anni di dipendere meno dalla Cina in un contesto di guerra economica, puntando ad esempio sull’India. Sono scelte da ponderare con attenzione: allontanarsi troppo da Pechino può portare a una rottura nelle relazioni con la Cina, mentre una produzione che punta principalmente sull’Asia continuerebbe a esporre Apple alle pressioni di Washington.












