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Trattative Apple Beats, faccenda complicata anche da una smargiassata di Dr. Dre

Una faccenda complicata, molto complicata, che mette di mezzo molti soldi, culture diverse, e è stata resa anche più complessa da smargiassata di Dr. Dre. Queste le ragioni per cui l’accordo tra Apple e Beats non sarebbe ancora andato in porto, almeno secondo quanto riferisce Billboard. La rivista on line americana che di showbusiness e di musica in particolare ne sa più di molti altri, dedica all’ormai leggendario rumor un pezzo nel corso del quale espone le cinque ragioni per le quali l’annuncio ufficiale viene differito da una settimana all’altra.

Le principali riguardano la complessità del patto che derivano dal denaro in gioco. Si tratta di 3,5 miliardi di dollari, che possono sembrare pochi per una società che ha più denaro in cassa di moltissimi stati sovrani, ma che devono essere spesi per portare a casa un marchio che ha cinque anni di vita e pochissime proprietà intellettuali. Cook deve essere certo di quel che fa, visto che si tratta della principale acquisizione della storia di Apple in termini economici e anche il più decisivo dei passi attuati fin qui dal CEO nel corso della sua dirigenza.

In secondo luogo c’è un problema collaterale nella razionalizzazione di questa montagna di denaro, un problema che ha risvolti legali. Si dice che Apple compri Beats per Beasts Music ma il servizio in streaming secondo valutazioni di mercato vale non più di 200 milioni di dollari e ha una trazione minima sul mercato (appena 200mila abbonati). Potrebbe prendere valore quando incorporata nel sistema iTunes con i suoi 800 milioni di carte di credito registrate, ma allo stato attuale giustifica un investimento così alto come quello proposto ad Apple? Parellalamente se Apple spende 3,5 miliardi di dollari, di fatto, per Beats Musics quanto dovrebbero spuntare gli investitori esterni grazie ai quali Beats Music è nata, tra i quali ci sono personaggi del calibro di Len Blavatnik, proprietario di Warner Music, che certo non sarà disponibile a raccogliere le briciole in un affare che, almeno pare, nasce per portare a casa un servizio che lui ha finanziato?

Una terza ragione è nel fatto che l’indiscrezione è uscita troppo presto. Apple avrebbe voluto lavorare ai dettagli stando ancora al coperto, ma le trattative sono diventate pubbliche ben prima di quando Apple si sarebbe augurata e ora tutto si è ingarbugliato.

trattative apple beats Jimmy Iovine e Dr. Dre

I problemi riguardano anche  infine anche le persone in gioco. Come noto Apple sarebbe interessata ad affidare a Jimmy Iovine e Dr. Dre incarichi dirigenziali ed operativi, dando loro il compito di creare una identità al servizio in streaming musicale di iTunes. «È lecito chiedersi che diavolo ci faranno in Apple questi due», dice Billboard e sembra che anche in Apple se lo stiano chiedendo: da una parte qualcuno ritiene che avere due manager pensano differente, nello stile di Jobs, possa essere un valore per Cupertino, altri credono che sarebbe meglio assumerli come consulenti esterni permanenti perchè culturalmente si tratta di personaggi distanti dal sistema di Apple.

Una prova, infine, che mettere insieme le due realtà, Apple e Beats, potrebbe dar luogo ad una chimica potenzialmente esplosiva e distruttiva, è in un filmato pubblicato su Youtube in cui si celebra una specie di festa, ripresa con un cellulare, per «il primo miliardario dell’hip hop», che poi sarebbe Dr. Dre. Nel breve spezzone il fondatore di Beats, viene descritto come tale da Tyrese Gibson (noto per alcune parti cinematografiche in Fast&Furious e Transformers oltre che per il debutto come cantante e attore dello spot Coca Cola). Il discorso piuttosto disarticolato e infarcito di termini che negli USA avrebbero suggerito il “Parental Control”, avrebbe letteralmente terrorizzato Apple. La Mela si presenta come una società anticonformista e liberale, ma in realtà ha necessità di essere assolutamente ecumenica e universale e in quanto tale è anche molto conservatrice e avere tra i suoi dirigenti qualcuno che annuncia pubblicamente con un videoselfie di essere diventato miliardario, occupando circa un minuto del minuto e 22 complessivi di filmato solo di verbi, nomi e aggettivi che iniziano esclusivamente per “F” e “S” è cosa che deve indurre una azienda conservatrice ad enorme cautela.

https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=s2e5ZibypDk

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