Dipendenza da iPhone? Per i ragazzi è affettiva: sentimenti a portata di tap

Lo studio di Net Children Go Mobile effettuato in sei Paesi europei rivela che se i ragazzi sono iPhone dipendenti, il problema è affettivo: tutto il loro mondo e le emozioni sono a portata di tap.

Liti in casa con ragazzi iPhone dipendenti sono all’ordine del giorno? Attenzione a sgridarli: la dipendenza potrebbe essere affettiva. La ricerca di Net Children Go Mobile, realizzata in sei stati europei (Italia compresa) rivela che la dipendenza è legata al mondo degli affetti: gli adolescenti di oggi cercano e non possono più fare a meno di sentimenti sempre a portata di tap.

Lo smartphone è lo strumento per essere vicini ai propri amici, per fare parte di un gruppo, per essere sempre aggiornato su stati d’animo, desideri, pensieri dei migliori amici o della ragazza di cui si è innamorati, per comunicare velocemente le proprie emozioni e trovare un conforto attraverso i messaggi, i social network, i servizi di messaggeria come Whatsapp.  Lo studio di Net Children Go Mobile, ricerca coordinata da Claudia Mascheroni dell’Università Cattolica di Milano, è basato sulle risposte fornite da 3.500 ragazzi tra i 9 e i 16 anni, provenienti da Regno Unito, Romania, Danimarca, Italia, Irlanda, Belgio e Portogallo.

il 46% dei ragazzi ha uno smartophone e il 41% lo usa per andare in rete. Alla domanda sulla dipendenza da smartphone la risposta è, per otto ragazzi su dieci: una dimostrazione d’affetto verso gli propri amici. Per quanto riguarda i bambini e i ragazzi italiani, l’86 per cento degli intervistati tra i 9 e i 16 anni dice di “sentirsi più vicini ai propri amici” grazie al telefonino.

Dalla ricerca, che si occupa anche dell’analisi dell’impatto della tecnologia mobile (in termini di rischi e opportunità) nel contesto scolastico e domestico, emerge che rispetto al 2010 crescono i ragazzi che segnalano pericoli in rete e le relative problematiche: le vittime di cyberbullismo dichiarano di essere rimaste turbate, mentre la percentuale scende al 50% tra chi invece ha ricevuto messaggi sessualmente espliciti. L’accesso a internet è più libero rispetto a qualche anno fa: i genitori che limitano l’accesso alla rete sono diminuiti e solo il 57% proibisce ai figli di dare informazioni personali e il 56% vieta la geolocalizzazione. C’è più attenzione per gli acquisti online: il 77% dei bambini intervistati non può scaricare app a pagamento.

A settembre Net Children Go Mobile (Macity ha parlato della ricerca di Net Children Go Mobile anche qui) condurrà una ricerca sull’eccesso di comunicazione e il rischio di una dipendenza dagli smartphone e da Whatsapp tra i più giovani.

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