Uber, il tribunale di Roma fa dietrofront: nessun blocco in Italia (per ora)

L’interruzione dei servizi di mobilità Uber prevista per il 17 aprile è stata temporaneamente sospesa: il servizio è sul filo del rasoio, per la decisione definitiva si attende la pronuncia del Tribunale di Roma

Uber in Italia non è morto, o almeno non ancora. In un post su Facebook la società ha infatti annunciato ai propri utenti che l’ordinanza che richiedeva l’interruzione dei servizi di Uber entro il 17 aprile è stata temporaneamente sospesa, pertanto si potrà continuare a utilizzare l’app fino alla pronuncia del tribunale di Roma.

E’ il primo obiettivo raggiunto dalla società che, la scorsa settimana, si era appellata contro l’ordine di bloccare la propria attività, accusata di concorrenza sleale nei confronti dei tassisti. Con il ricorso Uber ha fatto notare che l’ordinanza si muove in direzione opposta rispetto a quanto descritto nelle linee guida europee in materia di «Apertura al mercato dei trasporti», motivo che avrebbe perciò spinto il tribunale a rivedere il caso.

La prima udienza è fissata per il 5 maggio e soltanto nelle settimane seguenti arriverà la sentenza definitiva: nell’attesa, la società ha incitato gli utenti a far girare la notizia con l’obiettivo di tenere alta l’attenzione sul tema fino al giorno dell’appello, quando si decideranno le sorti di Uber nel Bel Paese «Noi ci crediamo. L’Italia non può rimanere indietro».

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