Un nome in una slide dell’evento del 12 settembre potrebbe rovinare i rapporti di Apple con la Cina

La semplice indicazione “Taiwan” in una slide che mostrava la disponibilità in vari paesi dei nuovi iPhone XS e iPhone XS Max, potrebbe aver rovinato i rapporti tra Apple e il Paese del Dragone.

Cina

Il nome di Taiwan usato in una slide che Apple ha mostrato nel corso dell’evento del 12 settembre per la presentazione dei nuovi iPhone, potrebbe rovinare i rapporti dell’azienda con la Cina. La Casa di Cupertino nella slide ha usato Taiwan, un nome che ha già causato un bug nel sistema operativo, e non la denominazione preferita di Repubblica di Cina.

Parlando della disponibilità dei nuovi Phone XS e iPhone XS Max, Apple ha indicato la disponibilità in Cina, Hong Kong e Taiwan come nazioni separate. Varie agenzie di stampa controllate dal governo cinese hanno evidenziato il problema chiedendo spiegazioni alla Mela; la China Central Television (CCTV), il più grande network del Paese (che ovviamente riporta le notizie seguendo i parametri imposti dal dipartimento della propaganda), ha evidenziato che questo comportamento potrebbe “danneggiare” la domanda di mercato in Cina e “provocare inutili problemi giuridici e politici”.

«Le persone con un minimo di buon senso indicherebbero “Hong Kong, Cina” e “Taiwan, Cina” nelle presentazioni ufficiali» ha scritto martedì CCTV, chiedendo Come può accadere un errore così grave in occasione di un evento come quello di Apple. E ancora: «Un’azienda nota per il suo rigore e l’eccellenza nei servizi, deve essere molto ricercata in ogni dettaglio. I dettagli sulla sovranità territoriale di un Paese devono seguire rigorose verifiche prima della presentazione in pubblico. «Se queste approssimazioni continueranno, sarà colpita non solo la reputazione dell’azienda e la domanda di mercato, ma provocherà evitabili problemi politici e giuridici».

La slide "incriminata" mostrata da Philip Schiller, Senior Vice President of Worldwide Marketing Apple. Foto: Business Insider
La slide “incriminata” mostrata da Philip Schiller, Senior Vice President of Worldwide Marketing Apple. Foto: Business Insider

Il network televisivo evidenzia che Apple ha elencato le Isole Vergini americane separatamente dagli USA ma l’azienda ha reso chiara la sovranità degli Stati Uniti sul territorio. Il nome “Isole Vergini Statunitensi”, spiega Business Insider, è ad ogni modo quello ufficiale dell’arcipelago amministrato dagli USA, denominazione usata per differenziare questo arcipelago da quello delle Isole Vergini Britanniche nel Mar delle Antille ripartito tra Regno Unito e Stati Uniti d’America. Apple ha elencato anche Porto Rico come territorio USA mentre è in realtà un territorio non incorporato.

“Perché è così difficile aggiungere il nome Cina dopo Taiwan?” ha scritto sulla piattaforma di microblogging Weibo il Beijing Daily, quotidiano ufficiale del Partito Comunista Cinese. Il tabloid quotidiano Global Times del Partito Comunista Cinese, ha scritto: “Apple, cosa significa tutto questo?”. La pagina ufficiale di Apple su Weibo è stata sommersa da commenti di persone che chiedono spiegazioni e che parlano di azienda “malata”. Altri commentatori accusano Apple di mancanza di rispetto verso la Cina, minacciando di restituire i loro prodotti.

Il mercato cinese per Apple è non solo enorme ma anche fondamentale; qualsiasi mossa deve essere valutata con i piedi di piombo. Nei soli tre mesi chiusi il 30 giugno scorso la Mela ha generato nella cosiddetta “Greater China” – Regione composta da Cina, Hong Kong e Taiwan – un fatturato di 9,551 miliardi di dollari (+19% annuo) su ricavi totali per 53,3 miliardi (+17%).

I cinesi sono pronti a boicottare qualsiasi azienda statunitense, soprattutto ora che il presidente americano, Donald Trump, si dice pronto ad annunciare nuovi dazi contro importazioni cinesi aventi un valore annuo di 200 miliardi di dollari