I dazi di Trump spaventano Apple: prezzi più alti per Apple Watch, AirPod, Mac mini e altro

I dazi da 200 miliardi di dollari che l'amministrazione Trump potrebbe imporre su importazioni cinesi potrebbero incidere sui prezzi di vari prodotti Apple come Apple Watch, AirPods e Apple Pencil.

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Apple ha inviato una lettera al Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti d’America (un membro dell’ufficio esecutivo del Presidente) spiegando che i dazi da 200 miliardi di dollari che l’amministrazione Trump potrebbe imporre su importazioni cinesi potrebbero colpire anche vari prodotti della Mela, inclusi Apple Watch. AirPod, Mac mini e accessori come l’Apple Pencil, rendendoli più cari per gli acquirenti.

La Casa di Cupertino ha spiegato a Robert Lighthizer che i dazi doganali sulle importazioni cinesi del 25% contro le importazioni cinesi aventi un valore di 200 miliardi di dollari, influenzano i prodotti prima citati ma anche accessori quali caricabatteria, custodie, cover, adattatori e cavi.

In gioco vi sono anche componenti progettati da Apple, strumenti per la fabbricazione industriale destinati agli Stati Uniti, alle strutture che si occupano di riparazione, attrezzature di controllo per la produzione in laboratorio e altre ancora destinate ai data center.

Donald Trump

“La nostra preoccupazione con queste imposte è che saranno gli Stati Uniti a essere maggiormente colpiti, e ciò darà luogo a una minore crescita e competitività degli Stati Uniti con l’aumento dei prezzi per i consumatori americani” si legge nella lettera inviata dalla Casa di Cupertino.

A essere preoccupati sono anche gli investitori: a Wall Street, ieri il titolo della Mela ha perso l’1% a 220,95 dollari, minimi di seduta. Trump ha riferito alla stampa che i già ventilati dazi sulle importazioni cinesi da 200 miliardi potrebbero essere adottati “molto presto a seconda di cosa succede”. E ancora: “Odio adottarli ma in aggiunta a quei dazi ce ne sono altri da 267 miliardi di dollari pronti a scattare senza troppi preavvisi, se lo voglio”.

Gli USA hanno già adottato tariffe doganali su 50 miliardi di beni cinesi e la nuova mossa di Trump andrebbe a coprire il valore totale dei beni importati in Usa dalla Cina. Altre aziende che ieri in Borsa hanno risentito del problema, sono quelle legate al reparto semiconduttori come Qualcomm, Skyworks e Cirrus Logic.

Lettere simili a quella inviata da Apple al governo, sono state inviate anche da Cisco, HP Enterprise e altre aziende del mondo IT. Ad aprile di quest’anno il CEO di Apple Tim Cook e Donald Trump si sono incontrati per una riunione. Dopo l’incontro Cook aveva fatto sapere che il nuovo dazio del 25% sui numerosi beni importati dalla Cina non sono «L’approccio giusto» nello scenario attuale. «”È vero, indubbiamente vero, che non tutti sono stati avvantaggiati da questo – in entrambi i paesi – e dobbiamo lavorare su questo» aveva dichiarato Cook. «Ma ritengo che le tariffe non siano l’approccio giusto». Il CEO aveva spiegato di aver mostrato dati ed esempi a Trump per dimostrare le ragioni del suo punto di vista sulla questione.

 

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