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Una versione preliminare di iOS 14 da mesi nelle mani di ricercatori e cybercriminali

Ricercatori specializzati in sicurezze e cybercriminali già a febbraio di quest’anno sono riusciti a mettere le mani su una versione preliminare di iOS 14, la futura versione del sistema operativo di iPad e iPhone che dovrebbe essere svelata ufficialmente in anteprima a giugno, in occasione della WWDC, l’annuale conferenza per gli sviluppatori.

Nei mesi passati sono circolate presunte schermate e indicazioni di funzionalità; già da febbraio qualcuno è riuscito a mettere le mani su una versione preliminare ma completa di iOS 14. Non è chiaro come questo sia potuto accadere ma cinque diverse fonti del sito Motherboard legate alla comunità che si occupa di jailbreak, affermano che qualcuno, già a dicembre del 2019 era riuscito a mettere le mani su un iPhone 11 con una versione di iOS 14 che, teoricamente, non dovrebbe fuoruscire dai laboratori di Apple.

Qualcuno potrebbe avere acquistato un iPhone di questo tipo da vendor cinesi, pagando migliaia di dollari e sfruttato il dispositivo per estrarre la build interna di iOS 14, a sua volta distribuita alle varie comunità che si occupano di jailbreak e hacking.

Una copia di iOS 14 è stata ottenuta dai redattori del sito 9to5Mac ma anche da ricercatori specializzati in sicurezza che fin da subito hanno cominciato a indagare sul nuovo sistema e individuare nuovi vettori di attacco.

“Una introspezione indicativa di una versione decifrata del file system di iOS mesi prima dell’uscita. potrebbe essere molto utile”, riferisce Ryan Duff di Cyber Products che ha esaminato il codice rubato per conto di Motherboard. “Non posso dire che questa consentirà di semplificare il jailbreak o cose di questo tipo ma consente di ottenere molte informazioni sulla versione di iOS in arrivo rispetto a quanto accade normalmente”.

Una versione preliminare di iOS 14 da mesi nelle mani di ricercatori e cybercriminali
Schermate con alcune stringhe di codice individuate in build interne di iOS 14

La versione definitiva di iOS 14 sarà ovviamente diversa dalla release preliminare che qualcuno è riuscito a ottenere, ma ricercatori specializzati in sicurezza e hacker vari hanno già modo di scovare i primi “appigli” per scavalcare le protezioni di sistema, individuando in anticipo vulnerabilità che potrebbero essere sfruttate in seguito, quando iOS 14 sarà ufficialmente disponibile.

Ricercatori e hacker vari sono da tempo ampiamente impegnati nell’individuare vulnerabilità di iOS e dal frutto di questo lavoro è stato possibile ottenere un nuovo tipo di jailbreak per quasi tutti gli iPhone. Sono state individuate falle che probabilmente Apple non può sistemare e anche per questo c’è stato un calo nelle ricompense normalmente offerte a chi scova exploit per iOS.

Alcuni team di Apple avrebbero intanto esaminato la versione “leaked” di iOS finita in giro ed è probabile che l’azienda stia indagando per capire come tutto ciò sia potuto accadere. Di tanto in tanto informazioni riservate, documentazione interna su hardware e software vario viene “spifferata” su Twitter da account che usano nomignoli fittizi e l’hashtag #AppleInternals, con ovvia irritazione da parte dei vertici di Apple che non amano la divulgazione di informazioni riservate.

A marzo di quest’anno è stato rivelato che alcuni hacker sono riusciti a mettere le mani su iPhone usati internamente da Apple in fase di sviluppo (“dev-fused”), dispositivi utilizzabili per individuare peculiarità nel funzionamento del sistema operativo e di vari componenti “sensibili” dello smartphone. Phone di questo tipo non sono pubblicamente disponibili e sarebbero molto ricercati da chi si occupa di sicurezza informatica, giacché si rivelano utili per individuare vulnerabilità hardware e software. Dispositivi di questo tipo sono ricercatissimi perché consentono di studiare appieno il funzionamento di un iPhone, senza i tradizionali impedimenti normalmente nei tradizionali dispositivi. Queste particolari versioni, denominate “dev-fused” o “prototipi” sono iPhone che non hanno completato il processo produttivo, impostati come dispositivi destinati ai soli sviluppatori interni, teoricamente utilizzabili solo da ingegneri che lavorano per Apple. Di tanto in tanto, alcune di queste unità appaiono sul mercato parallelo, vendute a migliaia di dollari agli interessati dopo essere state trafugate illegalmente da strutture legate a Cupertino.

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