Modificare una foto non è mai stato così facile: si può fare con strumenti di fotoritocco, con l’AI, con strumenti di serie in telefoni e computer, ecc., rimuovendo oggetti, sostituendo sfondi, generando nuove scene e apportare modifiche convincenti in pochi secondi.
Modifiche e ritocchi possono essere utili ma creano un problema quando quando un’immagine dovrebbe documentare qualcosa che è accaduto. Come capire se il file è stato alterato rispetto a quando la foto è stata scattata e inviata?
Per rispondere a questo problema, è stata creata Veridenz, un’app per iPhone presentata come in grado di fornire “testimonianze crittografiche” per le foto.
«Volevo un modo pratico per dimostrare che un file fosse rimasto inalterato», spiega lo sviluppatore. L’app non è in grado di dimostrare se una foto è reale o alterata ma solo se qualcosa è cambiato da quando è stata “certificata” la prima volta.
Come funziona Veridenz
Quando si scatta una foto con Veridenz, l’app crea un hash crittografico dell’immagine; l’hash è una sorta di impronta digitale generata a partire dal contenuto del file.
Anche una minima modifica alla foto porta a una sequenza di hashtag diverso, dal momento che la sequenza di bit ottenuta è strettamente correlata con i dati in ingresso.
Veridenz (si scarica da qui) firma l’hash utilizzando un’identità crittografica dedicata, creando una testimonianza che include la firma, la marca temporale e le relative informazioni.
L’app pubblica tale testimonianza sui relay Nostr, creando un registro recuperabile in modo indipendente che attesta l’esistenza dell’testimonianz in quel momento. La marca temporale fa parte dell’evento firmato, quindi non può essere modificata in seguito senza invalidare la firma.
L’immagine originale rimane memorizzata all’interno di Veridenz sull’iPhone, a meno che l’utente non sceglie di esportarla o condividerla. L’app pubblica la testimonianza crittografica anziché la foto, consentendo al registro di diventare pubblico mentre l’immagine rimane privata.
Le immagini scattate con Veridenz non appaiono automaticamente nella libreria Foto di Apple. Rimangono all’interno dell’app invece di mescolarsi con le foto delle vacanze, gli screenshot, i meme e tutto il resto nel rullino foto.
“Volevo che Veridenz si comportasse più come un archivio privato di documentazione che come una comune app fotocamera. Le immagini relative a danni materiali, lavori completati, contratti, consegne o richieste di risarcimento assicurativo possono così rimanere insieme in un unico spazio dedicato”, spiega lo sviluppatore.
Questa separazione offre agli utenti un maggiore controllo sulle foto sensibili un’immagine fa a finire nella libreria fotografica del telefono solo quando l’utente la esporta o la condivide deliberatamente.













