HomeMacityFinanza e MercatoZuckerberg è indagato per lo scandalo Cambridge Analytica

Zuckerberg è indagato per lo scandalo Cambridge Analytica

Il procuratore generale del distretto di Columbia Karl Racine sta indagando il CEO di Facebook Mark Zuckerberg per lo scandalo di Cambridge Analytica. Racine ha annunciato l’aggiunta del nome del CEO al registro degli indagati su Twitter questa mattina, affermando che la sua indagine ha rivelato che Zuckerberg era «Personalmente coinvolto nelle decisioni relative a Cambridge Analytica e colpevole dell’incapacità di Facebook di proteggere i dati degli utenti».

La causa del 2018 accusa Facebook (e ora Zuckerberg) di travisare le sue politiche sull’accesso ai dati di terze parti e di compromettere la privacy degli utenti. L’ufficio del procuratore generale sostiene che Facebook ha violato il Consumer Protection Procedures Act e chiede un risarcimento civile per il reato.

Facebook

Racine afferma di aver aggiunto Zuckerberg dopo che l’ufficio ha esaminato «Centinaia di migliaia di pagine di documenti prodotti in contenzioso e completato una vasta gamma di deposizioni, inclusi ex dipendenti e informatori». Non ha indicato quali dettagli abbiano portato alla decisione o quanto profondamente il Ceo di Facebook sia presumibilmente coinvolto nell’incidente:

Abbiamo preso molto sul serio il nostro obbligo di indagare sugli illeciti e Facebook dovrebbe assumersi la responsabilità di proteggere gli utenti altrettanto seriamente

La denuncia si concentra principalmente su Cambridge Analytica, una società di consulenza che ha lavorato con un ricercatore utilizzando la piattaforma per sviluppatori di Facebook per accedere alle informazioni del profilo di oltre 70 milioni di utenti statunitensi con l’obiettivo di indirizzare annunci pubblicitari politici.

La causa sostiene che Facebook sapeva che il sistema era stato abusato per raccogliere dati da utenti non consenzienti, ma non è riuscito a condurre audit, limitare l’accesso dell’azienda o rivelare pubblicamente l’accesso improprio se non anni dopo l’accaduto.

Facebook ha contestato la base della causa ritenendo che «Le accuse infondate, oggi come lo erano più di tre anni fa, quando il Distretto ha presentato la sua denuncia». «Continueremo a difenderci con forza e a concentrarci sui fatti» ha detto un portavoce del colosso dei social a The Verge. Ricordiamo che per il caso è stata irrogata una multa particolarmente salata.

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