Sarà un anno molto affollato di prodotti Mac, un anno che segnerà l’inizio di una rivoluzione su due fronti: gamma entry level e gamma di vertice. Lo scenario che abbiamo provato a disegnare nei giorni scorsi nel nostro articolo di previsione sul 2026 viene sostanzialmente confermato da Mark Gurman in una sezione della sua newsletter, Power On.
Oltre ad affrontare approfonditamente lo scenario di Apple Intelligence, con la prospettiva di un evento a febbraio per la presentazione della nuova Siri, e a descrivere una serie di progetti AI messi da parte, Gurman ci fa sapere innanzitutto che l’anno in corso sarà segnato dal lancio di due ondate di processori.
La prima ondata con M5 è ormai imminente
La prima fase riguarda i Mac basati su processore M5, attesi nella prima metà dell’anno. In questa tornata rientrano MacBook Pro, MacBook Air, Mac Studio e anche un nuovo Studio Display. I MacBook Pro con M5 Pro e M5 Max sarebbero particolarmente vicini al debutto e potrebbero essere annunciati già nei prossimi giorni.
Il tempismo coincide con il lancio del Creator Studio, un bundle per la creatività, previsto per mercoledì 28 gennaio. Secondo diverse ipotesi, Apple potrebbe sfruttare l’occasione non solo per parlare di applicazioni, ma anche per mostrare le prestazioni dei nuovi chip M5 Pro e Max, rafforzando il messaggio con l’annuncio dei MacBook Pro di nuova generazione.
MacBook Air, Mac Studio e il nuovo Studio Display
Sempre nella prima fase, anche il MacBook Air dovrebbe passare al chip M5, mentre il Mac Studio è atteso con soluzioni più spinte come M5 Max e M5 Ultra. Si tratta di aggiornamenti coerenti con l’attuale strategia Apple, che punta a mantenere allineata l’intera gamma Mac sul piano dell’hardware di base.
Capitolo a parte per lo Studio Display. Da tempo si parla di un nuovo modello in sviluppo, con retroilluminazione mini-LED, supporto ProMotion fino a 120 Hz, HDR e un chip A19 o A19 Pro. A dicembre, un possibile riferimento al nuovo display è emerso anche in un database normativo cinese, dettaglio che rafforza l’ipotesi di un lancio non troppo lontano.
All’interno di questo scenario trova spazio anche il MacBook più economico, di cui anche qui su Macitynet parliamo da tempo. Come noto da tempo grazie a Mark Gurman, Apple sta lavorando a un portatile pensato per studenti, famiglie e scuole, destinato ad abbassare in modo deciso la soglia di ingresso nel mondo Mac.
Il cuore del progetto sarebbe un chip A18 Pro derivato da quello di iPhone 16 Pro, una scelta inedita per Apple su un computer, con prestazioni paragonabili a quelle del MacBook Air M1.
Il design dovrebbe essere semplificato, con display LCD più piccolo, scocca in plastica rigida, una gamma di colori vivaci e un numero ridotto di porte, puntando su autonomia e leggerezza. Il prezzo atteso è ben sotto i 1000 dollari, con stime che parlano di una fascia compresa tra 599 e 699 dollari, e un lancio previsto nella prima metà del 2026.
Un prodotto che, se confermato, avrebbe un impatto diretto sul mercato dei PC entry-level, soprattutto in vista della fine del supporto a Windows 10.
M6 e la svolta dei Mac professionali
La seconda fase è quella più significativa sul piano strategico. Secondo Gurman, verso la fine del 2026 arriveranno i primi Mac basati su processore M6, a partire da un MacBook Pro completamente riprogettato.
Qui il cambiamento sarebbe profondo. Non solo nuovi chip M6 Pro e M6 Max, ma anche un design più sottile, l’introduzione, almeno sulla versione top, di uno schermo OLED touch, una possibile Dynamic Island e persino connettività cellulare integrata. Si tratta di elementi mai visti prima sui Mac e che segnano una discontinuità chiara rispetto al passato.
In pratica Apple lancerebbe due diversi MacBook Pro, uno subito, con M5, e uno a distanza di una decina di mesi con M6. Come abbiamo scritto anche qui su Macitynet, non sarebbe un caso isolato. Apple ha già aggiornato due volte la linea MacBook Pro nello stesso anno, come accaduto nel 2023 con M2 Pro e M2 Max a gennaio e M3 Pro e M3 Max in autunno.
Lo stesso lancio dei processori M2 e M3 è stato molto ravvicinato: solo sei mesi. Il processore M5 è stato svelato a ottobre e vedere macchine con M6 alla fine dell’anno in corso non sarebbe dunque qualcosa di del tutto unico.














