Apri oggi un nuovo account Gmail e potresti trovare 5 GB invece dei soliti 15. Per recuperare gli altri dieci, Google vorrà il tuo numero di telefono. Per ora succede solo in alcune nazioni, ma la direzione è abbastanza chiara e fa discutere.
Il meccanismo è semplice. Durante la configurazione di un nuovo account compare un messaggio con due possibilità: collegare un numero di telefono e sbloccare i 15 GB gratuiti, oppure proseguire senza verifica e restare con 5 GB.
I segnali per ora arrivano da Kenya e Nigeria, paesi dove le modifiche risultano attive già da marzo 2026, quando Google ha anche aggiornato le pagine di supporto e dove oggi a formula “Il tuo account include 15 GB gratuiti” è diventata “fino a 15 GB”. Google ha confermato a Engadget che si tratta di un test attivo in alcune aree geografiche, con l’obiettivo dichiarato di garantire che i 15 GB gratuiti vengano assegnati una sola volta per persona.
Chi ha già un account attivo senza numero di telefono, almeno per ora, non vedrebbe cambiamenti. In più, nella maggior parte dei percorsi di registrazione, il numero viene già richiesto, quindi molti utenti potrebbero non accorgersi della novità. I più a rischio sono coloro che attivano un dispositivo Android senza SIM, utenti che possono completare la configurazione senza verifica telefonica. In quel percorso i 5 GB diventano il limite effettivo.
Gmail come iCloud, ma con una differenza
Sullo sfondo c’è una pressione sui costi che riguarda tutto il settore. Lo storage costa, e offrire 15 GB gratuiti a chiunque, senza un controllo forte sul numero di account creati, è un impegno sempre più difficile da sostenere. Google ha appena portato a 5 TB lo spazio incluso nei piani AI Pro senza aumenti di prezzo, e i conti possono tornare solo se da qualche altra parte si stringe.
Vale la pena ricordare che Apple offre da sempre 5 GB gratuiti con iCloud. Per anni Google ha potuto vantare il triplo dello spazio, e quella differenza era un fattore competitivo. Se il test dovesse diventare una politica su scala globale, Gmail e iCloud si troverebbero sullo stesso piano per chi non vuole condividere il proprio numero e alzerebbero la pressione su Google che sta trasformando quello spazio in una merce. Per molti sarà un passaggio irrilevante.
Per altri può diventare una barriera. E quando un servizio gratuito comincia a dipendere da un’informazione personale in più, la domanda non riguarda solo i gigabyte. Riguarda il prezzo reale della gratuità.


















