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Ferrari Luce di Jony Ive è la Apple Car che non abbiamo mai visto

Per anni Apple ha lavorato in segreto a un’automobile progettata sotto la supervisione di Jony Ive. Quel progetto non è mai arrivato sulle strade. Oggi qualcosa di molto vicino esiste, e porta il marchio Ferrari.

Lo abbiamo visto apparire ieri sera a Roma, con Ferrari Luce, la prima auto di Maranello interamente elettrica. Per chi segue Apple la notizia non si esaurisce nell’ingresso di Ferrari nell’era EV. La Luce, quattro motori elettrici, uno per ruota, 1.035 cavalli complessivi e autonomia dichiarata di 500 km nel ciclo WLTP, è il primo progetto automobilistico completamente firmato da LoveFrom, lo studio fondato da Jony Ive dopo l’uscita da Apple nel 2019 insieme a Marc Newson.

Gli interni e l’interfaccia erano già stati svelati a San Francisco, in una presentazione che aveva mostrato quanto il progetto fosse vicino alla cultura del design e dell’interazione cresciuta attorno alla Silicon Valley. Quel passaggio oggi assume un significato più chiaro, perché la filosofia di Ive attraversa l’intero progetto.

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Il processo di design

LoveFrom collabora con Ferrari da cinque anni su ogni dimensione della Luce. Non si tratta quindi di una firma aggiunta alla fine del percorso, ma di un progetto seguito dalla sua impostazione iniziale.

Lo studio di Ive ha ricevuto quella che l’azienda definisce autonomia filosofica e progettuale per costruire una proposta globale, sviluppata attraverso ricerche estese deliberatamente oltre il perimetro del design automobilistico tradizionale.

Il principio guida è stato la semplificazione. Forme chiuse, superfici continue, riduzione delle interruzioni visive. Solo in una seconda fase il lavoro è stato integrato con il Ferrari Design Studio per adattare il concept ai vincoli funzionali, architetturali e normativi. Un co-sviluppo strutturato che ha affidato a LoveFrom la responsabilità della visione iniziale dell’intero progetto.

Il risultato si percepisce immediatamente nella carrozzeria. La metà superiore interamente in vetro, le ali anteriori e posteriori sospese attorno alla cellula centrale, le superfici convesse prive di spigoli o tagli aggressivi. Quella grammatica visiva fatta di continuità e sottrazione che ha caratterizzato i prodotti più iconici disegnati da Ive negli anni Apple riaffiora in ogni elemento.

Dentro l’abitacolo il legame appare ancora più evidente. Ferrari parla di “centinaia di prodotti discreti, ciascuno considerato individualmente” che insieme costruiscono un unico volume coerente e pulito. Controlli fisici al posto di superfici touch onnipresenti, ghiere in alluminio lavorate dal pieno, quadranti digitali incorniciati da elementi metallici che si muovono insieme al volante.

L’alluminio scelto per molti componenti è una lega riciclata al 100%, lavorata con tecnologie CNC a 3 e 5 assi. È una ricerca dell’oggetto tattile e permanente, lontana dalla logica software-centrica che domina gran parte dell’automotive contemporaneo.

Tra i partner scelti per il progetto compare Corning, incaricata delle soluzioni vetrate avanzate dell’abitacolo e della carrozzeria. La chiave di avviamento della Luce utilizza Gorilla Glass, prima applicazione automotive di questo materiale nella storia dell’industria. Integra anche un display E Ink che consuma energia solo durante il cambio di colore, altra prima applicazione automotive dichiarata da Ferrari.

Steve Jobs scelse personalmente Corning per il primo iPhone nel 2007, convincendo l’azienda a sviluppare un vetro sufficientemente resistente per uno smartphone touch destinato all’uso quotidiano. Da allora Gorilla Glass è rimasto uno dei componenti invisibili ma fondamentali dell’esperienza iPhone. Ritrovarlo nella Ferrari progettata da Ive è un altro elemento simbolico del rapporto tra Apple e la Luce.

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Il fantasma dell’Apple Car

Il vero fantasma che aleggia su Luce è il Progetto Titan, il tentativo con cui Apple aveva provato a costruire una propria automobile. Un’iniziativa sviluppata per anni nel massimo riserbo, attraversata da cambi di leadership, revisioni strategiche e continui ripensamenti, fino alla cancellazione definitiva nel 2024, dopo aver bruciato oltre 10 miliardi di dollari.

Quel pezzo di storia racconta anche i contrasti interni che avevano segnato il progetto fin dall’inizio. Steve Zadesky immaginava una vettura per competere con Tesla, mentre Jony Ive spingeva per un’auto senza volante, controllata interamente da Siri. Una visione radicale, rimasta fuori dalla portata industriale e strategica di Apple.

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Benedetto Vigna, John Elkann, Flavio Manzoni, Jony Ive e Marc Newson

Quando Titan è stato chiuso, Ive aveva già lasciato Apple da tempo. L’addio definitivo era arrivato nel 2022, quando Apple e LoveFrom avevano interrotto una collaborazione pluriennale da oltre 100 milioni di dollari, con dirigenti di Cupertino sempre più insofferenti verso i compensi di uno studio esterno.

Gran parte delle ricerche su interfacce, materiali ed esperienza di guida appartengono però proprio al periodo in cui Ive guidava il design dell’azienda. Per questo la Luce sembra, almeno in parte, la materializzazione esterna di idee rimaste intrappolate dentro Cupertino per anni.

L’abitacolo della Luce potrebbe offrire un’indicazione di come sarebbe stata l’Apple Car mai arrivata sul mercato. Il collegamento non appare forzato. Per anni le indiscrezioni sul progetto Apple parlavano di una reinterpretazione dell’automobile meno dominata dagli schermi rispetto all’approccio Tesla, più centrata su materiali, ergonomia, qualità percepita e interazione naturale.

Il rapporto tra Apple e Ferrari, del resto, non nasce oggi. Apple aveva trattato direttamente con Ferrari per una possibile collaborazione su Apple Car, poi naufragata. Prima ancora, Eddy Cue, Senior Vice President di Apple e membro del consiglio di amministrazione Ferrari, aveva contribuito a portare CarPlay sulle vetture del Cavallino già nel 2014, primo costruttore al mondo ad adottarlo.

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Anche John Elkann ha citato Apple durante la presentazione, indicando l’Apple Watch come “probabilmente l’esempio più riuscito” di un oggetto analogico reinventato in chiave digitale. Una frase che chiarisce quanto l’influenza culturale di Cupertino abbia pesato nello sviluppo della vettura. La partnership tra Ive e Ferrari era stata annunciata già nel 2021, subito dopo la rottura definitiva con Apple.

Quando Luce arriverà sulle strade europee a fine anno, potremo dire che l’Apple Car non è mai nata a Cupertino. Una parte della sua idea, però, sembra essere arrivata altrove. Disegnata da Jony Ive. Costruita a Maranello.

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