Apple aveva progettato un Mac Pro molto più potente di quello arrivato sul mercato, ma ha cancellato il progetto prima del lancio. Erano questi i piani di Cupertino prima di decidere di eliminare definitivamente il suo desktop professionale dalla gamma, per una questione di costi e di domanda.
A riportare in primo piano una vicenda ormai digerita, non senza rimpianti, da chi con il Mac ci lavora è Mark Gurman di Bloomberg. Il riferimento è all’addio alle macchine professionali ricche di porte, espandibili e senza compromessi sul fronte delle prestazioni.
Apple aveva sviluppato i chip M2 Extreme e M3 Extreme
Durante lo sviluppo di Apple Silicon, Cupertino aveva lavorato a una nuova famiglia di processori destinata a posizionarsi al di sopra degli attuali chip Ultra.
Si trattava degli M2 Extreme e M3 Extreme, componenti che avrebbero dovuto offrire il doppio dei core CPU e GPU rispetto ai corrispondenti modelli Ultra, garantendo al Mac Pro un vantaggio netto anche rispetto al Mac Studio.
Secondo Gurman, attorno a questo progetto Apple aveva sviluppato anche due modelli di Mac Pro rimasti nei laboratori. Il primo, nome in codice J170, sarebbe stato addirittura basato su processori Intel, per rispondere alle esigenze di una parte della clientela professionale durante la transizione ad Apple Silicon.
Il secondo, identificato come J190, avrebbe invece utilizzato un chip M3 Ultra e sarebbe dovuto arrivare insieme al Mac Studio con M3 Ultra all’inizio del 2025. Anche questo progetto è stato però cancellato.
Un chip Extreme avrebbe probabilmente cambiato le carte in tavola, offrendo al Mac Pro una reale superiorità prestazionale e una ragione concreta per continuare a esistere. Dopo test e valutazioni, però, Apple avrebbe deciso di fermare entrambi i progetti.
I costi di sviluppo e produzione sarebbero stati troppo elevati rispetto al numero di macchine che l’azienda avrebbe potuto vendere. Senza questi processori, il Mac Pro ha progressivamente perso la propria identità: il modello del 2023 montava infatti lo stesso M2 Ultra del Mac Studio, con prestazioni sostanzialmente identiche.
Restavano gli slot PCI Express, utili per alcune espansioni professionali, ma per molti utenti il Mac Pro era diventato poco più di un Mac Studio inserito in uno chassis molto più grande e costoso. Una situazione che ha portato Apple a dire addio al Mac Pro lo scorso marzo.
Secondo Gurman, un ritorno del Mac Pro appare oggi molto improbabile. Apple avrebbe ormai scelto di concentrare l’offerta professionale sul Mac Studio, il cui prossimo aggiornamento con chip M5 Ultra potrebbe arrivare già in autunno.
Poi sarà la volta della generazione M7, destinata a cambiare nuovamente gli equilibri e a portare la sfida sul terreno di Nvidia. Basterà a cancellare la nostalgia per il Mac Pro?


















