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Le leggi anti-intercettazione contro il nuovo Apple Watch: caso USA

Le nuove funzioni di Apple Watch Series 12 e Apple Watch Ultra 4 capaci di ascoltare ciò che viene detto intorno all’utente e di trasformarlo in testo o in un riassunto potrebbero aprire un problema legale negli Stati Uniti. A sollevare la questione è Bloomberg, che ha interpellato avvocati ed esperti di diritto in diversi Stati americani, dove in determinate circostanze le norme sulle intercettazioni richiedono il consenso di tutte le persone coinvolte in una conversazione.

Al centro del caso ci sono Siri Recap e Live Rewind, due funzioni di Audio Intelligence presentate con Apple Watch Series 12 e Apple Watch Ultra 4, il cui debutto in beta negli Stati Uniti è previsto entro la fine del 2026.

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Apple Watch può ricordare quello che è stato detto

Live Rewind permette di recuperare gli ultimi 15 secondi di una conversazione: con una doppia pressione della Digital Crown sullo schermo appare la trascrizione di quanto è stato appena detto.

Siri Recap lavora invece su un arco di tempo più ampio: quando è attivo, Apple Watch elabora le conversazioni della giornata e Apple Intelligence può produrne un titolo, un riepilogo e alcuni punti chiave.

È proprio questo il punto che solleva i dubbi: per ricordare e riassumere una conversazione, l’orologio deve necessariamente ascoltare e interpretare anche ciò che viene detto dalle persone vicine a chi lo indossa.

Per gli avvocati americani potrebbe essere un’intercettazione

In Stati come California, Massachusetts, Pennsylvania e Washington esistono norme che, in determinate situazioni, vietano di intercettare conversazioni private o confidenziali senza il consenso di tutte le persone coinvolte. Regole analoghe sono presenti anche in altri Stati, tra cui Illinois e Florida.

La domanda è quindi semplice: il fatto che Apple Watch non produca una registrazione audio propriamente detta basta davvero a escludere che ci sia un’intercettazione?

Secondo diversi esperti la risposta non è scontata. Per un tribunale potrebbe essere rilevante già il fatto che il dispositivo capti il parlato e lo elabori, indipendentemente dall’esistenza di un file audio riascoltabile.

È un terreno giuridico ancora largamente inesplorato: per alcuni l’assenza di una vera registrazione avvicina la tecnologia alla legalità, per altri la semplice acquisizione e interpretazione dell’audio potrebbe essere sufficiente a far scattare le norme sulle intercettazioni.

Per prudenza, Colin Zick, esperto di privacy dello studio Foley Hoag, suggerisce di comportarsi come se si trattasse di un’intercettazione e chiedere il consenso alle persone presenti.

Il problema è anche per chi non indossa l’Apple Watch

Le persone che partecipano a una conversazione potrebbero non sapere che ciò che stanno dicendo viene elaborato dall’Apple Watch di qualcun altro. È il punto evidenziato anche dalla Electronic Frontier Foundation, secondo cui chi si trova vicino a dispositivi di questo tipo non ha necessariamente un modo concreto per accettare o rifiutare l’elaborazione delle proprie conversazioni.

Con Siri Recap il tema è particolarmente delicato perché la funzione può operare nel corso della giornata senza un avviso continuo rivolto alle persone circostanti.

Apple: non stiamo registrando le conversazioni

Apple respinge questa interpretazione e insiste su un punto: Siri Recap e Live Rewind non creano né conservano una normale registrazione audio. L’audio viene elaborato in un ambiente protetto e poi eliminato; non esiste quindi un file che possa essere riascoltato, inoltrato o consegnato a terzi.

Live Rewind emette inoltre un avviso sonoro e mostra l’indicatore del microfono quando viene richiamato, mentre Siri Recap può essere disattivato o limitato a determinati orari e luoghi. I riepiloghi vengono cancellati automaticamente dopo sette giorni, salvo che l’utente scelga di conservarli.

In Europa per ora il problema non si pone

In Italia e nel resto dell’Unione Europea la questione è per ora soprattutto teorica. Siri Recap e Live Rewind fanno parte delle funzioni di Apple Watch Series 12 e Ultra 4 che non arriveranno inizialmente in Europa. Apple collega questa assenza alla mancata disponibilità iniziale di Siri AI nell’Unione Europea e non alle norme sulle intercettazioni o al GDPR.

Se le funzioni arrivassero in futuro anche da noi, entrerebbero in gioco anche le regole europee sulla protezione dei dati personali. Questo non significa che sarebbero incompatibili con il GDPR, ma potrebbe riproporsi la stessa domanda di fondo: quando un dispositivo ascolta una conversazione senza registrarne l’audio, come va qualificato quel trattamento dal punto di vista della legge?

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