Una piccola videocamera a forma di gufo fissata al poggiatesta, una dashcam collegata direttamente al display dell’auto e una manopola di metallo da girare senza distogliere lo sguardo dalla strada.
Bastavano questi tre oggetti, sul tavolo di Ottocast a IFA 2026 A Showstopper, per capire la direzione scelta dall’azienda: gli adattatori che liberano CarPlay e Android Auto dal cavo restano il punto di partenza, ma intorno sta crescendo un sistema più ampio per l’abitacolo.

Poi allo stand nel padiglione 6.2 di Messe Berlin, dal 4 all’8 settembre, abbiamo trovato sia prodotti nuovi sia dispositivi già presenti nel catalogo, talvolta aggiornati. La distinzione è importante: OttoSafe Cam e OttoSafe Knob sono le novità più nette dell’edizione 2026; Cabin Care è il prodotto di punta rilanciato con una piattaforma hardware rivista; AI Box, adattatori Mini, Play2Video e schermi esterni mostrano invece l’estensione della gamma.
Da adattatore a sistema per l’abitacolo
Ottocast è diventata nota soprattutto per i piccoli dongle USB capaci di trasformare in wireless un collegamento CarPlay o Android Auto già presente via cavo. È un intervento meno profondo rispetto alla sostituzione dell’autoradio: il telefono può rimanere in tasca e si collega automaticamente dopo l’avvio, mentre schermo, microfoni e comandi dell’auto continuano a essere quelli originali.
A Berlino questo principio è stato applicato anche alle telecamere. Il display di serie non serve soltanto a mostrare mappe, musica e telefonate, ma diventa il punto dal quale controllare ciò che accade davanti all’auto o sul sedile posteriore. È qui che la proposta Ottocast si differenzia dal consueto aggiornamento annuale dei dongle.
OttoSafe Cam porta la dashcam sullo schermo dell’auto
OttoSafe Cam combina una dashcam e un adattatore wireless. La visuale anteriore può essere richiamata sul display dell’auto, dal quale si possono consultare, proteggere o cancellare le registrazioni. Un doppio tocco salva manualmente una sequenza, mentre il sensore d’urto blocca in automatico il filmato relativo a un impatto. La gestione è possibile anche dal telefono.
La soluzione riduce il numero di applicazioni e piccoli schermi aggiunti in auto, ma non elimina il cablaggio della telecamera, che deve comunque ricevere alimentazione e scambiare dati con l’unità. La versione europea viene proposta anche con scheda da 64 GB.
Cabin Care controlla bambini e animali senza voltarsi
Cabin Care non nasce a IFA 2026, ma allo stand aveva il ruolo di “hero product”. La videocamera, proposta anche con gusci a forma di animale, si fissa al poggiatesta e inquadra il divano posteriore con un angolo dichiarato di 150 gradi. La visione notturna consente di controllare un bambino o un animale anche con l’abitacolo buio.
Il video può occupare tutto lo schermo, essere affiancato a CarPlay o Android Auto oppure comparire in una finestra Picture in Picture. Secondo Ottocast, le immagini rimangono locali: non vengono caricate nel cloud e non sono registrate. La telecamera può inoltre essere utilizzata autonomamente quando è alimentata, mentre l’unità principale aggiornata impiega un chip automotive, più memoria e una connessione Bluetooth rivista.
Anche qui il requisito va letto con attenzione: per visualizzare Cabin Care sull’infotainment originale occorrono uno schermo tattile e CarPlay cablato di fabbrica. Il supporto ad Android Auto wireless riguarda il collegamento del telefono dopo l’installazione e non trasforma un’auto priva di CarPlay in una compatibile.
OttoSafe Knob riporta una manopola sulla console
La novità più semplice è anche quella che si comprende meglio tenendola in mano. OttoSafe Knob è un comando rotante e premibile, con bordo zigrinato, pensato per muoversi tra le voci di CarPlay, confermare una scelta, regolare il volume e intervenire sulla navigazione senza dover centrare un’icona sul touchscreen.

È una risposta concreta a uno dei limiti dei display montati in basso o lontani dal conducente. La rotazione si può riconoscere al tatto e un comando fisico resta più prevedibile sulle strade sconnesse. Alla fiera, tuttavia, Ottocast non aveva ancora comunicato prezzo, data di vendita e lista completa dei dispositivi compatibili: non va quindi considerata una manopola universale per qualsiasi autoradio.
U2Air Edge e Mini Series: il cavo sparisce, ma serve la predisposizione
Nel nucleo tradizionale della gamma debutta U2Air Edge, adattatore unico per CarPlay e Android Auto wireless. Usa un processore single core da 1,2 GHz, Bluetooth 5.4 e può memorizzare due telefoni. Un pulsante consente di passare rapidamente da un dispositivo all’altro; il corpo, da 25,7 grammi, è stato studiato per smaltire meglio il calore nei viaggi di oltre due ore.
Accanto erano esposti i dongle della famiglia Mini, tra cui Mini Cube 3.0 e Mini NOVA. Il cartello fotografato allo stand indicava per Mini NOVA il modello CA530-T3, sistema Linux, Wi-Fi dual band e Bluetooth aggiornato. Sono prodotti pensati per scomparire nel vano USB, utili soprattutto a chi compie molte soste brevi e non vuole collegare ogni volta il telefono.

Questi adattatori non aggiungono CarPlay o Android Auto a una vettura che ne è sprovvista: rendono senza fili una funzione già disponibile via USB. Restano inoltre il breve tempo di avvio della connessione e il maggior consumo della batteria del telefono, che nei viaggi lunghi può rendere comunque utile un caricatore.
P3 Pro trasforma il display in un piccolo sistema Android
Un AI Box svolge un lavoro diverso da un adattatore. OttoAibox P3 Pro avvia un ambiente Android 13 basato su OttoDrive OS 3.0 sul display originale dell’auto. La dotazione comprende piattaforma Snapdragon 6225, 8 GB di RAM, 128 GB di memoria, uscita HDMI, schermo diviso e CloudSIM; CarPlay e Android Auto wireless rimangono disponibili quando si vuole tornare all’interfaccia del telefono.
Nel dimostratore di Berlino si vedevano applicazioni Android e la modalità a due finestre. È la proposta per chi vuole app indipendenti dallo smartphone, ma richiede più configurazione e costa più di un semplice dongle. Video e applicazioni che possono distrarre devono essere utilizzati soltanto a veicolo fermo o dal passeggero, nel rispetto delle regole locali.
Play2Video Ultra concentra tutto sulle app multimediali
Play2Video Ultra occupa la fascia intermedia. Integra 4 GB di RAM e 32 GB di memoria e propone un App Hub con Netflix, YouTube, Prime Video, Spotify e IPTV, oltre a CarPlay e Android Auto wireless. Ottocast dichiara dimensioni ridotte del 40 per cento e una maggiore rapidità rispetto alla generazione precedente.
È meno flessibile di P3 Pro, ma anche più immediato per chi cerca soprattutto l’intrattenimento durante le soste. Come gran parte degli AI Box Ottocast, richiede CarPlay cablato già funzionante sull’auto.
Mirror Touch porta lo smartphone intero sul display
Mirror Touch segue un’altra strada: duplica sullo schermo dell’auto l’interfaccia completa di uno smartphone e consente di controllarla dal touchscreen della vettura. Il collegamento per il mirroring è cablato e sfrutta l’uscita video DisplayPort su USB-C; sono quindi compatibili gli iPhone dalla serie 15 e i telefoni Android che supportano questa modalità. La funzione CarPlay, invece, può operare senza fili.
È un dettaglio che evita un equivoco frequente: “wireless” non descrive ogni funzione del prodotto. Prima dell’acquisto occorre verificare sia la presenza del CarPlay cablato originale sia l’uscita video dello smartphone.
OttoScreen e OttoScreen AI aggiornano anche le auto più vecchie
Per le vetture prive di un infotainment moderno, Ottocast propone display completi da appoggiare sul cruscotto. OttoScreen, indicato anche come ScreenFlow, ha uno schermo tattile da 11,4 pollici a 60 Hz, Android 13, CarPlay e Android Auto wireless, oltre dieci applicazioni preinstallate e memoria espandibile fino a 256 GB. L’audio può essere inviato all’impianto dell’auto via Bluetooth, cavo AUX o trasmettitore FM, oppure riprodotto dall’altoparlante integrato.
OttoScreen AI mantiene il formato panoramico da 11,4 pollici e passa ad Android 15. All’interno abbiamo processore Allwinner A537, 4 GB di RAM, 32 GB di memoria, risoluzione 1.920 × 720 pixel, Wi-Fi 5/6 e integrazione di Gemini; è prevista anche una videocamera posteriore opzionale.
Prima di montare un display così largo conviene comunque controllare che non riduca la visuale, non copra le bocchette e possa essere alimentato senza lasciare cavi nella zona dei comandi.
Compatibilità: quattro famiglie da non confondere
La gamma vista a IFA può essere letta in tre gruppi. Gli adattatori U2Air e Mini eliminano il cavo, ma richiedono che l’auto possieda già CarPlay o Android Auto cablato. Gli AI Box come P3 Pro e Play2Video Ultra usano soprattutto la porta CarPlay originale per aggiungere un ambiente Android e applicazioni. Gli OttoScreen sono invece display autonomi e rappresentano la soluzione più adatta alle vetture che non hanno un sistema compatibile. Infine le telecamere aggiungono a Carplay un ingresso video locale per controllare l’auto dentro e fuori.
Per scegliere l’accessorio verifica va fatta sul modello e sull’anno esatti dell’auto, non soltanto sulla marca. Alcune pagine Ottocast riportano limitazioni per BMW, determinate unità Sony aftermarket e alcuni modelli Mitsubishi. Contano anche il tipo di porta USB, la presenza del touchscreen e, per Mirror Touch, l’uscita video del telefono.
Prezzi indicativi dopo IFA 2026
| Prodotto | Funzione principale | Requisito essenziale | Status a IFA | Prezzo indicativo |
|---|---|---|---|---|
| U2Air Edge | CarPlay e Android Auto wireless | Sistema cablato già presente | Nuovo | 48,95 € |
| Mini Cube 3.0 | Adattatore wireless compatto | Sistema cablato già presente | Catalogo | 45,99 € |
| Mini NOVA | Adattatore wireless compatto | CarPlay cablato di fabbrica | Catalogo | 49,99 € |
| Cabin Care | Telecamera per sedili posteriori | CarPlay cablato e touchscreen | Aggiornato | 109,99 € |
| OttoSafe Cam | Dashcam sul display originale | Da verificare sulla versione distribuita | Nuovo | 129,99 € |
| OttoSafe Knob | Controller fisico per CarPlay | Compatibilità non ancora pubblicata | Nuovo | Non comunicato |
| Play2Video Ultra | App video e collegamento wireless | CarPlay cablato | Catalogo | 89,99 € |
| Mirror Touch | Mirroring con controllo tattile | CarPlay cablato e USB-C video | Catalogo | 99,99 € |
| OttoAibox P3 Pro | Sistema Android sul display originale | CarPlay cablato compatibile | Catalogo | 199,99 € |
| OttoScreen | Display Android 13 da 11,4 pollici | Universale, con spazio sul cruscotto | Catalogo | 149,99 € |
| OttoScreen AI | Display Android 15 con Gemini | Universale, con spazio sul cruscotto | Nuovo allestimento | 159,99 € |
La novità Carplay più grande è usare al meglio lo schermo già presente
Il messaggio più interessante dello stand Ottocast non viene dal numero di applicazioni che si possono caricare in auto. Viene da OttoSafe Cam, Cabin Care e Knob, tre accessori che cercano di ridurre i movimenti inutili del conducente: una telecamera anteriore consultabile dall’infotainment, il controllo del sedile posteriore senza voltarsi e un comando che si trova con le dita.
La qualità dell’esperienza dipenderà dalla compatibilità con la singola vettura, dalla rapidità di avvio e dal modo in cui si riescono a nascondere alimentazione e cavi. È il confine tra un accessorio che sembra integrato e uno che aggiunge disordine alla plancia. Per chi parte da un’auto già dotata di CarPlay cablato, però, la gamma presentata a IFA mostra una grande evoluzione: la presa USB diventa l’ingresso per funzioni che in precedenza avrebbero richiesto un nuovo impianto.






























