BYD ha venduto 305.743 auto completamente elettriche nel solo mese di ottobre. Negli Stati Uniti ne sono state vendute circa 262.650 nell’intero terzo trimestre: il confronto non è perfettamente omogeneo, ma mostra quanto sia cambiata la scala dell’industria cinese dell’auto elettrica.
C’è un numero che più di altri mostra come si sta ridisegnando la geografia dell’auto elettrica: 305.743. Sono le auto 100% elettriche (BEV) che BYD ha venduto nel solo mese di ottobre 2026.
Per avere un termine di paragone, nell’intero terzo trimestre, da luglio a settembre, il mercato statunitense si è fermato a circa 262.650 unità secondo le stime di Kelley Blue Book, società del gruppo Cox Automotive. Un singolo costruttore, in un singolo mese, ha quindi registrato un volume superiore a quello dell’intero mercato USA in tre mesi.
I numeri di ottobre
Nel complesso BYD ha venduto a livello globale 490.168 veicoli a nuova energia, categoria che comprende elettrici e ibridi plug-in, circa l’11% in più rispetto alle 441.706 unità di ottobre 2025. È il miglior risultato mensile del 2026, il più alto da dicembre 2024 e il sesto mese consecutivo di crescita su base annua, dopo un inizio d’anno più difficile.
Il motore della crescita sono le elettriche pure, salite del 37,4% e arrivate per la prima volta oltre la soglia delle 300.000 unità, superando il precedente primato di settembre, quando erano state circa 273.000. Le BEV valgono ormai oltre il 63% delle vendite di autovetture del gruppo.
Va in direzione opposta il segmento ibrido plug-in, che a ottobre scende a 177.382 unità, con una flessione del 17,2% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.
Il confronto da inizio anno conferma lo spostamento: nei primi dieci mesi le elettriche pure di BYD sono cresciute del 5,9% arrivando a 1.935.700 unità, mentre le plug-in sono calate dell’11% a 1.625.969.
Stati Uniti: il trimestre migliore dell’anno resta in forte calo
Per leggere correttamente il paragone serve però un po’ di contesto sul mercato americano. Il terzo trimestre 2026 è stato il più forte dell’ultimo anno per le auto elettriche negli Stati Uniti: Kelley Blue Book stima 262.649 unità, il 6,1% in più rispetto al secondo trimestre.
Rispetto allo stesso periodo del 2025 il calo è però del 39,5%. Il confronto è particolarmente penalizzante perché il terzo trimestre dello scorso anno aveva rappresentato il massimo storico per il mercato elettrico statunitense, sostenuto dalla corsa agli acquisti prima della scadenza degli incentivi federali.
Il credito d’imposta federale fino a 7.500 dollari per le nuove auto elettriche è terminato il 30 settembre 2025. Nei mesi precedenti molti automobilisti avevano quindi anticipato l’acquisto, gonfiando il dato di riferimento. Venuta meno quella spinta fiscale, le vendite si sono assestate su livelli sensibilmente più bassi e diversi costruttori tradizionali hanno ridimensionato i propri programmi per l’elettrico.
Il mercato italiano segue una dinamica differente. A settembre 2026, per esempio, le BEV avevano raggiunto il 7,6% delle immatricolazioni, in crescita rispetto al 5,6% di un anno prima, con modelli come BYD Dolphin Surf già presenti nelle prime posizioni delle classifiche delle elettriche.
Una precisazione metodologica resta necessaria. I dati BYD sono volumi wholesale comunicati dall’azienda, mentre quelli americani sono stime delle vendite al dettaglio elaborate da Kelley Blue Book. Le due serie non sono quindi perfettamente sovrapponibili. La distanza tra i valori rimane comunque abbastanza ampia da rendere significativo il confronto sulla scala raggiunta dal costruttore cinese.
Cosa ci dice questo dato
Il dato più interessante per l’Europa arriva anche dalle vendite fuori dalla Cina. A ottobre BYD ha esportato 170.194 veicoli a nuova energia, più del doppio rispetto allo stesso mese del 2025. Nei primi dieci mesi dell’anno le esportazioni hanno raggiunto 1,51 milioni di unità, con una crescita vicina al 94%.
Il gruppo sta quindi trasferendo una parte crescente della propria capacità produttiva sui mercati internazionali, mentre amplia anche la gamma destinata all’Europa. Un esempio è il BYD SHARK, il pickup Super Hybrid già presentato per il mercato europeo.
Il fenomeno è già visibile anche in Italia. A ottobre BYD ha registrato 6.058 immatricolazioni, raggiungendo una quota del 4,5% del mercato complessivo e il settimo posto nella classifica dei marchi più venduti. Nelle sole auto completamente elettriche il costruttore ha raggiunto il 12,4% del mercato italiano, conquistando il secondo posto tra i marchi BEV.
Il confronto con gli Stati Uniti assume quindi un significato più ampio: BYD non sta crescendo soltanto grazie alle dimensioni del mercato cinese. Sta aumentando rapidamente anche la propria presenza all’estero, Europa compresa. Per i costruttori tradizionali il tema diventa quindi capire quanto velocemente i marchi cinesi riusciranno a trasformare questa capacità produttiva in quote di mercato stabili fuori dalla Cina.
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