L’evoluzione dei droni per uso professionale non si misura soltanto sull’aumento dei megapixel, ma sulla capacità di completare missioni critiche dove i modelli precedenti mostravano evidenti limiti operativi. DJI ci prova con il lancio del Matrice 5T, introducendo una piattaforma compatta che punta a risolvere tre dei principali problemi riscontrati dagli operatori sul campo: la scarsa visibilità notturna durante i rilievi termici, l’inaffidabilità dei sensori anti-collisione in presenza di nebbia o cavi sottili e la perdita di segnale nelle aree geograficamente complesse.
Il risultato è uno strumento pensato per le squadre di soccorso, gli ispettori di infrastrutture e i geometri che necessitano di operare in continuità senza dipendere dalle condizioni meteorologiche o dalla disponibilità della rete satellitare.

Il primo elemento di discontinuità rispetto al passato riguarda il comparto ottico integrato. La nuova termocamera a infrarossi adotta una risoluzione nativa 1K da 1280×1024 pixel, che quadruplica il dettaglio rispetto ai sensori standard da 640×512 pixel impiegati su gran parte dei droni della categoria. Per le ispezioni su impianti fotovoltaici o reti elettriche ad alta tensione, l’attivazione della modalità UHR incrementa la definizione a 2560×2048 pixel, consentendo di individuare micro-anomalie termiche su superfici estese senza dover avvicinare eccessivamente il velivolo alle strutture.

DJI Matrice 5T in notturna
La gestione dei rilievi in notturna beneficia inoltre di un sensore grandangolare da 1/0,98 pollici con apertura f/1,8, capace di spingere la sensibilità ISO fino al valore di 1.600.000. Coadiuvato da algoritmi di riduzione del rumore basati su intelligenza artificiale, il drone riesce a restituire immagini a colori leggibili anche con un’illuminazione ambientale residua di soli 0,01 lux. Per le operazioni di tracciamento o ricerca a lungo raggio, il sistema affianca una fotocamera intermedia da 50 MP con zoom ottico 3x e un teleobiettivo secondario in grado di raggiungere uno zoom ibrido fino a 176x, permettendo la lettura di targhe o dettagli strutturali a diverse centinaia di metri di distanza.
Rilevamento ostacoli
La novità tecnica più rilevante sul piano della sicurezza di volo è l’integrazione simultanea di sensori LiDAR, radar a onde millimetriche (mmWave) e sistemi visivi fisheye omnidirezionali all’interno di un telaio compatto. Questa architettura ibrida colma le lacune dei classici sensori ottici, inefficaci al buio o in presenza di foschia. Durante i voli notturni, il sensore LiDAR è in grado di mappare cavi elettrici o rami sottili fino a 32 metri di distanza, mentre il radar mmWave penetra nebbia, pioggia e polvere sollevata, garantendo la prevenzione degli impatti anche nelle condizioni atmosferiche più avverse.

L’azione combinata dei sensori permette al velivolo di superare un ulteriore storico collo di bottiglia: il volo all’interno di canyon naturali, gallerie o aree urbane ad altissima densità dove il segnale GPS risulta assente o fortemente disturbato. Fondendo in tempo reale i dati topografici del LiDAR e del radar con la ricostruzione visiva, il Matrice 5T genera una mappa ambientale tridimensionale continua che mantiene la posizione di volo stazionaria e la precisione di rotta senza dipendere dai satelliti.
Trasmissione a 40 km
Sul fronte della connettività, il passaggio al sistema di trasmissione O4 Enterprise Enhanced porta la portata teorica massima a 40 km, registrando un netto incremento rispetto ai 25 km della generazione precedente. Per garantire la continuità del flusso video in contesti urbani saturi di frequenze, il drone integra due moduli Cellular Dongle 2 per il passaggio automatico alla rete 4G/5G e supporta ponti radio multilivello (Smart Relay), utili per scavalcare ostacoli orografici come montagne o grandi edifici.
La scocca del Matrice 5T è certificata con grado di protezione IP55 contro polvere e pioggia e garantisce la piena operatività in un intervallo termico compreso tra -20 °C e 50 °C, mentre l’autonomia massima di volo raggiunge i 59 minuti. Sotto il profilo della conformità normativa e della riservatezza dei dati — tema centrale per gli enti pubblici e le aziende infrastrutturali —, la piattaforma applica la crittografia AES-256 e si avvale delle certificazioni di sicurezza ISO 27001 e ISO 27701 fornite da organismi terzi per l’ambiente cloud FlightHub 2.
Trattandosi di un drone non consumer la disponibilità sul mercato è affidata a rivenditori selezionati.
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