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Mars Rover Curiosity: l’atterraggio perfetto su Marte anche grazie ai Mac

Mars Rover Curiosity si è posato sulla superficie di Marte questa mattina alle 7,31 orario italiano: la complessa e delicata procedura di atterraggio è stata seguita passo passo dalla sala di controllo missione della Nasa a Pasadena, California. Tra gli applausi, le strette di mano e le urla per sfogare lo stress dell’attesa per la parte più difficile della missione, oltre naturalmente per festeggiare il suo completamento, nella sala di controllo si possono osservare diversi Mac al lavoro. I Mac impiegati dagli ingegneri e dai tecnici della NASA sono visibili in una fotografia ufficiale rilasciata dall’agenzia spaziale statunitense, immagine che riportiamo in calce in questo articolo.

L’operazione che è stata salutata come un “Exploit tecnologico senza precedenti” dal presidente USA Barack Obama, deve così una parte del suo successo anche ai computer della Mela. Nel momento in cui scriviamo non abbiamo a disposizione informazioni precise sulla infrastruttura IT del centro NASA di Pasadena, così non è possibile stabilire la percentuale esatta di Mac impiegati, in ogni caso ogni appassionato della Mela non potrà fare a meno di notare compiaciuto che un computer simile se non identico a quello utilizzato tutti i giorni per scopi personali o di lavoro, è stato scelto anche per gestire un compito estremamente delicato.

Ricordiamo che il nuovo Mars Rover Curiosity fa parte della missione Mars Science Laboratory, un progetto che richiederà complessivamente 2,5 miliardi di dollari con l’obiettivo di individuare tracce di vita sul suolo marziano. Il rover-laboratorio Curiosity per complessità e dimensioni non ha precedenti: pesa una tonnellata, ha le dimensioni di una piccola automobile ed è azionato da energia nucleare. Per queste ragioni è stato abbandonato l’atterraggio con paracadute e cuscinetti anti-urto per tentare una cosa mai fatta prima: un atterraggio guidato. Curiosity è stato letteralmente calato su Marte da una piattaforma azionata da razzi che ha controllato e rallentato la discesa. Ora dal cratere Gale, Curiosity inizierà l’esplorazione e la raccolta di campioni per svolgere la sua missione che durerà circa 2 anni. E’ prevedibile che i Mac impiegati nella sala controllo missione di Pasadena avranno molto da lavorare per i prossimi mesi.

Una curiosità: il processore RAD 750 montato a bordo che gestisce il funzionamento del rover Curiosity è una evoluzione ancora compatibile a livello di pin con lo storico PowerPC 750, che alcuni utenti Mac di lungo corso ricordano meglio con la sigla G3. Si tratta di una famiglia di CPU RISC progettata da IBM, Motorola e Apple impiegata per diversi anni in numerose varianti G3, G4 fino ai G5 prima che Apple passasse alla piattaforma Intel.

Ringraziamo Toni Rioba per la segnalazione.
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