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A Donald Trump non piace il Face ID di iPhone e manda un tweet a Tim Cook

Donald Trump ha pubblicato un tweet indirizzato al CEO di Apple, Tim Cook. Nel tweet, il Presidente degli Stati Uniti d’America lamenta il funzionamento del nuovo meccanismo che consente di sbloccare l’iPhone con Face ID (iPhone X e modelli successivi) toccando o sollevando il dispositivo quindi rivolgendo lo sguardo verso l’iPhone e scorrendo verso l’alto dal bordo inferiore dello schermo.

Secondo Trump il pulsante con il Touch ID presente nei vecchi dispositivi “era molto meglio”. Non è chiaro quale modello di iPhone Trump stia usando in questo momento e se il dispositivo è un recente acquisto. Dal tono del tweet sembra di capire che stia usando da poco un nuovo telefono e che solo da poco ha avuto modo di interagire con Face ID, tecnologia di riconoscimento dei volti che ormai ha due anni.

Presentata a settembre 2017 con iPhone X, la tecnologia Face ID sfrutta il sistema TrueDepth del dispositivo composto da un proiettore di punti, una fotocamera a infrarossi e un illuminatore flood per mappare e riconoscere con accuratezza i volti consentendo di sbloccare l’iPhone, utilizzare Apple Pay, accedere alle app e altre funzioni in totale sicurezza.

Apple presenta Face ID come un sistema molto più sicuro di altri; sul volto dell’utente sono proiettati 30.000 punti IR invisibili. Lo schema di micropunti e l’immagine IR vengono inviati attraverso reti neurali per creare un modello matematico del viso dell’utente e i dati vengono inviati nel Secure Enclave per verificare la corrispondenza, mentre il sistema di apprendimento automatico si adatta ai cambiamenti fisici dell’aspetto che si verificano nel tempo.

Tutte le informazioni sul volto restano totalmente al riparo nel Secure Enclave per tenere al sicuro i dati e l’intero processo di elaborazione avviene sul dispositivo, non sul cloud, in modo da tutelare la privacy degli utenti. Face ID sblocca gli iPhone solo quando l’utente lo guarda, mentre le reti neurali (allenate a riconoscere il volto dell’utente e i cambiamenti nel tempo) impediscono lo spoofing tramite foto o maschere.

Trump a quanto pare usa tre differenti iPhone: uno personale e privato e altri due modelli che sarebbero stati (non è chiaro in che modo) modificati dai servizi di sicurezza. Il presidente rifiuta di usare altri tipi di telefono e per il dispositivo personale (senza le modifiche dell’NSA) ha sempre ignorato le richieste di maggiori cautele da parte dei suoi consiglieri e dell’intelligence statunitense, preoccupati da possibili vulnerabilità non note che potrebbero essere usate per spiare conversazioni e altro.

Nei due iPhone ufficiali, Trump ha installato Twitter e poche altre applicazioni, tutte con funzionalità limitate (non è neanche possibile creare un elenco di contatti), tra i motivi per i quali preferisce avere un dispositivo personale e separato. La sicurezza, a quanto pare, non è mai riuscita a convincere Trump p a usare la linea fissa e protetta della Casa Bianca, ignorando quasi del tutto i rischi che comporta l’uso di un normale smartphone per le sue attività.

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