La discussione sul blocco di Fable 5 e Mythos 5 si sposta a Washington, dove Anthropic sta cercando di ottenere una soluzione politica e regolatoria dopo l’ordine del governo americano che ha imposto la sospensione dell’accesso ai suoi modelli più avanzati.
Anthropic cerca un’intesa con la Casa Bianca
Secondo il Wall Street Journal, Anthropic ha inviato a Washington dirigenti e specialisti tecnici con l’obiettivo di chiarire i rilievi del governo e arrivare a un’intesa che consenta di ripristinare l’accesso ai modelli.
Ai colloqui avrebbero preso parte, tra gli altri, il segretario al Commercio Howard Lutnick, il National Cyber Director Sean Cairncross, il cofondatore di Anthropic Tom Brown e Sarah Heck, responsabile delle politiche pubbliche della società. Tra i tecnici inviati nella capitale figurerebbero anche esperti di sicurezza incaricati di discutere direttamente con i ricercatori governativi.
Secondo Axios, i contatti tra Anthropic e la Casa Bianca sarebbero iniziati già venerdì, con riunioni in remoto tra lo staff tecnico dell’azienda e funzionari governativi. Fonti vicine a entrambe le parti indicano comunque la volontà di trovare una soluzione che consenta di superare l’attuale stallo.
Il punto contestato riguarda le capacità di Fable 5 nel campo della cybersicurezza. Secondo quanto ricostruito dal Wall Street Journal, alcuni ricercatori di Amazon avrebbero mostrato che il modello poteva essere spinto a fornire informazioni su vulnerabilità software modificando il modo in cui venivano formulate le richieste.
Anthropic respinge però l’idea che si tratti di un rischio eccezionale. La società sostiene che i risultati segnalati siano limitati e che non offrano un vantaggio specifico rispetto ad altri modelli già disponibili. Una posizione condivisa da diversi esperti di sicurezza secondo i quali, come scrive Axios, il blocco rischia di indebolire i difensori più dei potenziali attaccanti.
Il precedente che può cambiare il mercato dell’AI
Dietro alla vicenda si agitano timori che avrebbero un impatto ben più vasto del blocco di un modello. Bloomberg legge il caso come una possibile svolta nel rapporto tra governo americano e società dell’intelligenza artificiale: Washington non si limita più a indicare linee guida o chiedere collaborazione volontaria, ma interviene direttamente sull’accesso a un prodotto già lanciato, trattando i modelli più avanzati come tecnologie strategiche.
La paura non riguarderebbe soltanto l’uso improprio da parte degli utenti, ma anche la possibilità che capacità, dati tecnici e pesi dei modelli finiscano nelle mani di avversari geopolitici, in particolare la Cina.
Il blocco di Anthropic potrebbe quindi diventare un precedente per tutto il settore: se il governo americano può intervenire su Fable 5 e Mythos 5, lo stesso principio potrebbe essere applicato domani ai modelli di OpenAI, Google, Meta o di qualunque altro laboratorio impegnato nello sviluppo di sistemi AI avanzati.
Se gli Stati Uniti tratteranno l’intelligenza artificiale più avanzata come una risorsa nazionale da controllare, proteggere e, quando necessario, bloccare, l’epoca in cui i modelli AI possono essere lanciati globalmente come normali prodotti software andrà rapidamente alla fine.
È il timore espresso anche da Dean Ball, ex consigliere per l’intelligenza artificiale dell’amministrazione Trump, secondo cui dopo Mythos gli Stati Uniti avrebbero di fatto instaurato un regime di licenza per l’AI, pur senza regole chiare sui confini del potere pubblico.












