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App Store, nuove linee guida per giochi in streaming e acquisti in-app

Apple ha modificato le linee guida dell’App Store. In conseguenza a quanto sta accadendo in tribunale attraverso la causa che vede Epic Games accusare la società di abuso di posizione dominante per il modo in cui gestisce i pagamenti sulla piattaforma, è stato in parte cambiato il modo con cui vengono revisionate le applicazioni ma anche tutto ciò che riguarda appunto gli acquisti in-app ed i servizi correlati ai videogiochi in streaming.

Lo scopo delle nuove linee guida 3.1.2 e 3.1.3, spiega Apple, è quello di aggiungere maggiore trasparenza, con chiari riferimenti al nuovo modo in cui stiamo gestendo la quotidianità durante la pandemia di coronavirus, tra videoconferenze di lavoro online e lezioni virtuali. Se un’app consente l’acquisto di un servizio in streaming tra due persone come ad esempio una lezione in palestra, una consulenza medica o simili, gli sviluppatori possono utilizzare metodi di acquisto diversi dall’in-app fino ad oggi unicamente possibile. Discorso diverso invece per le offerte che riguardano più persone: in quel caso rimangono validi solo gli acquisti in-app.

Ma le nuove linee guida si concentrano soprattutto sui servizi correlati ai videogiochi in streaming, come ad esempio la piattaforma Xbox di Microsoft e Google Stadia, sebbene Apple non li citi direttamente. Questi videogiochi sono consentiti – si legge – purché aderiscano a tutte le linee guida. Ad esempio, ogni aggiornamento dei singoli videogiochi deve essere sottoposto a revisione, gli sviluppatori devono fornire metadati appropriati per le ricerche. Soprattutto, devono usare il sistema di pagamento interno per sbloccare nuove funzionalità ed offrire eventualmente opzioni di abbonamento.

App Store, nuove linee guida per giochi in streaming e acquisti in-app

Apple spiega che ogni gioco in streaming deve essere inviato all’App Store come singola applicazione, in modo tale che abbia una sua pagina dedicata nel negozio e possa essere integrata nella ricerca di iOS. Le aziende possono tuttavia offrire un’app che funziona da catalogo al quale collegare poi tutte le varie applicazioni, in modo da avere un unico posto in cui raccoglierle. Anche se alcuni dettagli non sono ancora perfettamente chiari, probabilmente queste app funzioneranno solo da “collegamento” al videogioco in streaming vero e proprio. Ci sarà presumibilmente un sistema per poter effettuare il login con il proprio account e, questo invece è chiaro, per tutti i pagamenti si dovrà passare per l’App Store, quindi sottostare alla commissione attualmente fissata al 30% che Apple trattiene per ogni denaro che passa per il negozio.

Questa parte delle nuove linee guida – che gli sviluppatori interessati possono leggere integralmente cliccando qui – arriva dopo che Microsoft ha criticato Apple per averle negato l’accesso del proprio servizio di giochi in streaming xCloud su iPhone e iPad. Ora ci sono i requisiti per poterci entrare, ma bisognerà vedere se Microsoft, Google e gli altri saranno disposti ad accettarli.

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