Apple a braccetto con Microsoft in tribunale

La Casa di Redmond ha l'appoggio di Apple e altre big dell'IT in un caso che vede Microsoft contrapposta al Dipartimento di giustizia USA e che vuole  costringerla a rendere note email e altri dati dei clienti senza che questi ne siano messi a conoscenza.

Microsoft ha l’appoggio di Apple e altre aziende IT in un caso che vede la Casa di Redmond contrapposta al Dipartimento di giustizia USA che vuole costringerla a rendere note email e altri dati di clienti senza che questi ne siano messi a conoscenza. La Mela ha il ruolo del cosiddetto amicus, un termine giuridico con il quale ci si riferisce a chiunque, che non sia parte in causa, offra volontariamente informazioni alla corte su un aspetto della legge o su altre parti del caso, per aiutare la corte a decidere.

Oltre ad Apple – spiega Reuters – Microsoft ha l’appoggio di Mozilla, Lithium Technologies (specializzata in software social per gli ambienti enterprise) e Twilio (azienda che propone soluzioni di comunicazioni in cloud), Google, Snapchat, Salesforce, Twitter, Electronic Frontier Foundation, Delta Air Lines, la Camera di commercio statunitense, la National Association of Manufacturers (Associazione nazionale degli industriali), il Washington Post, Fox News e altri ancora.

Ad aprile di quest’anno, Microsoft aveva citato in giudizio il dipartimento di giustizia americano, sostenendo che le sue richieste violano la costituzione impedendole di notificare ai clienti le richieste del governo di accedere a dati e alle loro mail. La Casa di Redmond fa leva sul primo emendamento (sulla libertà di parola) e sul quarto che stabilisce il diritto per le persone e per le imprese di essere informate se il governo perquisisce o sequestra loro proprietà.

Da parte sua, il Dipartimento di giustizia USA evidenzia che motivi di segretezza e “ragioni di pensare” che tali rivelazioni pregiudicherebbero le indagini in corso. Microsoft concorda entro un certo limite ma è in disaccordo con la frequenza e la facilità con la quale avvengono simili richieste nel corso delle quali è richiesto l’obbligo di riservatezza.

Come Microsoft, anche Apple si è più volte scontrata con il Dipartimento di Giustizia e agenzie governative per mandati concernenti richieste per ottenere dati dei consumatori e per il suo diritto di informare i clienti di tali richieste. Le problematiche sulla privacy dei dati sono sempre più sentite negli USA. Il governo americano negli ultimi anni ha aumentato in modo enorme le richieste di informazioni; da tempo molti colossi del mondo hi-tech chiedono di limitare le informazioni che le autorità governative possono ottenere, spingendo verso una maggiore responsabilità e vigilanza.

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