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Apple eliminerà le restrizioni di Siri con le app di messaggistica di terze parti

Apple ha in cantiere di offrire anche alle app di messaggistica terze parti la possibilità di sfruttare Siri eliminando le restrizioni attuali. A riferirlo è il sempre affidabile Mark Gurman di Bloomberg, spiegando che questo significa la possibilità di sfruttare l’assistente vocale di Cupertino con app quali WhatsApp, Skype e Facebook Messenger senza che l’utente debba ogni volta precisare la piattaforma da utilizzare.

Stando a quanto riporta Gurman, l’azienda di Cupertino dovrebbe rilasciare un aggiornamento software entro la fine dell’anno che permetterà alle app di messaggistica di funzionare meglio con l’assistente vocale. Attualmente, quando gli utenti iPhone chiedono a Siri di chiamare o inviare un messaggio a un amico, per default viene aperta l’app Telefono o Messaggi di Apple. Se si vuole sfruttare WhatsApp o Skype bisogna specificarlo espressamente.

Quando sarà disponibile l’aggiornamento di iOS in questione, Siri selezionerà in automatico le app abitualmente usate dall’utente per comunicare con quel determinato contatto. Se, ad esempio, un utente effettua abitualmente chiamate vocali Skype per comunicare con il contatto A, al comando «Ehi Siri, chiama A» l’assistente vocale avvierà in automatico una chiamata Skype e non invece l’app Telefono di iPhone. Se invece l’utente scrive abitualmente messaggi con WhatsApp per comunicare con l’utente B, al comando dovale «Ehi Siri, scrivi messaggio a B» l’assistente vocale invierà direttamente il messaggio tramite WhatsApp e non con Messaggi di Apple.

Siri e Google Assistant pari merito nella gara per l’assistente vocale più utilizzato

Per sfruttare questa nuova funzionalità in arrivo di Siri, gli sviluppatori dovranno aggiornare le loro app per tenere conto della novità offerta da Siri ma sarà ovviamente meglio per loro offrire agli utenti anche questa possibilità. Sembra che inizialmente questa nuova funzione sarà rilasciata per le app di messaggistica, mentre successivamente in futuro la funzione sarà estesa da Apple anche alle chiamate.

Apple sta facendo varie valutazioni per quanto riguarda l’App Store, e le app di terze parti concorrenti a quelle di serie fornite con il telefono, complice anche la recente decisione dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, che ha stabilito che i consumatori hanno il diritto di fare causa ad Apple per pratiche anticoncorrenziali relative all’App Store, rispondendo ad alcuni consumatori che hanno paventato la possibilità di una posizione dominante del proprio marketplace elettronico. Sull’argomento è intervenuto recentemente anche Tim Cook.

A questo proposito, l’autorità antitrust statunitense ha recentemente chiesto di avere dettagli sulle policy aziendali in materia. Un portavoce di Apple ha dichiarato quanto segue:

Tim Cook è in Germania, visita gli sviluppatori e brinda all’Oktoberfest«Apple offre agli utenti un’esperienza possibile dall’integrazione di hardware, software e servizi. Dal primissimo iPhone, abbiamo incluso app per offrire ai clienti una grande esperienza direttamente appena estratto il telefono dalla scatola per fare telefonate, riprodurre musica, navigare sul web e altro ancora. Con ogni nuova generazione di iPhone, abbiamo compiuto progressi nelle funzionalità di serie per i nostri clienti con poche app di default progettate per offrire grandi prestazioni, lunga durata della batteria, integrazione trasparente e protezioni all’avanguardia per la sicurezza e la privacy.

Abbiamo creato anche l’App Store, il luogo più sicuro per ottenere le app, in modo da permettere agli utenti di scegliere tra milioni di app e individuare quelle che permettono di arricchire ulteriormente la loro esperienza con iPhone. Nelle poche categorie nelle quali Apple mette a disposizione sue app, sono presenti molti concorrenti di successo, e siamo fieri che il loro successo abbia contribuito a creare quasi due milioni di posti di lavoro negli Stati Uniti, un fiorente mercato multimiliardario per gli sviluppatori. La nostra Stella Polare è sempre pensare a creare i prodotti migliori per i nostri clienti e per questo iPhone ha la più alta percentuale di soddisfazione del settore».

Gli utenti sono disposti a pagare 4 dollari al mese per le app più famoseLa multinazionale di Cupertino evidenzia che le app di Apple preinstallate di default rappresentano solo lo 0,00002% su circa 2 milioni di app presenti nell’App Store. Una inchiesta del New York Times a metà settembre, ha messo in discussione alcune scelte di Apple, affermando che per anni le app dell’azienda sono state mostrate in evidenza nei risultati delle ricerche, rispetto a quelle della concorrenza.

Phil Schiller e Eddy Cue, due tra i più importanti dirigenti di Cupertino, hanno escluso che gli algoritmi fossero stati compilati con l’obiettivo di favorire le app di Apple. Secondo la multinazionale le app di Apple sono state reclamizzate solo l’1% delle volte all’interno delle Storie di App Store. L’azienda riferisce inoltre che offre agli sviluppatori la possibilità di avere come target un pubblico di centinaia di milioni di potenziali utenti in 155 diversi paesi, senza bisogno di investire tempo e denaro per distribuire le loro app. Agli sviluppatori sono offerti gratuitamente strumenti di marketing utilizzabili anche nei social media, permettendo agli utenti di ottenere raccomandazioni personalizzate e agli sviluppatori consigli direttamente da Apple.

Tutto quello che c’è da sapere su iOS 13 è in questo approfondimento di Macitynet. Tutte le notizie su iPhone sono disponibili a partire da questa pagina.

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