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Apple: “Epic vuole che diventiamo come Android, ma non è quello che vogliamo”

In un tribunale federale di Oakland (California) si sta svolgendo il processo che vede contrapposte Apple e Epic Games; quest’ultima ha citato in giudizio la Casa di Cupertino dopo la rimozione dall’App Store di un controverso aggiornamento del gioco Fortnite, un update che introduceva un sistema di pagamenti interno al gioco ed esterno all’App Store, violando le regole di Apple. Epic accusa Apple di sfruttare una posizione di monopolio trattenendo percentuali sui pagamenti dentro alle app, obbligando al passaggio dall’App Store per gli acquisti in-app.

Nelle osservazioni introduttive, riferisce il sito Macrumors, i legali di Epic Games hanno cercato di rappresentare l’App Store come anti-competitivo e monopolistico, evidenziando che gli sviluppatori sono obbligati ad usare il sistema dei pagamenti in-app versando in tal modo una commissione del 30% sulle vendite a Apple (la commissione scende al 15% dopo il primo anno e le imprese che guadagnano fino a 1 milione di dollari l’anno).

Epic ha descritto l’App Store come un “giardino murato”, presentando mail di attuali ed ex dirigenti quali: Steve Jobs, Phil Schiller, Craig Federighi, Eddy Cue, e Scott Forstall.

Epic Games vuole obbligare Apple a offrire la possibilità di usare App-store di terze parti su iOS e permettere agli sviluppatori di usare metodi di pagamento alternativi ma Apple ha sostenuto che un unico e altamente curato App Store è fondamentale per proteggere la sicurezza, la privacy, l’affidabilità e la qualità che gli utenti si aspettano da App Store.

“Epic vuole che diventiamo come Android, ma non è quello che vogliamo”, ha detto il legale della Mela Karen Dunn, facendo riferimento alla possibilità di scaricare app per Android da store alternativi, all’infuori del Play Store di Google. “Non lo vogliono neanche i nostri consumatori”, ha aggiunto l’avvocatessa della Mela.

Epic Games vuole obbligare Apple a ripubblicare Fortnite su App Store

Nell’ambito del procedimento legale, tra i primi chiamati a testimoniare, Tim Sweeney, CEO di Epic, il quale ha riferito che un meccanismo di pagamenti diretti mostrebbe agli utenti che Apple esercita il “controllo totale” su iOS e sul software disponibile per la piattaforma.

Il caso portato in tribunale da Epic Games, durerà tre settimane; tra le persone che saranno chiamate a testimoniare anche il CEO di Apple, Tim Cook. Nel mondo dell’hi-tech, le conclusioni che deriveranno dal processo antitrust contro Cupertino sono viste come uno spartiacque delle tesi anti-monopolitische nell’economia digitale.

La diatriba di Epic Games contro Apple è iniziata con l‘introduzione in Fortnite di un sistema di pagamenti diretto vietato dalle regole di App Store, ma anche dal regolamento di Google Play Store: il gioco è stato espulso da entrambi i negozi digitali. Tutti gli sviluppi della vicenda sono disponibili da questa pagina.

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