Byword 2, la macchina per scrivere del web

Recensito Byword 2 l’app per macOS sempre più potente per il web. Niente più acquisti in app per pubblicare direttamente su Medium, WordPress, Tumblr, Blogger ed Evernote

Il Markdown, il linguaggio di marcatura leggero e a misura d’uomo che ben conosciamo, è nato per farci scrivere meglio per la rete. In teoria, per i blog e altro. Ci sono tantissime soluzioni per adoperarlo ad esempio per il proprio blog oppure per gestire un sito web, però quasi sempre portano con sé il bisogno di passare attraverso uno stadio intermedio, un passaggio in più (renderizzazione dei contenuti, copia-e-incolla del testo convertito in html o nell’editor del blog sul browser). Invece, Byword, che è una vecchia conoscenza del mondo Apple, ha deciso di virare decisamente verso l’app piccola ma estremamente funzionale potenziando quel che già c’era anziché cercare di espandersi ulteriormente (come hanno fatto altri ad esempio come Ulysses).

Mantiene una maggiore leggerezza di funzionalità rispetto ad esempio a iA Writer, ma al tempo stesso potenzia la sua abilità di interagire direttamente con i contenuti online. Ed elimina il filtro dei pagamenti in-app che finora faceva da velo al desiderio di essere utilizzata in questo modo.

Byword 2

Come si presenta Byworld oggi

Disponibile per tutte le versioni di macOS da OS X 10.8 in su (quindi richiede un sistema operativo totalmente a 64 bit) l’app Byword giunta alla versione 2.8 si presenta molto semplice e completa, con una ricca integrazione per iCloud e per il formato di documenti RTF, che gli autori considera la modalità di esportazione principale accanto a quella in HTML. Non solo è possibile esportare in RTF, ma anche copiare direttamente in questo formato nella clipboard dal testo del documentio, salvando un intero passaggio di esportazione verso l’esterno, se per esempio si vuole incollare il contenuto del testo scritto in una mail o in un CMS online.

Anche Byword segue un approccio minimalista alla iA Writer “classico”, a cui è rimasto fedele, ma con alcune differenze rispetto al modello di iA Labs che poi sono quelle che rendono il software piuttosto intrigante oggi. Innanzitutto per la completezza della piattaforma di scrittura: Byword esiste solo nell’ecosistema Apple ma sia per il Mac che per iPhone e iPad. Utilizza come sistema principale di sincronizzazione iCloud ma può usare anche altri sistemi come Dropbox. Il problema di come fare con quest’ultimo sistema si pone solo per quanto riguarda iOS perché su Mac in realtà Byword semplicemente apre e chiude documenti sul filesystem locale.

Byword 2

La gestione minimalista delle impostazioni

Byword ha poi un sistema minimalista ma molto potente di regolazione dei margini, del font e del tema, che è diverso da quello di iA Writer. Si possono scegliere due temi (chiaro e scuro) e si possono scegliere tutti i font che si vogliono (il primo che viene proposto è l’ottimo San Francisco di macOS con dimensione preimpostata a 17 punti, per altri font privilegiati l’opzione è sempre preimpostata a 15 o 17 punti) e tre tipi di paginazione con margini stretti, medi e larghi. Oppure, se si vuole, si può scegliere di lavorare anziché in markdown in RTF e vivere felici come se si stesse utilizzando una versione più semplice ma potente di TextEdit.

Byword su macOS mantiene sempre “grigia” e sfumata sia la parte alta della finestra, mentre si sta scrivendo, che quella bassa. Spreca un po’ di spazio, ma l’approccio ha un senso: in questo modo non solo ci si concentra di più sulla scrittura del testo anziché sulla gestione degli spazi, ma si hanno anche sott’occhio in maniera coerente le informazioni: in basso si vede se si lavora in markdown e quante parole/caratteri si sono scritti, oppure in modalità anteprima si possono vedere le modalità di esportazione, cioè Copia HTML, Esporta e Pubblica. La scorciatoia di tastiera per arrivarci è logica: come per la stampa (Mela-P) ma con in più il tasto opzione (Mela-Opzione-P).

Non è però tutto oro quel che luccica

Due problemi: si esporta solo HTML, perché per avere RTF bisogna fare un altro giro, e cioè menu Archivio, Esporta, dove ci sono anche tutti gli altri formati (HTML, RTF, Word, Pdf, Latex), ma solo pochi con scorciatoria di tastiera. E poi c’è la parte di integrazione con i siti di pubblicazione online più Evernote.

Abbiamo provato solo la versione con Blogger, che viene raramente presentato come opzione, e visto l’impostazione degli altri sistemi pur senza pubblicare niente. Ci sono una serie di problemi che sono poi comuni a tutte le app di questo tipo che lavorano con il blog di Google e lasciano pensare che sia un problema di API dei servizi. In pratica: non si può scegliere se pubblicare o lasciare in draft, non si possono recuperare le tag ma bisogna ricordarsi quelle che si usano di solito (e questo è molto scomodo). La stessa cosa non accade invece con Medium o con WordPress per lo stato di quel che pubblichiamo ma avviene per le tag.

Comune a tutti invece è che la finestra con la titolazione e pubblicazione del post viene a coprire il testo e rende impossibile scorrere quel che si è scritto (piuttosto scomodo) e infine ci sono spesso errori di conversione assenti invece esportando in formato HTML. Ad esempio, parti di testo in corsivo, che il markdown indica con asterisco all’inizio e alla fine della frase, quando si va a capo e si chiude la tag in un secondo paragrafo non vengono più convertiti correttamente, ma nella conversione HTML sì.

I grandi pregi di una piccola app

Se si guarda alla modalità di lavoro usuali la prima qualità di Byword per Mac è la stabilità. Che non bisogna mai dimenticare perché è diventata ad esempio un problema per iA Writer nelle ultime versioni. Invece Byword, con cui stiamo scrivendo la sua stessa recensione, va via che è un piacere.

Secondo vantaggio, la flessibilità delle finestre, che possono essere ridimensionate quanto si vuole senza compromettere le funzionalità. Altre app (come il solito iA Writer) avevano nella versione Classic un modo molto comodo e molto scomodo al tempo stesso: scalavano la dimensione del font assieme alla finestra ma lasciavano bloccata la marginazione e non consentivano di ridurre la dimensione oltre una certa proporzione.

Terzo vantaggio: le scorciatoie di tastiera ci sono (quasi) per tutto. Byword è una vera macchina per macinare testo, con le scorciatoie tipiche del Mac e quelle di settore del Markdown. Inoltre, i nuovi fogli di stile per il rendering (che possono essere acclusi assieme al documento esportato) sono più leggibili e ben formattati.

Byword 2

 In conclusione

Ci sono due o tre scorciatoie di tastiera che cambiano rispetto ad altre app simili (e mi riferisco principalmente a iA Writer, vero benchmark nel settore) e altre cose che invece mancano, come la possibilità di assegnare il livello di titolo a una riga semplicemente indicando con Mela–1…2…3 quale titolo si preferisce (h1, h2, h3 etc). Anche inserire i link in una sezione del testo funziona con scorciatoia di tastiera (Mela-K) ma non inserisce il contenuto della clipboard nel caso sia strutturato come un link (cioè inizi con “http”). Infine, sono disponibili le cose che ci vogliono: Focus di riga o di paragrafo, e modalità macchina per scrivere (che viene più liberalmente chiamata “macchina da scrivere) che consentono una gestione molto più precisa della modalità di inserimento del testo.

Sono tre cose in croce, però è incredibile quanto spesso manchino nelle altre app sia gratuite che a pagamento che si trovano sul mercato. E parlando di pagamento, il prezzo di questo software non è alto ma non è decisamente neanche popolare: quasi 11 euro, che però sono un buon investimento dato che adesso l’acquisto in app della pubblicazione sui blog è diventato gratuito.

Vale la pena comprarlo? Se si possiede anche iPhone e iPad e si utilizza Byword anche in quel contesto allora l’acquisto su Mac è di rigore. In realtà non è strettamente necessario, perché si possono utilizzare tutte le app che si vogliono, come ha senso che sia per chi vuole utilizzare il markdown, che è un formato aperto basato su file di solo testo.

Prezzo e disponibilità
Byword costa 11,99 per Mac da questa pagina di Mac App Store, ed è disponibile anche per iPhone e iPad su App Store a 5,99 euro.

Pro

  • Essenziale ma potente
  • Mette al centro RTF oltre ad HTML
  • Si pubblica su WordPress, Medium, Blogger ora gratuitamente
  • Si esporta anche in Latex

Contro

  • Si potrebbe migiorare ancora la pubblicazione online
  • Alcune scorciatoie di tastiera vanno limate un po’
  • La parte alta della finestra di lavoro potrebbe essere migliorata

Byword 2