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CloudMounter: così Google Drive, Dropbox e altri servizi cloud diventano vere cartelle remote

CloudMounter è una utility che consente di montare i dischi virtuali di servizi di hosting come Dropbox, Google Drive e altri ancora, alla stregua di dischi locali, senza bisogno di caricare i file che sono online sull’unità locale.

Il sistema supporta Dropbox, Google Drive, Amazon S3, Microsoft OneDrive, (S)FTP, WebDAV e server OpenStack Swift nel Finder, permettendo di gestire questi servizi alla stregua di file e cartelle nel Finder.

Tutte le cartelle e i documenti di questi servizi visualizzati nel Finder non sono locali ma risiedono in realtà nel cloud. Il sistema è comodo in particolare per chi ha unità SSD di piccole dimensioni poiché non è necessario attivare operazioni di sincronizzazione tra unità locali e cloud. Le funzionalità di sincronizzazione supportate da vari servizi, permettono di avere accesso a tutti i file di una cartella sul cloud ovunque si è eseguito l’accesso al proprio account. Tutte le modifiche (aggiunte, eliminazioni ecc.) apportate ai file della cartella di un servizio saranno sincronizzate. Questo significa che, una volta sincronizzato un file in un servizio, è possibile accedervi da qualsiasi dispositivo (computer, telefono, tablet ecc.) collegato al proprio account, a patto ovviamente di avere spazio di archiviazione a sufficienza.

Con CloudMounter si lavora senza sincronizzazione, visualizzando cartelle e file sui server remoti allo stesso modo di quanto avviene con cartelle e file in locale. Nel momento in cui scriviamo l’applicazione è offerta a 2,29 euro sul Mac App Store contro i 32,71 euro venduta normalmente sul sito dello sviluppatore. Il requisito minimo è OS X 10.10 o seguenti. Dal sito dello sviluppatore è possibile scaricare una versione dimostrativa (funziona per 15 giorni).

 

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