L’arrivo dei processori Intel non significherà solo la fine dei PPC ma anche la conclusione definitiva di un’altra era, quella di Mac OS Classic. Con l’avvento dei nuovi chip, infatti l’hardware di Apple e il suo sistema operativo Mac OS X non saranno più in grado di operare con il vecchio codice. A far intuire, pur senza confermare in maniera diretta, questa piccola (ma forse non troppo) rivoluzione nella rivoluzione è stato Phil Schiller.
‘Il supporto di Classic – ha detto il responsabile del marketing – è tutt’altro che una necessità . Un’indagine dimostra che chi acquista il nostro sistema operativo ben difficilmente ha questa richiesta, anzi ben difficilmente si trova ancora qualcuno che usi Classic in Mac OS X’.
Fonti che rimangono anonime ma che alcuni media collocano molto vicino ai vertici di Cupertino avrebbero confermato che la conseguenza diretta sarebbbe l’abbandono dell’ambiente Classic e quindi l’impossibilità di far girare vecchie applicazioni su ‘Macintel’.
Oltre a ragioni di marketing dietro alla scelta ci sarebbero, forse, anche problemi di carattere tecnico. Rosetta, l’ambiente di emulazione che dovrà tradurre il codice per PPC in codice x86 non sarà in grado di fare il doppio lavoro, supportando anche Classic.
Diversi osservatori paiono, in ogni caso, condividere la posizione di Apple sulle richieste di mercato per un supporto di Mac OS 9. D’altra parte la fine definitiva del sistema operativo sarà decretata con la scomparsa dal mercato dell’ultimo Mac con processore PPC, il che non avverrà prima della fine della primavera del 2007. Un tempo sufficientemente lungo per dare modo di pianificare la migrazione anche degli ultimi ritardatari.
Nonostante Apple, da tempo, non sviluppi più in alcun modo il vecchi sistema operativo, i vecchi software, salvo rare eccezioni, hanno sempre avuto la possibilità di funzionare nell’ambiente che si può definire d’emulazione Classic.












