Home Hi-Tech Hardware e Periferiche Craig Federighi: Apple si è "superata" con il chip M1

Craig Federighi: Apple si è “superata” con il chip M1

Apple ha pochi giorni addietro presentato i primi Mac con M1, una CPU “fatta in casa” e che promette meraviglie. I primi computer arriveranno a brevissimo nelle mani degli utenti e  Craig Federighi, Senior Vice President Software Engineering d Apple, e  John Ternus, Vice Presidente hardware engineering di Apple, hanno parlato con The Independent dei nuovi Mac.

Annunciando i nuovi MacBook Air, MacBook Pro 13″ e MacBook mini con chip M1, ha descritto l’M1 come “il chip più veloce dei processori nel 98% dei PC portatili venduti lo scorso anno”, risultati che sembrano essere corroborati dai primi benchmark apparsi su internet. Nei test single-core i nuovi Mac sembrano più veloci di qualsiasi altro Mac e sembrano in grado di battere anche macchine di alto livello come il MacBook Pro 16″ nei test multi-core.

Per quanto riguarda le performance, Federighi dice che Apple si è “superata”, e che l’M1 si è rivelato essere migliore di quanto Apple avesse immaginato, al punto che i dirigenti stessi sono rimasti stupefatti in merito a elementi quali la durata della batteria.

«Ci siamo superati», ha detto Federighi. «Hai questi progetti dove a volte raggiungi un obiettivo e ti piace»; «ci siamo andati molto vicini ed andava già bene». “Abbiamo cominciato a riferire i numeri sulla durata della batteria, e abbiamo avuto reazioni del tipo: “Stai scherzando?”.

Ternus riferisce che durante il processo di sviluppo è apparso evidente che il chip fosse in grado di fare più di quanto previsto. I team di Apple si sono appassionati ed entusiasmati del chi, continuando a spingere e ottimizzare.

Per quanto riguarda il nome, Joswiak ha riferito che “M1 ha molto senso per un chip destinato al Mac” spiegando che Apple mira ad utilizzare lettere che abbiano un significato. Nei chi della serie Ax usati su iOS la lettera “A” è a 2uanto pare un riferimento a Apple, nei chip usati per le cuffie si usa la “H” (per “headphones”).

I nuovi MacBook Pro 13″, ‌MacBook Air‌ e Mac mini usano lo stesso chip. Federighi riferisce che il principale fattore di differenziazione è la capacità termica (la possibilità di assorbire per un tempo breve un calore elevato senza aumentare di molto la sua temperatura). Il MacBook Air vanta un design senza ventole (il calore generato dal sistema viene disperso da un dissipatore in alluminio: anche quando dà il massimo, MacBook Air è completamente silenzioso), mentre il MacBook Pro sfrutta un sistema di raffreddamento attivo ed è dunque in grado di offrire performance ancora più elevate.

Con MacOS Big Sur, per i Mac con processore M1 è tutto un altro mondo

L’intera lineup dei Mac sta affrontando la fase di passaggio verso le nuove CPU Apple Silicon, transizione che verrà completata entro due anni. Quando si parla di Mac con Intel, i dirigenti Apple riferiscono che si tratta di macchine affidabili per ciò che sono state pensate. Federighi evidenzia che i Mac con CPU Intel eseguono Big Sur e avranno l’attenzioni di Apple “ancora per molti anni”. Cupertino prevede una transizione senza intoppi, merito anche dell’esperienza nella precedente transizione del 2006, con il passaggio dei Mac da PowerPC a Intel.

Il design delle macchine appena presentato non è cambiato ma Ternus riferisce che i nuovi Mac “lasciano il segno” per le performance in grado di garantire e che rappresentano “straordinarie fondamenta” per dare via alla transizione.

“Non cambiamo il design solo per il gusto di farlo. Abbiamo in questo caso una grande piattaforma, e abbiamo un nuovo grande processore: potevano sposarli in qualcosa di realmente spettacolare ed è questo lo spirito che ci ha guidato”.

Con macOS Big Sur, Apple ha in qualche modo unificato iOS e macOS permettendo di eseguire le app iPhone e iPad su Mac e agli sviluppatori di creare una singola app per tutte le piattaforme. I dirigenti di Apple hanno sempre detto che non esistono piani per fondere macOS e iPadOS e confermano che sarà così, nonostante l’arrivo di app “universali”. Federighi riferisce anche che non esistono piani per l’arrivo di Mac co touchscreen e anzi si è meravigliato nel leggere nei mesi passati indiscrezioni secondo le quali Big Sur mostrava icone più spaziate, presunto segnale di Apple al lavoro su funzionalità touchscreen per il Mac. Il manager della Mela spiega ancora che Apple progetta e fa evolvere il look di macOS in modo da far sentire gli utenti a proprio agio nell’uso dei vari dispositivi, e che l’idea di un Mac touch non è stata lontanamente presa in considerazione.

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