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FBI: la battaglia sulla cifratura continuerà a lungo

Il direttore dell’FBI James Comey ha detto che il governo degli Stati Uniti continuerà la sua battaglia legale con le compagnie hi-tech per ottenere backdoor per l’accesso ai dispositivi cifrati, facendo intendere che tali misure permetterebbero di indebolire organizzazioni terroristiche come quelle del cosiddetto Stato Islamico.

Stando a quanto riporta Reuters, nel corso di una recente riunione con alcuni giornalisti il direttore dell’ente investigativo ha detto che la cifratura consente di adoperare tattiche di spionaggio e dibattendo sulle questioni legali e su quelle che riguardano la privacy bisogna chiedersi se il governo federale possa obbligare le compagnie hi-tech a sbloccare dispositivi nell’interesse della sicurezza nazionale.

A marzo il Dipartimento di Giustizia ha sbloccato l’iPhone di uno degli attentatori di San Bernardino ricorrendo a strumenti di un non precisato appaltatore dopo che Apple ha rifiutato di fornire assistenza per bypssare i meccanismi di cifratura perché, secondo quest’ultima, integrare simili funzionalità (sviluppando un firmware ad hoc), metterebbe a rischio la sicurezza dei suoi utenti.

Comey ha anche detto che i meccanismi di cifratura end-to-end integrati dall’inizio dell’anno in WhatsApp (proprietà di Facebook) stanno avendo moltissime ripercussioni sul lavoro dell’FBI contro i criminali, anche se al momento l’ente non ha intenzione di portare in giudizio l’azienda in questione.

Da ottobre dello scorso anno a oggi gli esperti dell’FBI hanno esaminato 4000 dispositivi e non stati in grado di sbloccarne circa 500. Comey non dice se i 500 dispositivi che l’FBI non è in grado di sbloccare sono dello stesso tipo e con lo stesso sistema operativo dell’iPhone del caso San Bernardino, ma l’agenzia fa capire che proverà a sfruttare gli stessi meccanismi di sblocco.

L’identità dell’azienda che è stata in grado di sbloccare l’iPhone di San Bernardino non è stata ufficialmente rivelata e Comey afferma che neanche lui conosce l’appaltatore; ritiene di sapere chi siano le persone coinvolte ma non può fare nomi.

Comey ha detto ancora che da agosto dello scorso anno a oggi il numero di americani che aderiscono allo Stato Islamico è sceso a una media di una persona al mese, in calo rispetto alle 6/10 persone al mese che aderivano all’organizzazione terroristica un anno e mezzo addietro. “Penso che il brand ISIS negli USA abbia perso fascino in modo rilevante”.

La battaglia cui fa cenno Comey non riguarda solo gli USA. Solo ieri, per fare un esempio, si è appreso che uno dei telefoni sequestrati ai presunti terroristi afghani e pakistani arrestati a Bari era un iPhone. All’interno del cellulare potrebbero esserci informazioni preziose su complici e obbiettivi, ma è impossibile sbloccarlo, come invece è stato fatto con telefoni di alcuni complici.

James Comey
James Comey

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