Due mesi con iPadOS beta: cosa bisogna sapere

Tutto quello che serve sul nuovo sistema operativo per iPad e già che ci siamo anche un po’ di cenni a quello per iPhone e iPod Touch

Quattro mesi con iPadOS beta: cosa bisogna sapere

Non abbiamo fatto in tempo ad abituarci al nostro buon vecchio iOS 12 che già siamo arrivati a quota tredici. Anzi, 13,1 visto che le versioni preliminari – la beta che abbiamo cominciato a provare sul nostro iPad Pro di lavoro e sull’iPad mini 5 – sono addirittura più avanti della golden master che verrà rilasciata in questi giorni.

La prima cosa da sapere di iPadOS è che non si tratta solo di una trovata di marketing. Nonostante il cuore e la struttura sia quella di iOS, adesso ci sono dei cambiamenti solo ed esclusivamente per il mondo iPad che Apple ha ritenuto a nostro avviso giustamente di portare fuori dal filone.

iPadOS le novità al lavoro

Le cose da sapere cominciano con la schermata Home, che adesso ha un effetto “a fisarmonica” destra-sinistra e permette di comprimere in orizzontale le icone, facendo uscire fuori gli elementi che prima facevano parte solo della schermata widget, offrendo così un nuovo mondo di interazioni anche grazie alle azioni componibili “Scorciatoie”. Ma c’è ovviamente di più.

Quattro mesi con iPadOS beta: cosa bisogna sapere

Slide Over e Split View

Cominciamo con Slide Over e Split View, che adesso sono ancora più facili e potenti. Permettono di interagire in maniera più completa di prima con le app e di interagire con tre per volta: due appaiate e una che galleggia sopra. Inoltre, non c’è più un limite alle coppie che si possono creare: si può avere una coppia Safari-iA Writer e un’altra con Safari-Mail. Perché le app finalmente non sono più vincolate a una sola finestra.

Lo Slide Over permette di avere adesso un carosello di app utilizzate, che rende ancora più facile il multitasking. Questo però a scapito dello spazio: non abbiamo provato su un iPad Pro 12,9 ma già con il modello 11 pollici ci siamo dovuti regolare. E per quanto riguarda il mini di quinta generazione con uno schermo da 7.9 pollici, si tratta di un esercizio molto minimal.

L’integrazione con Apple Pencil

Grande vantaggio che deriva dalla nuova libreria grafica di iPadOS è l’integrazione con la penna di Apple, anzi con le due generazioni di penna di Apple, perché ricordiamo che mentre gli iPad Pro di ultima generazione sono compatibili con quelle a ricarica per induzione e senza cappuccio in fondo, i vecchi iPad Pro e i nuovi iPad Air 2 e iPad mini V sono compatibili con la vecchia Pencil.

Latenza sempre più ridotta, se si adopera una pellicola salvaschermo che genera un po’ di attrito c’è anche la bella sorpresa di avere un effetto praticamente come con la carta. Apple adesso ha integrato molto comodamente un pannello per la grafica un po’ ovunque. Si possono fare disegni molto belli (se vi riesce) con l’app Note ma si possono anche prendere appunti e commentare le pagine su Mail, sugli allegati, sui pdf, sugli screenshot, sulle pagine web, sul corpo delle email stessa. E poi si può anche scrivere, ovviamente.

In questo ambito sono arrivate tre nuove gesture multitouch per fare copia, incolla e annulla. Soprattutto l’ultima, che prima richiedeva lo scuotimento del dispositivo se lo sviluppatore non esponeva la funzione del tasto “cancella” o “Undo”, era francamente ridicola.

Quattro mesi con iPadOS beta: cosa bisogna sapere

Evviva la tastiera

Riprendendo quello che è stato fatto anche con iOS 13, iPadOS introduce una nuova tastiera non solo fluttuante ma anche capace di sfruttare lo swipe che Apple chiama QuickPath. Si tratta di un qualcosa di ben conosciuto nel mondo Android, ma l’implementazione è originale e ben fatta. Questo, unito al fatto che è possibile continuare a usare il meraviglioso doppio sistema di scorciatoie per accedere a numeri, punteggiatura, caratteri speciali e altro semplicemente muovendo le dita sulla tastiera, bisogna dire che il bisogno di scrittura anche su vetro è più che soddisfatto con la nuova doppietta di sistemi operativi mobili, sia su schermi piccoli che su schermi più grandi.

La gestione dei documenti, finalmente

Oltre alle scorciatoie da tastiera fisica abbondantemente potenziate, la possibilità di agganciare un mouse – solo come modalità per persone disabili – e quella di avere una gestione più completa dei font, arriva finalmente la nuova versione dell’app File.

È forse una delle funzioni che abbiamo più messo alla prova e che ci ha dato più soddisfazioni, oltre al multitasking. Ancora non siamo ai livelli di un computer ma, se avete abbastanza spazio nel cloud e nel dispositivo, perché finalmente è possibile salvare documenti tra loro eterogenei all’interno della memoria di iPad senza dover ricorrere alla sandbox di una singola app.

Abbiamo provato chiavette di memoria, dischi esterni, unità SSD, tutto connesso via USB-C oppure usando l’adattatore di Apple se c’era la presa USB-A. Tutto andato perfettamente. Apple non fa montare il file system dei dispositivi esterni quindi è anche sicuro rimuoverli (tranne quando si stanno compiendo operazioni). L’interfaccia è migliorabile perché non permette di sfruttare al meglio lo spazio dello schermo di iPad, ma è già un inizio. Un giorno Apple probabilmente ci permetterà di utilizzare al meglio tutti quei pollici quadrati di prezioso schermo Retina, anziché costringerci a una schermata centrale.

La gestione dei file è adesso completa, con tanto di vista a scalare e accesso ai metadati. C’è da sperare che venga semplificata la struttura dei file su iPad, con la duplicazione locale/icloud, ma non succederà a breve. Invece, sarebbe meglio avere degli indicatori più funzionanti per quanto riguarda la sincronizzazione con il cloud di Apple, che ci permettano magari di dare la priorità alle cose che ci interessano di più.

Si può anche lavorare su cartelle condivise, e questo assieme all’accesso ai server locali o remoti rende l’iPad uno strumento da combattimento per ci deve lavorare in leggerezza.

Quattro mesi con iPadOS beta: cosa bisogna sapere

Safari e privacy
Non solo modalità scura – che chi scrive non adopera quasi mai – ma anche Safari con nuove impostazioni per la privacy sempre più stringenti e una sicurezza maggiore, come anche tutto iPadOS se è per questo.

Abbiamo apprezzato la possibilità di cominciare a usare sul serio Google Docs, Squarespace e soprattutto WordPress dall’iPad: a questo punto è una questione soprattutto di spazio sullo schermo. Per questo consigliamo di usare gli iPad da 10.5 pollici in su se pensate di trasformarlo in uno strumento di lavoro.

Il gestore dei download è collegato all’app File, le impostazioni di privacy assieme al tipo di versione del sito che si può ottenere (mobile o desktop) si regolano a grana fine. Insomma, Apple qui ha fatto un grande lavoro.

Il nuovo Foto

Un ultimo giro di opinioni su Foto. Anche questa app come tutte le altre è stata rivista nell’interfaccia. A differenza di Mail, che è stata rivista in maniera piuttosto radicale dal punto di vista della grafica introducendo una nuova gestione meno piacevole della precedente, e a differenza della schermata di condivisione che troviamo meno piacevole sempre graficamente, Foto è stata messa a punto molto bene.

L’app è più veloce – e questo probabilmente è un dato condiviso con tutte le altre app di iPadOS perché la nuova versione del sistema operativo è generalmente più performante e fa aprire in modo più veloce tutto quanto – e pensata meglio. Uno spruzzo di intelligenza artificiale e Foto sceglie lei quali immagini farci vedere per ogni settimana o mese. Si tratta di una sintesi bella e gradevole, che prende il via dal motore di riconoscimento dei volti e delle scene, continua con gli eventi (ottima idea da parte di Apple) e che adesso arriva a un livello di gestione ottimale che ci ha permesso di mantenere dieci anni di foto in linea ma al tempo stesso riuscire a goderne la fruizione.

Quattro mesi con iPadOS beta: cosa bisogna sapere

Conclusioni

Se non ci fosse stato iPadOS ce lo saremmo dovuto inventare. Probabilmente questa è una delle due grandi migrazioni che Apple sta facendo per portare le tecnologie del Mac sull’iPad (l’altra è quella che unifica i kit di sviluppo delle app iOS-iPadOS-macOS consentendo un lavoro partendo da una base tecnologica unica). Ed è un ottimo lavoro.

A iPadOS mancano ancora molte cose per poter dire che sostituisce completamente un Mac. Certamente però può sostituire un MacBook se a casa avete un fisso o se preferite non portare con voi il portatile con la mela sopra.

La stabilità del sistema operativo è nel tempo della beta migliorata e ormai quando si parla di questa versione del sistema operativo di Apple non si confronta più con iOS dell’iPhone ma con Catalina per Mac: qui le nostre impressioni d’uso dopo 2 mesi di lavoro con la beta. Un confronto molto interessante: iPadOS è complementare e quasi completa. Bel lavoro Apple.