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Francia, sanzioni contro le aziende IT che non collaborano a decifrare dati

La Camera Bassa del Parlamento francese ha approvato un emendamento con il quale vengono imposte sanzioni contro le società tecnologiche che rifiutano di collaborare fornendo accesso a dati cifrati in casi che riguardano lotta al terrorismo. L’emendamento, passato con il supporto degli uomini politici legati alla destra e osteggiato dal governo socialista di François Holland, è stato approvato come parte di provvedimenti di più ampia portata che hanno a che fare con la lotta contro il terrorismo e il crimine organizzato.

L’Assemblea nazionale (la più importante e quella in cui il governo ha bisogno di una maggioranza), voterà in merito l’8 marzo, prima della discussione in Senato alla fine del mese. Secondo l’emendamento votato ieri, qualsiasi azienda che si occupa di tecnologia che non fornisce accesso a dati cifrati sarà multata con una sanzione di 350.000 euro oltre a cinque anni di carcere per i responsabili. Alle società di telecomunicazione che non collaborano alle indagini, saranno comminate multe inferiori e fino a due anni di carcere. Sempre nel Parlamento francese, giovedì 4 marzo, per un solo voto il legislatore non ha approvato una proposta che prevedeva sanzioni ancora più severe, incluso il divieto di commercializzazione dispositivi per le aziende che rifiutavano di collaborare nel decifrare le conversazioni. La proposta che non è passata prevedeva fino a un milione di euro di multa per ogni caso nel quale l’azienda interessata rifiutava la collaborazione con le agenzie d’intelligence.

Prima della votazione all’Assemblea Nazionale, Philippe Goujon, sindaco del XV arrondissement e Presidente del gruppo di centrodestra della capitale, ha descritto l’emendamento come “sanzione realista” affermando che stabilisce chiaramente “la responsabilità criminale per i creatori di chiavi di cifratura che rifiutano di collaborare”. Il socialista Jean-Jacques Urvoas, presidente della Commissione parlamentare legislativa, ha detto di supportare le finalità dell’emendamento ma ha sollevato questioni in merito alle basi giuridiche, spiegando che l’inasprimento delle sanzioni solo per i crimini legati al terrorismo creerebbe incongruenze con il codice penale francese. Stando a quanto riporta Le Monde, Urovas ha invitato i parlamentari a limare le incoerenze e discutere più ampiamente del pacchetto legislativo.

Parlamento francese
L’Assemblée Nationale francese

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