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Il servizio Apple News+ è partito con il piede sbagliato secondo alcuni editori

Secondo alcuni piccoli editori, Apple News+ – il nuovo servizio che offre accesso a giornali e riviste pagando un unico abbonamento – è partito con il piede sbagliato.

Cinque publisher che partecipano all’iniziativa di Apple riferiscono di problemi nella fase iniziale, inclusi inconvenienti con la formattazione degli articoli, elementi che creano confusione nell’esperienza utente e nel design nel complesso, rischiando di mettere a repentaglio grandi campagne pubblicitarie; questi riferiscono ancora lamentele secondo le quali Apple favorirebbe i grandi editori a discapito dei più piccoli.

Il sito DigiDay riferisce le rimostranze di alcuni editori secondo i quali le prospettive a lungo termine potrebbero non essere positive se Apple non deciderà di cambiare approccio.  “Hanno sostanzialmente detto: «Vi aiuteremo fornendo i template» ha detto la fonte di una delle pubblicazioni che attualmente partecipano ad Apple News+. Questo approccio si è rivelato vero solo in parte. Un piccolo team di designer, guidato da Jason Tanz, ex editor di Wired, dovrebbe aiutare i partecipanti nella progettazione grafica di articoli.

A tutti i publisher è stato fornito un indirizzo mail, esortandoli a mandare proposte e in linea di massima i rappresentanti di Apple rispondono. Un gruppo piccolo e selezionato di editori sarebbe stato però inviato su un canale Slack privato e qui sarebbero in contatto con Apple più direttamente, una mossa che avrebbe esasperato altri venuti a conoscenza del canale. “Stanno fondamentalmente facendo favoritismi”, dice la fonte sentita dal sito inglese. “Sembra sempre tutto a posto per i più grossi, ma non per noi”.

Roger Rosner presenta Apple News+, servizio in abbonamento che offre un'esperienza personalizzata e curata all'interno dell'app Apple News.
Roger Rosner presenta Apple News+, servizio in abbonamento che offre un’esperienza personalizzata e curata all’interno dell’app Apple News.

Apple non avrebbe fornito articoli o template specifici con contenuti di esempio ad alcuini publisher. Ha lavorato direttamente con gli editori che hanno deciso di creare propri template per Apple News+ ma ha in gran parte subappaltato il problema dei template degli articoli a vari vendor, ognuno avrebbe lasciato vari elementi in sospeso o effettuato scelte che lasciano a desiderare.

L’aggiunta di lavoro al loro tradizionale fliusso è una diversa lamentela degli editori. Molti di questi converte in formato digitale la pagina destinata alla stampa usando strumenti che scansionano i PDF, convertendo i vari contenuti in singoli articoli e annunci pubblicitari. Questa tecnologia non è esente da bug e per ogni numero sono necessari interventi manuali per aggiustare design, formattazione e spaziatura dei singoli pezzi.

Gli editori più piccoli non hanno a disposizione risorse da dedicare alla creazione di template e somno costretti a investire nel design e manodopera per creare qualcosa di bello senza sapere se l’audience apprezzi, oppure usare template standard che rende l’aspetto dei contenuti identico a quello di decine di altri, o ancora aspettare che le cose si sistemino con i PDF, e in ogni caso sperare che l’esperienza utente non faccia perdere loro lettori.

Fonti degli editori riferiscono di frustrazioni con i responsabili di Apple News+ che non avrebbero a cuore l’omogeneità del servizio. Alcuni giornali curano il design, altri si limitano a effettuare l’upload di un PDF, scelta che crea incoerenza nell’esperienza utente. “Quando pensi a Apple ritieni che siano consapevoli dell’importanza del design”, ha riferito una seconda fonte del sito britannico, “ma non sembra che sia così”.

Se quanto riportato corrisponde al vero, Apple deve cercare di risolvere prima possibile i vari problemi, offrendo assistenza nella creazione dei template, nella conversione degli articoli e nella creazione di prodotti che risultino intuitivi da consultare. Gli ultimi dati riferiscono che Apple News dovrebbe garantirà a Apple entrate pari a 1.7 miliardi di dollari entro il 2022 e 2.7 miliardi di dollari entro il 2024. La Casa di Cupertino non ha dunque nessun interesse a partire con il piede sbagliato.

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