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Intel ribadisce «Le patch per Meltdown e Spectre entro la settimana per oltre il 90% dei computer»

In occasione del keynote di apertura del Consumer Electronics Show (CES) di Las Vegas, il CEO di Intel Brian Krzanich prima di parlare dei piani futuri dell’azienda che prevedono investimenti nel settore automotive, intelligenza artificiale e intrattenimento, ha parlato brevemente delle vulnerabilità recentemente rese nota e che colpiscono tutti i processori.

“Ringrazio l’industria del settore per essere stata unita nel risolvere il recente problema di sicurezza che riguarda l’intera industria” ha detto Krzanich. “La sicurezza è la cosa più importante per Intel e per la nostra industria”. “Obiettivo primario per noi è mantenere al sicuro i dati dei clienti”.

 Brian Krzanich
Brian Krzanich

L’amministratore delegato della Casa di Santa Clara ha detto di non avere ricevuto nessuna informazione riguardo a possibili dati compromessi per causa del bug nei suoi chip, aggiungendo di “stare lavorando senza sosta affinché la situazione resti tale”. Ha anche aggiunto quanto già rimarcato nei giorni scorsi e cioè che arriveranno presto aggiornamenti per i processori. Non è chiaro cosa intenda per “aggiornamenti” ma molto probabilmente intende update software da parte degli sviluppatori dei sistemi operativi (Windows, macOS, Linux). Per oltre il 90% dei sistemi saranno disponibili aggiornamenti entro questa settimana e per gli altri entro la fine di gennaio.

Krzanich ha ripetuto ancora quanto già dichiarato in precedenza e cioè che l’impatto delle patch di sicurezza è “altamente dipendente dai flussi di lavoro” e che la sua azienda continuerà a lavorare con l’industria del settore “per minimizzare con il tempo l’impatto sui flussi di lavoro”. Nel corso del keynote è stata mostrata una slide con citazioni concernenti Meltdown e Spectre da parte di Apple, Google, Amazon, Qualcomm, Microsoft.

La slide mostrata da Intel - Foto: TechCrunch
La slide mostrata da Intel – Foto: TechCrunch

Il CEO di Intel non ha fatto menzione della strana vendita di azioni prima che tutti sapessero della falla di sicurezza nei processori. Krzanich, lo ricordiamo, ha venduto azioni della sua società per oltre 24 milioni di dollari, il tutto prima che Google Project Zero rendesse di pubblico dominio la vulnerabilità, cambiando con una tempistica per alcuni sospetta le regole interne sul trading di azioni da parte dei top manager (previste proprio per evitare episodi di insider trading).

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