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iOS 26 poco usato? Meglio non correre troppo

iOS 26 non è il più brillante dei sistemi operativi mai rilasciati da Apple in termini di adozione, ma non è neppure il disastro disegnato dai dati diffusi da Statcounter.

Tra i numeri reali e quelli riportati da diversi siti, che riprendono appunto il servizio di web analytics (tra cui il nostro), c’è di mezzo non tanto un bug quanto una scelta deliberata di Apple, che finisce per ingannare i sistemi di identificazione dei sistemi operativi.

La segnalazione degli sviluppatori web

La questione emerge dal lavoro di alcuni sviluppatori web, in particolare Niels Leenheer, che è stato tra i primi a segnalare pubblicamente il comportamento anomalo di Safari su iOS 26.

La sua analisi mette in evidenza come il browser continui a dichiarare una versione di iOS 18 nel cosiddetto user agent, rendendo di fatto invisibili agli strumenti di web analytics molti dispositivi già aggiornati.

È questa la ragione per cui, secondo Statcounter, a gennaio iOS 26 risulterebbe installato su appena il 15–16% degli iPhone, una percentuale che ha alimentato l’idea di un aggiornamento evitato in massa e di una reazione particolarmente negativa degli utenti.

Ars Technica, che ha dedicato un’analisi dettagliata alla questione, arriva invece a stimare un’adozione di iOS 26 intorno al 45%, utilizzando un criterio diverso da quello dei tradizionali servizi di web analytics.

I veri dati di iOS 26

Invece di basarsi sulla versione di iOS dichiarata nel user agent, che Safari su iOS 26 continua a indicare come iOS 18, la testata prende come riferimento la versione del browser. Su iPhone Safari 26 è disponibile esclusivamente su iOS 26, e diventa quindi un indicatore affidabile per identificare i dispositivi aggiornati.

Analizzando il traffico proveniente da iPhone su tutti i siti Condé Nast e isolando le visite effettuate con Safari 26, Ars mostra che a dicembre 2025 circa il 45% delle visualizzazioni proveniva già da dispositivi con iOS 26, delineando un’adozione più lenta del solito ma molto più alta di quanto suggerito dai dati più citati.

iOS 26 ha cambiato iPhone: le 10 novità più importanti del 2025 Apple - macitynet.it

Perché Safari si comporta così

Safari ha questo comportamento per una scelta legata alla tutela della privacy. Con iOS 26 Apple ha deciso di limitare le informazioni fornite dal browser attraverso il user agent, congelando il numero di versione di iOS a 18 per ridurre le possibilità di tracciamento e fingerprinting degli utenti.

Dichiarare in modo troppo preciso sistema operativo e versione del software rende infatti più semplice identificare un dispositivo in modo univoco.

Il risultato è che Safari su iOS 26 preferisce fornire dati meno dettagliati, migliorando la protezione della privacy ma creando effetti collaterali per i sistemi di web analytics, che finiscono per attribuire a iOS 18 una parte consistente del traffico proveniente da dispositivi già aggiornati.

Safari è di gran lunga il browser più utilizzato su iPhone. Questo significa che la maggioranza dei dispositivi aggiornati a iOS 26 viene conteggiata come ancora ferma a iOS 18, mentre le statistiche riflettono soprattutto il comportamento degli utenti che utilizzano browser alternativi come Chrome o Edge, che rappresentano una quota minoritaria del traffico mobile su iOS.

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