iPhone è utilizzabile come sistema per misurare il declino mentale: la ricerca di Apple

Le persone anziane usano le app per iPhone in modo diverso dai giovani. Uno studio che potrebbe essere sfruttato per prevedere il declino mentale, in altre parole disfunzioni legate alla memoria, all'elasticità nell'esecuzione di ragionamenti e al calo delle capacità di origine cerebrale.

anziano al telefono

In una nuova ricerca di Apple si sostiene che non solo le persone anziane usano le app per iPhone in modo diverso dai giovani, ma anche che il loro comportamento può essere sfruttato per prevedere il declino mentale, in altre parole disfunzioni legate alla memoria, all’elasticità nell’esecuzione di ragionamenti e al calo delle capacità di origine cerebrale.

Lo studio, intitolato “App Usage Predicts Cognitive Ability in Older Adults” (l’uso delle app predice le capacità cognitive negli anziani, ndr), è stato condiviso nel corso della ACM CHI Conference on Human Factors in Computing Systems che si è svolta a Glasgow (Scozia). Nel documento si citano sei ricercatori: Mitchell Gordon, Leon Gatys, Carlos Guestrin, Jeffrey Bigham, Andrew Trister e Kayur Patel, tutti dipendenti di Apple ad eccezione di Gordon che si è occupato della ricerca quando era stagista per la Mela e che ora lavora per l’Università di Stanford.

Lo scorso anno, durante la ricerca, Apple ha raccolto per tre mesi consecutivi i dati elaborati da alcun iPhone e i risultati di prove cognitive su 84 persone “in buona salute”, di età compresa tra i 61 e i 76 anni. L’età media delle persone che hanno partecipato alla ricerca era di 66 anni, e il 69% di queste sono donne.

smartphone anziani

“Abbiamo constatato che gli anziani usano un numero minore di app, hanno bisogno di più tempo per svolgere alcuni compiti e inviano meno messaggi”, spiegano i ricercatori nell’abstract (il sommario con gli aspetti fondamentali del documento). “Abbiamo usato i risultati del test cognitivo di questi stessi anziani per dimostrare che fino al 79% delle differenze si può spiegare per il declino delle facoltà cognitive e che è possibile prevedere le performance nei test cognitivi dall’uso di smartphone con l’83% della curva ROCAUC (Receiver Operating Characteristic, schemi grafici per un classificatore binario, con assi per rappresentare sensibilità e specificità, ndr).

In altre parole, – spiega Appleinsider – gli utenti senior che risultano “cognitivamente giovani” tendono a usare gli iPhone come le persone più giovani. Lo studio mette in discussione precedenti ricerche che collegano la differente modalità d’uso di questi dispositivi a motivi culturali, valori e stili di vita.

I ricercatori di Apple sono consapevoli di numerose limitazioni intrinseche nel lavoro, tra tutte la percentuale relativamente piccola del campione, l’assenza di controlli, l’assegnazione di stati randomizzati negli esperimenti e “fattori potenzialmente confondenti” quali condizioni socio-economiche e mediche non rivelate.

Il confronto con gli adulti più giovani è altresì basato su un precedente lavoro anziché una serie di test del tutto nuovi; alle 84 persone anziane sono stati forniti degli iPhone 7 con backup dei loro esistenti iPhone,  elemento che potrebbe avere causato un periodo di “smarrimento” per alcuni utenti (la necessità di imparare il nuovo dispositivo).

Non è la prima volta che Apple elabora dati interessanti dal punto di vista medico. L’azienda ha collaborato più volte con la Stanford University School of Medicine e altri importanti istituzioni su app dedicate a malattie cardiovascolari, per monitorare gli schermi legati a sintomi di varie malattie, e vari framework dedicati al mondo medico.

Tra le funzionalità che i ricercatori possono sfruttar grazie al ResearchKit di Apple: la possibilità di studiare l’audiometria tonale; la misurazione dei tempi di reazione fornendo uno stimolo noto a una risposta nota, la valutazione della velocità di elaborazione delle informazioni e della memoria di lavoro, test di deambulazione.