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Jammy Evo, la chitarra MIDI questa volta ha senso

Vi ricordate di Jammy? L’avevamo vista al Consumer Electronics Show di Las Vegas dello scorso anno e quella che in quei giorni colpiva era l’idea: una chitarra MIDI, altamente trasportabile, per esercitarsi in mobilità e registrare con i software su dispositivi desktop e mobili. Perché per il resto i problemi e i limiti del sistema non erano pochi, per non parlare del prezzo di 500 dollari, effettivamente sufficienti per acquistare una buona chitarra e un controller MIDI dedicato: scende la tascabilità, ma tutto il resto è guadagnato.

L’azienda, fatto tesoro del feedback degli utenti, questa volta ci sta riprovando con Jammy Evo, appunto “evoluzione” dal nome ad indicare che c’è stato un passo in avanti in quello che, allo stato attuale, può essere davvero un controller MIDI a cui fare affidamento. Anche perché da quando è stato inventato lo standard MIDI (erano i primi anni ’80, ndr) il sogno di moltissimi musicisti è sempre stato quello di controllare i suoni generati da un sistema elettronico con una chitarra.

Jammy Evo, la chitarra MIDI questa volta ha senso

Jammy Evo innanzitutto non sembra più un giocattolo: rispetto al predecessore è infatti possibile effettuare un bending sulle corde ma soprattutto è stato potenziato il tracking MIDI, il vero tallone d’Achille che a detta del pubblico non era sempre molto affidabile. La riprogettazione è completa: ora è un vero e proprio controller MIDI (l’azienda dice che si può perfino utilizzare per registrare la traccia di una batteria), e non un controller MIDI dentro uno strumento che si imbraccia come una chitarra. Sul corpo sono infatti presenti diversi pulsanti mentre dentro c’è un accelerometro che consente di modulare alcuni parametri, come la frequenza di taglio, semplicemente inclinando il dispositivo.

Sono stati inoltre migliorati i sensori ottici, quindi l’utente avrà modo di gestire meglio il picking e suonare a latenza ridotta. Il tracciamento polifonico è quello dove i produttori hanno trovato maggiori difficoltà nel potenziamento, ma stando a quanto dichiarano dovrebbe essere migliorato a tal punto che Jammy Evo parrebbe essere in grado di tradurre un accordo di chitarra in un accordo per pianoforte.

Anche questa volta si parte con una campagna di raccolta fondi, lanciata su Kickstarter da poche ore e già ben al di sopra dell’obiettivo fissato per poter avviare la raccolta fondi: dei 50.000 dollari previsti siamo già sopra gli 89mila, a dimostrazione che in una dispositivo del genere c’è ancora forte interesse. Se non altro poi anche il prezzo è stato adeguato al prodotto: ora per comprarne uno sono sufficienti 299 dollari, quindi occhi puntati su Jammy Evo: questa volta potrebbe davvero mantenere la promessa originale.

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