Home Hi-Tech WWDC Mac con Intel, ecco come sono fatti

Mac con Intel, ecco come sono fatti

Processore a nucleo singolo da 3.6 GHz e uso del BIOS. Questi due dei dettagli delle resi noti da un anonimo sviluppatore che ha potuto vedere da vicino le macchine Pentium usate da Apple per la dimostrazione della WWDC.

A pubblicare interessanti notizie sull’hardware che presto sarà  affidato ai membri della Developer Connection che ne faranno richiesta per creare applicazioni compatibili con i Mac del futuro, è Xlr8yourMac. Il messaggio svela alcuni elementi fino ad oggi non noti e lascia intravedere qualche squarcio di futuro anche sulle prestazioni dei “Macintel”.

Come accennato i Pentium sono modelli a nucleo singolo (per la precisione dei Pentium 4 660) da 3.6 GHz; i chip supportano le estensioni 64-bit ma Apple per ora non ha implementato questa tecnologia. Cupertino ha però invitato gli sviluppatori a non fare considerazioni troppo specifiche su queste componenti, impiegate solo in via transitoria e in vista di nuovi prodotti ancora allo studio da parte di Intel. “Per capire quello che useremo * è stato detto * dovete scorrere la tabella di marcia dei Pentium”

La scheda madre ha una memoria DDR-2 e supporta SATA-2. L’accelerazione grafica (supportato Quartz Extreme) è affidata ad un chi Intel GMA 9000, un processore di fascia entry level che solitamente nell’ambito dei PC è affiancato da una scheda di ATI o Nvidia. Apple ha fatto intendere che le due società  che si occupano attualmente di fornire i processori per la GPU sono state coinvolte nel processo di migrazione e stanno scrivendo driver per i Mac con Pentium; un dettaglio interessante è che la scheda madre è in grado di usare normali schede grafiche in commercio per il mondo PC, il che è un aspetto certamente molto importante per gli appassionati di gioco di grafica 3D.

Il “Macintel” ha, poi, USB 2.0 e porte FireWire (non 800), supporta l’avvio da USB ma non da IEEE 1396.

Passando al sistema operativo e al software, secondo quanto si legge su Xlr8yourmac, si nota il fatto che Apple non utilizza OpenFirmware ma un BIOS Phoenix. Le prestazioni, almeno stando a quanto riferisce l’anonimo sviluppatore, non sono così pessime come qualcuno fa intendere su alcuni siti. Anzi se si parla di sistema operativo, interfaccia umana e applicazioni “fat binaries” (compilate sia per PowerPC che per Intel) si è di fronte ad un hardware già  molto competitivo. Il test dell’interfaccia valutato su Xbench è di molto superiore a quello prodotto su un PowerMac da 2.7 GHz, ad esempio; le applicazioni battono in diversi casi quelle che girano su un Mac attuale. A riprova che Apple sta lavorando da qualche tempo al salto da PPC ad Intel c’è il fatto che le applicazioni Apple della suite di iLife (escluso iTunes) sono già  in binario universale.

L’emulazione di Rosetta, il sistema destinato a far funzionare le applicazioni PowerPC su Mac con Intel sembra essere molto efficiente. La velocità  si pone, a seconda dei casi, tra un g4 dual da 800 Mhz e un G5 dual da 2.0 GHz, a seconda del tipo di applicazione. Come noto Rosetta funziona solo con applicazioni che sono in grado di girare su processori G3, comunicando forzandole ad usare questo codice.

Le considerazioni più interessanti dal punto di vista generale è, però, nel finale. Secondo quanto si è appreso nel contesto della WWDC il passaggio ad Intel sarebbe di fatto una sorta di scelta obbligata attuata da Apple per restare competitiva sul mercato dei PC.

“Il confronto * si legge sul sito * non va fatto con l’hardware attuale, ma in prospettiva futura. Intel si rivolge in maniera specifica e massiccia al mondo dei computer desktop, laptop e server, mentre IBM e Frescale, a seconda dei casi, sono orientati alle console e al mondo dei sistemi embedded. Alla luce di questo fatto, entro due anni Apple sarebbe stata in gravissima difficoltà “. Una situazione drammatica che avrebbe potuto portare in tempi brevi Cupertino in un vicolo cieco dove i suoi computer non sarebbero più stati competitivi.

E a chi lamenta la scelta di non adottare processori AMD, Apple avrebbe fatto intendere che i processori della casa di Sunnyvale sono stati scartati perché la capacità  di produzione dei chip e, dunque, il rispetto della tempistica con cui vengono immessi sul mercato, non sono del tutto impeccabili.

L’esclusione di un uso di Cell deriva, invece, da problemi di carattere tecnologico. I processori di IBM sono sì molto interessanti dal punto di vista delle prestazioni, ma sono studiati specificatamente per il mondo delle console e non per i PC. Sarebbe stato necessario operare la stessa transizione del software che viene attuata oggi su Intel imponendo però difficoltà  largamente superiori al mondo dello sviluppo.

xbench

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