L’usura delle batterie dei dispositivi elettronici è qualcosa contro cui lottiamo ogni giorno, e per quante strategie possiamo mettere in campo, prima o poi arriverà il momento di doverla sostituire.
Se pensiamo all’iPhone, Apple da anni include nel sistema operativo una sezione che permette di monitorare i consumi tenendo traccia dei cicli di carica e dello stato della batteria, anche per segnalare quando la capacità scende sotto la soglia limite in modo da trovare il tempo di portarlo in assistenza per sostituirla con una nuova.
Ecco, sebbene questo momento a un certo punto arriverà comunque, possiamo allontanare quel giorno mettendo in atto almeno tre accorgimenti che abbiamo deciso di raccogliere in questo articolo.
Le batterie infatti non si rovinano semplicemente perché le usiamo: ad incidere è anche il modo in cui le carichiamo, la temperatura a cui lavorano e il tempo che trascorrono a determinati livelli di carica.
Questo è particolarmente importante quando parliamo di smartphone in quanto oggi usano quasi tutti batterie agli ioni di litio. Significa quindi che al loro interno, durante la carica e la scarica, gli ioni di litio si spostano tra due elettrodi e con il tempo alcune reazioni chimiche diventano irreversibili, motivo per cui la batteria perde parte della sua capacità originale.
Occhio all’uso sotto carica
Uno dei principali motivi per cui la batteria del telefono si usura rapidamente è legato all’utilizzo del dispositivo mentre è in carica. Specifichiamo: non è il semplice fatto di usare il telefono mentre è collegato al caricabatterie ad accelerarne il degrado quanto piuttosto il calore generato dalla carica combinato a quello provocato dall’uso intensivo.
Quando infatti giochiamo, facciamo editing video o partecipiamo a una videochiamata entrano in gioco diversi componenti che consumano energia, primi tra tutti processore e GPU, ma anche lo schermo, il modem e le fotocamere.
A tutto questo come dicevamo si aggiunge il calore generato dal processo di ricarica in quanto parte dell’energia viene dissipata sotto questa forma per via delle resistenze elettriche e delle perdite di conversione.
Diventa quindi chiaro che tutte queste condizioni che si verificano contemporaneamente possono aumentare anche notevolmente la temperatura interna. Questa, in definitiva, è la causa scatenante dell’usura della batteria in quanto accelera le reazioni chimiche indesiderate al suo interno.
Senza andare nello specifico e approfondire quindi il discorso sulla crescita dello strato SEI sull’anodo (che consuma una parte del litio disponibile), sulla degradazione dell’elettrolita e l’aumento della resistenza interna che può ridurre le prestazioni e aumentare ulteriormente il riscaldamento, il risultato alla fine è che nel tempo la batteria conserverà sempre meno energia ed erogherà meno potenza.
Non abbiate quindi timore ad usare il telefono in carica per leggere un messaggio, fare una ricerca sul web o anche semplicemente ascoltare della musica. Se possibile evitate invece di fare lunghe videochiamate, giocare o esportare video mentre lo state ricaricando perché a quel punto tenderà a scaldarsi molto.
State tra il 20% e l’80%
Quello di non ricaricare mai una batteria completamente scarica o di raggiungere il 100% e mantenerla a questo livello per diverse ore è un altro motivo per cui una batteria si può usurare più rapidamente di altre.
È anche vero che con gli smartphone recenti è più facile restare entro i limiti perché, quantomeno per la ricarica, sia iPhone che molti modelli Android integrano una funzione software per bloccare la ricarica all’80%. I più “intelligenti” mettono a disposizione anche una seconda funzione che impara dalle abitudini dell’utente per bloccare la ricarica all’80% e riattivarla per raggiungere poi il 100% quando ci si avvicina al momento in cui di norma l’utente lo scollega dal caricatore (ad esempio tutte le mattine alle 7:00).
Ma perché una scarica profonda o una carica completa e prolungata possono ridurre più in fretta la vita di una batteria? Dal punto di vista scientifico sappiamo che quando l’energia accumulata si avvicina allo zero aumenta il rischio che una scarica prolungata la porti a una tensione troppo bassa. È vero che i telefoni di oggi si spengono prima che ciò accada, tuttavia se restano scarichi per molto tempo la tensione può scendere ulteriormente.
Viceversa se la batteria (parliamo sempre di modelli agli ioni di litio, ricordiamolo) è molto carica allora le celle si trovano a una tensione più elevata e mantenere questa condizione a lungo, soprattutto al caldo, tende ad accelerare le sopracitate reazioni chimiche che ne riducono la capacità.
Per tornare a noi quindi la regola è non scendere mai sotto il 20% e non superare l’80%. Anche qui, queste non sono soglie magiche perché la batteria non si danneggia subito se scende sotto il 20%, né il fatto di raggiungere il 100% è dannoso di per sé. Piuttosto sono valori che in un certo qual modo delimitano una fascia ritenuta favorevole alla longevità della batteria: è preferibile cioè non portarla a livelli molto bassi e soprattutto non lasciarla scarica, e poi che a parità di altre condizioni trascorrere meno tempo a carica massima può rallentarne l’invecchiamento.
Il principio è sostanzialmente questo: una batteria tende a invecchiare più lentamente se evitiamo gli estremi di carica e le temperature elevate.
Mai lasciarlo scarico per mesi
Questo è forse il consiglio più importante di tutti, anche perché è quello che è più facile dimenticare di mettere in pratica. L’esempio classico è quello del telefono nuovo appena acquistato: lo configuriamo e il vecchio, che decidiamo di tenere per le emergenze, finisce che ce lo dimentichiamo in un cassetto.
Il punto è che il telefono continua a consumare una piccola quantità di energia per i circuiti interni anche da spento, perciò dopo mesi arriva al fatidico 0% che abbiamo sconsigliato per i motivi descritti nei paragrafi precedenti.
Ma non solo: se infatti la tensione scende sotto un livello critico il sistema di protezione della batteria può infatti bloccare la ricarica. Oppure si possono verificare reazioni chimiche che provocano danni permanenti alle celle, e a quel punto in alcuni casi succede che la batteria non può più essere recuperata con una normale ricarica.
Anche qui va specificato che non succede necessariamente a ogni telefono lasciato scarico, ma il rischio aumenta quanto più a lungo resta in quello stato. Non è neppure la giusta soluzione conservarlo in ricarica al 100% per mesi perché come abbiamo già spiegato la tensione elevata ne accelera il degrado. Quindi, che fare?
Se prevedete di non usare il telefono per molto tempo allora fareste bene a portarlo a circa il 50% di carica prima di spegnerlo. Conservatelo poi in un luogo possibilmente fresco ma asciutto, quindi lontano dal sole e da fonti di calore. E poi impostatevi un promemoria o appuntatevi da qualche parte di ricontrollarlo periodicamente in modo da riportare la carica intorno al 50%.
5 buone abitudini
Volevamo fermarci alle tre azioni ma mentre ragionavamo su questo argomento abbiamo via via conteggiato quelle che alla fine sono diventate cinque buone abitudini per poter mantenere una batteria in salute senza però uscirne pazzi.
Innanzitutto, se il vostro modello lo offre, attivate il limite di carica. In questo modo una delle cause di usura della batteria viene gestita direttamente dal software e non dovrete pensarci più. Se non vi serve tutta l’autonomia, l’ideale è far si che la ricarica si blocchi all’80-85%.
Evitate poi il surriscaldamento, come dicevamo quindi senza giocare o videochiamare a lungo mentre lo state ricaricando. Piuttosto interrompete la ricarica, finite quel che dovete fare, e poi ricaricatelo. In questo contesto possiamo aggiungere anche di evitare di lasciarlo sotto il sole (soprattutto in estate) e se notate che la custodia trattiene molto calore allora toglietela almeno durante la ricarica.
Dimenticate la vecchia regola di farlo scaricare, anche periodicamente, per ricaricarlo completamente. Potete ricaricarlo tranquillamente anche al 35%, al 50% o al 65%. Scaricare la batteria completamente prima di ricaricarla non solo non serve, ma crea le sfavorevoli condizioni che abbiamo ampiamente discusso in questo articolo.
Può sembrare banale dirlo, ma lo diciamo lo stesso: usate caricabatterie affidabili, preferendo possibilmente modelli conformi alle specifiche del telefono e se sono disponibili attivate le opzioni di ricarica ottimizzata, perché sebbene una ricarica rapida non sia automaticamente dannosa, il calore e le condizioni in cui opera come abbiamo visto, contano, e anche parecchio.
Dulcis in fundo, non diventate schiavi delle percentuali. Se una notte arriva al 100%, se siete fuori casa tutto il giorno e tornate a sera che è rimasto solo il 15%, oppure se fate una videochiamata per qualche minuto mentre è in carica, non muore nessuno, neppure la batteria. Quello che conta è piuttosto che tutto questo diventi un’abitudine.
Altri consigli sulla batteria
Questo non è il primo e probabilmente non sarà l’ultimo articolo legato a batteria e consumi dell’iPhone. Vi rimandiamo quindi agli altri articoli sull’argomento che possono aiutarvi a prendere consapevolezza di questa componente e talvolta migliorare l’autonomia complessiva del telefono.
Ad esempio, se volete massimizzare il risparmio energetico combinando il nuovo sistema di Alimentazione adattiva ad una maggiore automatizzazione della modalità di Risparmio energetico allora date un’occhiata a questa guida dove vi abbiamo spiegato come impostare iPhone per far sì che venga attivata in specifiche situazioni.
Fareste bene a configurare anche questi due pulsanti qualora desideriate ridurre i consumi in un click. D’altronde la batteria è una componente cruciale dei dispositivi elettronici e per questo su Macitynet non mancano articoli e guide che approfondiscono l’argomento. Ad esempio queste sono 6 cose da fare con qualsiasi iPhone, iPad e Mac per tenere in forma la batteria.
Ma batteria non significa soltanto autonomia: ad esempio a partire da iOS 18 potete seguire questa guida per capire se il vostro caricatore è lento e quindi tende ad usurare la batteria più rapidamente del previsto. E siccome ad alte tensioni le batterie agli ioni di litio “soffrono” e finiscono per usurarsi più rapidamente, se il vostro non è un iPhone di ultima generazione allora questa guida fa sicuramente al caso vostro.
Con questo sistema invece potete capire quante volte è stata ricaricata la batteria di iPhone, il che è particolarmente utile quando se ne acquista uno di seconda mano da terzi per farsi un’idea di quel che si sta per comprare.
Vi abbiamo anche spiegato come sostituire la batteria fuori garanzia, a casa propria, spendendo solo 29 €, e cosa fare invece per risolvere i problemi di surriscaldamento del telefono che comportano anche una rapida usura delle celle della batteria.
Abbiamo infine dettagliato in lungo e in largo come verificare lo stato della batteria e chiedere la sostituzione con l’aiuto del supporto Apple.
Altre guide
Lo sapevate che su Macitynet trovate centinaia di altri tutorial su iPhone, iPad, ma anche su Mac e Apple Watch? Vi basta cliccare sul nome del dispositivo che vi interessa per sfogliarli tutti selezionando poi quelli che desiderate leggere.
Tutti gli articoli su iOS 27 sono invece raccolti nella sezione dedicata al sistema operativo e relativi aggiornamenti.





















